Ucraina, il missile russo Oreshik
© Withub
© Withub
Il vettore ipersonico può trasportare testate convenzionali e nucleari. Con una gittata fino a 5.500 chilometri e velocità superiori a Mach 10, è in grado di colpire obiettivi in gran parte dell'Europa
La Russia ha utilizzato il missile balistico Oreshnik durante una nuova ondata di bombardamenti contro l'Ucraina. A denunciarlo è stato il leader di Kiev Volodymyr Zelensky, secondo cui il vettore è stato lanciato contro la città di Bila Tserkva, a sud della capitale, nel corso di attacchi notturni che hanno provocato vittime e gravi danni alle infrastrutture civili. Vediamo quali sono le caratteristiche del missile e perché preoccupa i Paesi occidentali.
L'Oreshnik è un nuovo missile balistico a medio raggio presentato come una delle armi più avanzate dell'arsenale russo. Il vettore viene descritto dagli esperti come un sistema ipersonico capace di trasportare sia testate convenzionali sia nucleari, aspetto che lo rende un'arma a doppia capacità. In russo il nome "Oreshnik" significa "nocciòlo".
Le stime degli esperti parlano di un missile con gittata compresa tra i 5.000 e i 5.500 chilometri, sufficiente a colpire obiettivi in gran parte dell'Europa partendo dal territorio russo o bielorusso. Il vettore sarebbe in grado di raggiungere velocità molto elevate, superiori a Mach 10, ossia oltre dieci volte la velocità del suono. Una caratteristica che, secondo Mosca, permetterebbe all'Oreshnik di sfuggire ai tradizionali sistemi di difesa antimissile occidentali grazie ai tempi di reazione molto ridotti e alla traiettoria estremamente rapida.
L'Oreshnik sarebbe inoltre dotato di testate multiple indipendenti, capaci di separarsi durante la fase finale del volo e dirigersi verso bersagli differenti.
© Withub
© Withub
Dal punto di vista tecnico, gli analisti ritengono che il sistema derivi dal missile balistico intercontinentale RS-26 Rubezh, una versione modificata adattata alla categoria dei missili balistici a medio raggio.
Nel 2025, durante un incontro con il leader bielorusso Alexander Lukashenko, il presidente russo Vladimir Putin annunciò l'intenzione di schierare i missili Oreshnik in Bielorussia, rafforzando così la pressione militare sul fronte orientale della Nato. Secondo analisi basate sulle immagini satellitari, parte delle piattaforme di lancio sarebbe stata posizionata nei pressi della città bielorussa di Krichev, non lontano dal confine con la Russia. Una scelta strategica che consentirebbe alla Russia di ridurre i tempi di volo verso obiettivi europei e aumentare la capacità di deterrenza nei confronti dell'Alleanza atlantica.
Il missile ha attirato l'attenzione internazionale soprattutto dopo il suo primo impiego operativo dichiarato dalla Russia il 21 novembre 2024 durante la guerra in Ucraina. In quell'occasione, Mosca sostenne di aver colpito un impianto industriale e militare nella città di Dnipro, storicamente legato alla produzione missilistica sin dai tempi dell'Unione sovietica.
Secondo il Pentagono e diverse fonti Nato, l'Oreshnik rientra nella categoria degli IRBM, cioè i missili balistici a raggio intermedio. Armi di questo tipo erano state vietate dal Trattato INF (Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty), firmato nel 1987 da Stati Uniti e Unione sovietica per limitare la presenza di missili nucleari terrestri in Europa. Ma dopo l'uscita di Washington e Mosca dall'accordo nel 2019, entrambe le potenze hanno ripreso a sviluppare sistemi di questa categoria.
Secondo alcuni analisti militari statunitensi, l'Oreshnik non rappresenta una rivoluzione assoluta rispetto ai sistemi già esistenti nell'arsenale russo. In sostanza, non sarebbe in grado di cambiare le sorti della guerra in Ucraina. Tuttavia, la combinazione tra velocità elevata, lunga gittata e testate multiple rende il missile una minaccia significativa.