Un farmaco sperimentale ha fatto regredire nei topi la paralisi e la cecità provocate dalla sclerosi multipla. Lo indica la ricerca pubblicata sulla rivista Science Translational Medicine e coordinata Jayakrishna Ambati, dell'Università della Virginia.
Il farmaco, chiamato Kamuvudine-9 (K-9) è derivato da una molecola anti-Hiv già approvata per gli esseri umani e appartiene alla categoria di molecole chiamata Inibitori nucleosidici/nucleotidici della trascrittasi inversa. Queste sono utilizzate come antivirali, ma una serie di osservazioni statistiche ha messo in luce l'associazione a una riduzione di casi di sclerosi multipla. Da questi dati ha preso il via la sperimentazione su topi modello della sclerosi multipla e i risultati sono incoraggianti: "mentre la maggior parte delle terapie per la sclerosi multipla mira a prevenire l'attacco successivo, in questo caso l'aspetto notevole è che il K-9 non solo ha impedito un ulteriore deterioramento neurologico, ma ha permesso agli animali di recuperare funzioni che avevano già perso", ha dichiarato Ambati.
Il farmaco ha inoltre bloccato l'aumento di un marcatore che si trova nel sangue, detto della catena leggera dei neurofilamenti, usato per stimare i danni ai tessuti nervosi prodotti dalla malattia. Secondo gli autori della ricerca, il meccanismo di azione del farmaco, già usato anche per contrastare alcune patologie oculari come l'edema maculare diabetico e l'oftalmopatia tiroidea, blocca una via infiammatoria della sclerosi multipla nota come attivazione dell'inflammasoma. "L'inibizione dell'inflammasoma è oggi considerata la frontiera più avanzata delle terapie per numerose malattie infiammatorie", ha aggiunto Ambati.
I ricercatori hanno detto che il prossimo passo sarà pianificare una serie di test clinici sull'uomo e auspicano che, poichè il farmaco è già utilizzato per altre terapie, i tempi per arrivare alla sperimentazione umana siano ridotti.
