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La traccia scelta dal ministero è un estratto del I Libro della "Institutio oratoria" di Marco Fabio Quintiliano. Il testo affronta il tema della musica come fondamento della formazione del perfetto oratore
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La seconda prova scritta della Maturità 2026 per il liceo Classico ha messo alla prova migliaia di studenti con una traduzione dal latino tratta da I Libro dell'Institutio oratoria di Marco Fabio Quintiliano. Il brano, intitolato "Il valore educativo e terapeutico della musica", affronta il tema della musica come fondamento della formazione del perfetto oratore. Ai maturandi è stata chiesta la comprensione e l'interpretazione del testo, l'analisi linguistica e stilistica, l'approfondimento e riflessioni personali. Ecco la traduzione proposta da Skuola.net, che offre anche un commento basato su grado di difficoltà, effetto sorpresa e fattore rischio su una scala da 1 a 5.
L'Institutio oratoria, ossia La formazione dell'oratore di Marco Fabio Quintiliano è l'opera maggiore e l'unica a esserci pervenuta per intero. Dedicata a Marco Vittorio Marcello, funzionario della corte di Domiziano, per l'educazione del figlio Geta, l'opera, databile tra il 90 e il 96 d.C., compendia l'esperienza di un insegnamento durato 20 anni (dal 70 d.C. al 90 d.C. circa). Si tratta di un vero e proprio manuale di pedagogia e retorica, emulazione del De oratore di Cicerone, considerato da Quintiliano modello ideale di oratore e di trattatistica retorica.
"Dopo settimane passate a rincorrere indiscrezioni, statistiche e pronostici, l'apertura del plico telematico della seconda prova del liceo Classico ha riservato una mezza sorpresa: l'autore protagonista della traduzione di latino è Quintiliano", afferma il portale studentesco Skuola.net. Quintiliano, secondo gli esperti del sito, "non era affatto in cima alle classifiche dei pronostici della vigilia. Guardando allo storico della seconda prova, l'autore dell'Institutio Oratoria ha una 'frequenza' di apparizione decisamente minore rispetto ai veri e propri giganti della cattedra ministeriale". Ora Quintiliano "taglia il traguardo delle quattro presenze alla Maturità della storia recente (era già uscito tre volte in passato, l'ultima delle quali nel 2013)".
"Un curriculum di tutto rispetto, certo, ma ben lontano dai numeri dei grandi favoriti che animavano le chat degli studenti: Seneca e Cicerone, ovvero i dominatori incontrastati delle traduzioni di fine anno. Scegliendo Quintiliano - sostengono da Skuola.net - il ministero ha dunque optato per un profilo leggermente più di nicchia dal punto di vista statistico, spiazzando chi puntava sulla logica dell'alternanza tra i due big".
Tuttavia, rassicurano dal portale studentesco, la scelta del ministero "non può essere assolutamente etichettata come un colpo basso o una traccia 'impossibile'. Pur essendo meno gettonato come scommessa, Quintiliano è un pilastro assoluto della letteratura latina. È un autore che si affronta canonicamente in classe, su cui i docenti spendono molto tempo durante il triennio, e i maturandi del Classico dovrebbero possedere tutto il bagaglio culturale e sintattico necessario per affrontarne la prosa senza cedere al panico".
Come sottolinea a Skuola.net Natalia Manzano, insegnante ed esperta di lingue classiche, "Quintiliano è un autore che scrive per farsi capire, per trasmettere con chiarezza dei suggerimenti e dei precetti. Pertanto il testo non presenta particolari difficoltà, soprattutto per chi si è esercitato nella traduzione dell'opera dell'autore".
Insomma, concludono da Skuola.net, "il ministero ha voluto sparigliare le carte sul fronte del toto-autore, ma lo ha fatto proponendo un banco di prova onesto, equilibrato e perfettamente calibrato sulle reali competenze di un diplomando del liceo Classico".
Secondo Natalia Manzano, su una scala da 1 a 5, il grado di difficoltà della versione di Quintiliano era 3: "Nella prima frase la correlazione cum… tum… può costituire un'insidia, comunque facilmente superabile se si analizza con attenzione la struttura del periodo. L'omissione dell'ausiliare, come per esempio in traditum, può suscitare un iniziale sconcerto ma è un fenomeno noto a chi ha tradotto con costanza. La presenza del termine musice, flesso secondo la declinazione greca, richiede una particolare attenzione soprattutto nella forma del genitivo musices nell'ultima frase. Per il resto, il brano proposto è chiaro e lineare sicché non dovrebbe risultare ostico ai maturandi".
E per quanto riguarda l'effetto sorpresa? Per Manzano, è "3/5: Quintiliano è un autore che è stato proposto per la seconda prova solo tre volte (nel 1963, nel 1981 e nel 2013), quindi molto meno frequentemente rispetto a Cicerone (17 volte), Seneca (16 volte), Tacito (10 volte), Plinio il giovane (4 volte). Nonostante ciò, poiché è un autore centrale della letteratura latina trattato proprio nel corso dell'ultimo anno, è sempre immaginato come un possibile candidato del toto-versione. Anche se statisticamente sarebbe stato più probabile che fossero stati proposti Seneca o Tacito (ma quest'ultimo è forse stato escluso nel contesto del nuovo tipo di esame perché avrebbe probabilmente fatto diffondere il panico tra i maturandi per la sua concisa oscurità), in molti ci aspettavamo che sarebbe uscito Quintiliano. Più inatteso è invece l'argomento incentrato sulla musica, poiché sarebbe potuto sembrare più probabile un passo che trattasse dell'importanza del merito e dello sforzo".
Sul fattore rischio, per Manzano è "3/5: il principale fattore di rischio non risiede nella sintassi, che, fatta salva qualche insidia, è piuttosto lineare, ma nella corretta resa dei termini e dei sintagmi. Per esempio homo civilis non va tradotto uomo civile, né secta va reso come setta. Queste insidie si riflettono poi nella risposta al secondo quesito, che presuppone una precisa comprensione del testo e dei termini usati".