Speciale Maturità 2026
LE REAZIONI A CALDO

Maturità 2026, il primo scritto divide gli studenti: 1 su 2 non ha apprezzato nemmeno una traccia

Secondo un instant poll di Skuola.net, la metà dei candidati non ha gradito le opzioni contenute nel plico ministeriale. Pavese e Brancati si confermano autori poco frequentati nelle aule scolastiche, l'attualità ha "salvati" molti candidati

18 Giu 2026 - 18:06
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 © Ansa

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Sono le tracce di Maturità a essere bocciate dagli studenti o la scuola a essere messa in discussione dagli esami di Maturità? Ogni anno le ore successive allo svelamento delle tracce di Italiano mettono in evidenza questa duplice visione dello stesso fatto.

Perché se è lecito trovarsi impreparati di fronte a Vitaliano Brancati, un po’ meno lo è al cospetto di Pavese, quando le indicazioni nazionali da anni chiedono a gran voce di dare spazio agli autori del Novecento, che invece devono spesso accontentarsi delle briciole dopo che gran parte del tempo è stato dedicato ai vari Carducci, Leopardi, Manzoni, Foscolo e così via.

La prima prova della Maturità 2026 non fa eccezione e la risposta a caldo dei maturandi, secondo un instant poll condotto da Skuola.net interpellando circa 1.000 candidati, è stata abbastanza netta.

Difficile trovare una traccia "fattibile"

I numeri raccolti dal portale studentesco delineano una distanza tangibile tra le aspettative dei ragazzi e gli spunti ministeriali, con ben il 51% dei maturandi che dichiara di non aver gradito affatto le consegne.

E pure il resto della platea ha espresso un gradimento decisamente parziale. C'è un 27% di intervistati (circa uno su quattro) che promuove solo alcune delle tracce proposte, mentre il 16% ne salva una sola, verosimilmente proprio quella selezionata per svolgere l'esame.

Appena un ristretto 6% esprime un gradimento totale, affermando di aver apprezzato l'intero pacchetto ministeriale.

Come anticipato, ad alimentare lo spaesamento ha contribuito in larga misura un problema cronico della scuola italiana, ovvero il ritardo nello svolgimento dei programmi letterari di fine anno, segnalato da alcuni trend - seppur parziali, considerati i numeri piuttosto bassi - emersi dai primi riscontri dati dagli studenti sulla prova.

I programmi svolti a scuola non hanno aiutato

Un dato eloquente, raccolto sempre da Skuola.net in queste ore, ci dice che circa 3 maturandi su 4 non hanno affrontato in classe gli autori scelti per l'analisi del testo, Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, o perlomeno non li hanno approfonditi con i professori in modo sufficiente per potere sviluppare serenamente una traccia sulla loro poetica.

Una situazione simile, ma un po’ più attenuata, si è registrata anche al cospetto delle tracce di testo argomentativo (Tipologia B): circa la metà dei ragazzi ha dichiarato di non aver disquisito in classe sulle tematiche storiche o sociali contenute tra gli spunti ministeriali, trovandosi di fatto costretta a navigare a vista su argomenti inediti.

Le tracce considerati più difficili e quelle più abbordabili

Più nel dettaglio, la corona di traccia considerata in assoluto più ostica spetta alla poesia di Cesare Pavese, "Passerò per Piazza di Spagna", che è stata valutata come la più difficile da oltre 1 candidato su 3.

A seguire, nella scala di complessità stilata dai maturandi, si posiziona il testo argomentativo incentrato sul discorso di insediamento di Giuseppe Saragat all'Assemblea Costituente del 1946.

Di contro, a risollevare le sorti della mattinata pare essere arrivata l'attualità della Tipologia C. Tra le tracce considerate più abbordabili spicca, infatti, quella sul concetto di "Incanto", da impostare partendo da un articolo della giornalista Wenke Husmann: un invito a riscoprire lo stupore che ha convinto un quarto della platea, offrendo a molti uno spunto accessibile e meno vincolato a nozionismi pregressi.

I commenti dei maturandi

Ma è soprattutto sbirciando tra i commenti che affollano le pagine social di Skuola.net che emerge chiaramente il distacco percepito tra la realtà scolastica e le proposte d'esame. C'è chi non nasconde la propria frustrazione per le scelte letterarie, commentando senza mezzi termini: "Ma chi l'ha mai studiato Brancati? Noi in classe siamo arrivati a malapena a D'Annunzio!".

Un sentimento di spaesamento a cui si unisce chi punta il dito contro la complessità dell’altra parte della Tipologia A: "Pavese in poesia è stato un colpo basso, ho letto la traccia tre volte e poi ho rinunciato, non si capiva niente".

Fortunatamente, l'attualità ha rappresentato un'ancora di salvezza fondamentale. Non mancano infatti i messaggi di grande sollievo, come quello di una studentessa che ammette candidamente: "Meno male che c'era la traccia sull'incanto, mi ha letteralmente salvato la prova e forse anche il diploma".

L'impegno comunque non manca 

Alla fine della giornata, comunque, il bilancio restituisce la fotografia di un esame iniziato in salita, con la maggior parte degli studenti - circa 6 su 10 - che ha giudicato la prova più difficile di quanto si aspettasse alla vigilia.

Eppure, a fronte di queste oggettive difficoltà, i diplomandi hanno dimostrato grande maturità e correttezza: solo 1 su 10, a quanto dicono loro stessi, si è lasciato trascinare dalla tentazione di copiare, mentre tutti gli altri hanno scelto di affrontare l'ostacolo contando unicamente sulle proprie forze.