Il tumore al colon di James Van Der Beek e l’importanza della prevenzione
Una guida per capire i segnali, fattori di rischio e possibilità di cura di una delle neoplasie più diffuse ma spesso diagnosticata tardi
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La scomparsa dell’attore James Van Der Beek ha riacceso i riflettori sul cancro al colon retto, neoplasia che può colpire anche chi conduce una vita sana e che troppo spesso viene diagnosticato in ritardo. Si tratta di un tumore che nasce nell’intestino crasso, quando le cellule della mucosa iniziano a crescere in modo incontrollato. Nelle fasi iniziali può essere silenzioso o dare segnali poco specifici, ma una diagnosi precoce aumenta le possibilità di cura e sopravvivenza. Screening e attenzione ai sintomi restano quindi strumenti fondamentali.
Quanto è diffuso e quali sono i sintomi da non trascurare
Il tumore del colon retto è tra i più comuni nei Paesi occidentali ed è tra le principali cause di morte oncologica. In Italia si registrano decine di migliaia di nuovi casi ogni anno, soprattutto tra i 60 e i 75 anni, anche se le diagnosi tra gli under 50 sono in aumento. Stando ai dati della Fondazione Veronesi, solo nel 2024 nel nostro Paese ci sono state 48.706 nuove diagnosi (27.473 uomini e 21.233 donne). Nelle fasi iniziali può non dare segnali evidenti. Con il tempo possono comparire sangue nelle feci, stanchezza, anemia, perdita di peso o cambiamenti dell’intestino come stitichezza alternata a diarrea. Sintomi spesso vaghi e che, proprio per questo motivo, rischiano di essere trascurati.
Le cause e chi sono i più colpiti
Non c'è una sola causa. Alcuni fattori determinanti sono: una alimentazione ricca di grassi e povera di fibre, obesità, sedentarietà e fumo. Conta anche la predisposizione genetica e la familiarità e ad alcune malattie infiammatorie intestinali. In varie situazioni il cancro può formarsi da polipi che hanno subito una trasformazione maligna. Il rischio cresce con l'avanzare dell'età, in particolare tra i 60 e 75 anni, ma la soglia si sta abbassando. Inoltre, chi ha un parente di primo grado colpito o chi ha avuto gravi problemi intestinali (come ad esempio polipi) ha maggiori probabilità di ammalarsi e dovrebbe sottoporsi a controlli dedicati.
Prevenzione e screening
Al contrario, per cercare di prevenire l'insorgere della malattia, è necessario uno stile di vita sano, abbinato a un'alimentazione ricca di fibre e a una attività fisica regolare, oltre alla rinuncia al fumo. Inoltre, sono fondamentali gli screening, come ad esempio: il test del sangue occulto nelle feci e la colonscopia, che consentono di individuare lesioni precancerose e intervenire prima che evolvano. Tuttavia, uno studio clinico ha messo in evidenza che non tutte le strategie di invito funzionano allo stesso modo: i tassi più alti si ottengono quando il test immunochimico fecale (Fit) viene inviato per posta in automatico, senza che la persona debba richiederlo.
Come si cura
La terapia dipende dallo stadio della malattia. La chirurgia è il trattamento principale nelle fasi iniziali, spesso associata a chemioterapia e, nei tumori del retto, anche a radioterapia. Oggi si utilizzano anche terapie mirate e immunoterapia, scelte in base alle caratteristiche genetiche del tumore, il tutto per evitare di ricorre alla stomia, cioè la creazione di un ano artificiale. In altri casi si ricorre a una terapia neoadiuvante, effettuata prima dell’intervento per ridurre la dimensione del tumore e facilitarne la rimozione. Negli ultimi anni l’immunoterapia con inibitori dei checkpoint immunitari si è aggiunta alle opzioni di trattamento disponibili
