file e disagi

Caso Schengen, famiglie con bambini bloccate per ore a Minorca | Tajani: "Ritorsione di Sanchez inaccettabile, spero presto nella revoca"

Disavventura per una quarantina di italiani al primo giorno di stretta spagnola. Il vicepremier e ministro degli Esteri in un'intervista sottolinea: "Non abbiamo rotto i rapporti diplomatici, dovevamo proteggere i confini da possibile minaccia jidahista"

09 Ago 2026 - 09:24
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A Minorca il primo giorno della stretta su Schengen da parte spagnola si è trasformato in incubo per una decina di famiglie italiane, rimaste a terra per un cavillo dovuto ai nuovi controlli in porti e aeroporti spagnoli nei confronti dei viaggiatori provenienti dall'Italia e lì diretti. La mossa, annunciata dal governo Sanchez in ritorsione alle misure analoghe prese da Roma dopo la crisi migratoria di Ceuta, è scattata nella mezzanotte tra venerdì e sabato e ha provocato le prime conseguenze. "La politica ci ha rovinato la vacanza", il commento di uno dei viaggiatori a Il Messaggero, dopo il lieto fine della vicenda arrivato dopo ore di attesa nello scalo dell'isola. Intanto, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista a La Stampa, afferma: "È Sanchez che ha drammatizzato, la ritorsione spagnola è inaccettabile, spero presto nella revoca. Noi ripristineremo Schengen a pericolo finito, c'è una minaccia jidahista: il rischio, come dice anche la stampa spagnola, sono i movimenti secondari dei non marocchini". E precisa: "Non abbiamo rotto i rapporti diplomatici".

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Il primo bilancio del muro contro muro Spagna-Italia

 La barriera fatta di controlli incrociati tra Spagna e in Italia nei rispettivi porti e aeroporti, "rallenta" migliaia di viaggiatori, in vacanza e non. Su Il Messaggero la disavventura di alcune famiglie italiane con bambini bloccate per ore a Minorca.

Sarebbero state, una decina, come riferisce il quotidiano, quelle protagoniste di uno stop imprevisto ai controlli all'aeroporto di Minorca. Tra queste, due sono abruzzesi, una di Sulmona e una di Pescara. Con la comitiva rimasta per ore in aeroporto senza sapere come sarebbero riuscite a tornare a casa. Una quarantina di persone in tutto, molte con figli piccoli al seguito.

Il problema, ricostruisce Il Messaggero, è esploso quando la carta d'imbarco di un bambino di Sulmona di 10 anni è stata bloccata al gate. L'agenzia che aveva organizzato il viaggio aveva prenotato i voli distinguendo i passeggeri per sesso, ma non per età, una procedura che fino a quel momento non aveva creato problemi, sottolinea il quotidiano. Ma, con la sospensione di Schengen, il sistema ha fermato l'imbarco "perché il posto assegnato non risultava corrispondere a quello previsto per un minore".

La testimonianza

 "Siamo rimasti per ore in aeroporto senza sapere come e se saremmo tornati a casa, con famiglie che avevano figli di otto mesi, la politica ci ha rovinato la vacanza", ha raccontato a Il Messaggero il padre sulmonese, 56 anni.

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Lo stop all'imbarco ha infatti coinvolto tutte le famiglie del gruppo con figli al seguito. Dopo ore di attesa, soltanto in tarda serata il lieto fine: gli italiani sono riusciti a partire per rientrare in Italia con un altro volo.

Unione europea, quando è stato sospeso Schengen

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"A Ceuta qualcosa non ha funzionato, dovevamo proteggere i confini"

 "Non abbiamo fatto nessun putiferio. Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario", risponde il vicepremier Tajani nell'intervista a La Stampa.
 

"Ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra 8mila e 11mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati. Piuttosto, ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola. Non si revoca Schengen solo per ritorsione, senza una ragione, creando un danno al turismo. Possiamo dire invece che qualcosa non ha funzionato, davanti alle immagini di Ceuta e a centomila in fuga dal Marocco?", continua.

"Noi siamo per favorire l'immigrazione regolare utile alla nostra economia. Ma la dignità delle persone non si rispetta consegnando i migranti ai trafficanti di esseri umani, alla morte in mare, a un'accoglienza priva di una prospettiva di integrazione. La nostra formula è quella di Berlusconi: accordi con i Paesi di origine, formazione in loco, flussi regolari, integrazione", aggiunge Tajani.

Lo spazio Schengen

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La minaccia jihadista

 "La Spagna non ha vigilato come avrebbe dovuto. E la politica del 'venite tutti e sarete regolarizzati', come ha fatto con un milione di immigrati, è un messaggio negativo che mette a rischio la sicurezza di tutti. A me sembra che questa preoccupazione sia condivisa in Europa", aggiunge il vicepremier Tajani, che precisa: "Noi non siamo contro la Spagna, ma abbiamo il dovere di proteggere i nostri confini. E non c'è dubbio che gli arrivi dall'Africa sub-sahariana rappresentino una minaccia jihadista. La stessa polizia spagnola ha fermato persone sospette".
 

"Noi abbiamo preso la decisione per porti e aeroporti, e riguarda cittadini di Paesi terzi. Secondo l'intelligence spagnola c'è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio", conclude.

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