Che cos'è l'ictus, quali sono i sintomi e in che modo possiamo riconoscerlo quando arriva
Per prevenirlo sarebbe opportuno agire sul proprio stile di vita e controllare regolarmente i principali fattori di rischio cardiovascolare, in particolare l'ipertensione
© Istockphoto
Che cos'è l'ictus? Quali sono i sintomi? In che modo possiamo riconoscerlo quando arriva? Ecco qualche risposta che ci aiuta a fare chiarezza sul tema e che ci può permettere di prevenire - per quanto possibili - i relativi rischi. A ogni modo, si tratta della terza causa di morte nel mondo occidentale, dopo le malattie cardiovascolari e le neoplasie.
L’ictus, anche conosciuto come insufficienza cerebrovascolare, è un evento neurologico legato a una causa vascolare che il più delle volte è una placca aterosclerotica localizzata a livello dei vasi che portano il sangue al cervello, in particolare le carotidi.
Le varie tipologie
Esiste l'ictus emorragico, causato dalla rottura di un'arteria cerebrale danneggiata, quello ischemico, causato dalla chiusura di uno dei vasi arteriosi che riforniscono il cervello di sangue. Quest'ultimo può avvenire a causa del restringimento del vaso stesso (stenosi) o di un embolo (un trombo che si è staccato dalla sua sede di origine e ha iniziato a viaggiare nel sangue). È bene ricordare che nell'80% circa dei casi, si tratta di ictus di tipo ischemico, cioè generato un ridotto flusso di sangue e ossigeno al cervello (ischemia cerebrale). Tuttavia, esiste un evento meno grave dell’ictus chiamato attacco ischemico transitorio, causato da un piccolissimo embolo che per un breve periodo di tempo ostruisce un vaso di piccolo calibro, nel quale tempestivamente si riprende il flusso normale.
Quando si manifesta?
Si manifesta più frequentemente dopo i 55 anni e la sua prevalenza raddoppia a ogni decade successiva, infatti, oltre il 75% dei casi si manifesta in persone che hanno superato i 65 anni. Si può dire che è leggermente più frequente nel sesso maschile (più predisposto a patologie cardiovascolari) che in quello femminile.
Le cause
L'evento è causato dalla temporanea interruzione del flusso di sangue al cervello che comporta ischemia (squilibrio tra richiesta di ossigeno da parte del cervello e offerta da parte dei vasi arteriosi). Alla base c’è la formazione di una placca aterosclerotica in uno dei vasi che forniscono sangue al cervello, nel 70% dei casi in corrispondenza della biforcazione della carotide. Ma che cos'è la placca aterosclerotica? Si tratta di una formazione a carico della parete delle arterie causata dell’accumulo di grassi (in particolare particelle di LDL, il cosiddetto "colesterolo cattivo") e altro materiale presente in circolo. Si forma preferenzialmente nei punti in cui le arterie si dividono nei diversi rami, in questo caso alla biforcazione carotidea, perché in questi punti il flusso diventa turbolento e le particelle contenute nel sangue urtano ripetutamente la parete del vaso e vi aderiscono, dando inizio al processo di accumulo.
Più la placca è grande, più aumenta il rischio di ictus: man mano che la placca si accresce, oltre a restringere il lume del vaso, diventa molto fragile e rischia facilmente di rompersi. Se la placca si rompe allora tutto il materiale in essa contenuto entra in circolo e segue il flusso in direzione del cervello; questi frammenti, chiamati emboli, si fermano quando trovano un vaso di calibro tanto piccolo da non permettere il loro passaggio e ne causano l’ostruzione. La regione di cervello che non riceve sangue e ossigeno non può funzionare e va progressivamente incontro a perdita delle proprie funzioni e morte.
Quali sono i sintomi
Si tratta di un evento acuto che compare improvvisamente, può presentarsi in maniera asintomatica o con sintomi aspecifici, per esempio un banale mal di testa. In una buona parte dei casi possono comparire dei sintomi che indirizzano immediatamente verso il sospetto di ictus: disturbi nell’articolazione e nella comprensione del linguaggio: spesso i soggetti che stanno avendo un ictus non sono capaci di elaborare frasi complete di senso compiuto (disfasia) o vorrebbero parlare ma non riescono a farlo (afasia), né comprendono ciò che sta accadendo perché vivono uno stato di confusione, dovuta all’ipo ossigenazione cerebrale.
Ma anche paralisi di faccia e arti: questa generalmente si manifesta solo da un lato del corpo; disturbi visivi a uno o entrambi gli occhi: il soggetto potrebbe riferire di "vedere doppio" (diplopia) o di avere la vista annebbiata o completamente oscurata; disturbi della deambulazione: spesso si manifestano vertigini, perdita dell’equilibrio, incapacità a mantenere una posizione fissa e mancanza di coordinazione nei movimenti; un deficit tipico è il "drop attack": mentre cammina il paziente perde la forza nelle gambe e si accascia sulle ginocchia. Nel caso si verifichi un "Tia" i sintomi possono essere gli stessi ma meno duraturi, perché l’ostruzione è transitoria. Tuttavia non è possibile distinguere un "Tia" da un ictus solo a giudicare dai sintomi e dalla loro durata.
Come riconoscerlo
Gli americani utilizzano l’acronimo FAST per ricordare alcuni semplici test da fare se si sospetta che un soggetto stia avendo un ictus: F per "face", cioè faccia: si chiede al soggetto di sorridere o di soffiare per verificare l’eventuale presenza di una paresi facciale; A per "arms", cioè braccia: se il soggetto prova a sollevare sulla testa entrambe le braccia e solo una di esse precipita contro la sua volontà probabilmente sta avendo un ictus; S per "speech", cioè linguaggio: si chiede al soggetto di ripetere o elaborare una frase semplice, in caso di ictus egli non sarà in grado di compiere quest’azione; T per "time", cioè tempo: se è presente uno qualunque di questi sintomi si devono chiamare i soccorsi nel minor tempo possibile.
Si può prevenire?
La prevenzione si basa sull’adozione di corretti stili di vita per eliminare questi fattori di rischio. Una dieta ipocalorica e iposodica previene contemporaneamente il sovrappeso, l’ipertensione, il diabete e l’ipercolesterolemia, così come smettere di fumare e di assumere alcol in quantità eccessive o sostanze stupefacenti. In caso di ipertensione conclamata, la terapia suggerita dal medico avrà una grande importanza preventiva, così come nel caso di pazienti con diabete o altre malattie croniche.
