La politica migratoria della Spagna è "fallimentare" e quanto accaduto a Ceuta rappresenta un rischio per l'intera Unione Europea. Lo ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani in un'intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, difendendo la decisione italiana di sospendere temporaneamente Schengen per gli arrivi dalla Spagna.
La risposta alle critiche
"Capisco il nervosismo spagnolo per la loro politica fallimentare sui migranti, ma noi abbiamo il dovere di proteggere i confini italiani, che sono fra l'altro anche 7mila chilometri di confini europei", ha dichiarato Tajani. "Siamo amici degli spagnoli, ma la loro politica su questo dossier non è perfetta". Rispondendo alle critiche del premier Pedro Sanchez e del ministro degli Esteri José Manuel Albares, Tajani ha sostenuto che la decisione italiana si basa su "elementi oggettivi" esaminati dalle istituzioni competenti. "Che fine faranno i 5mila migranti subsahariani a Ceuta, che non potranno essere rimandati in Marocco? Dove andranno?", ha chiesto. "Quello che è successo a Ceuta non è qualcosa di marginale, è un rischio per tutta l'Unione, ed è nostro diritto chiedere misure aggiuntive, chiarimenti e misure preventive"
La posizione sui dati
Il ministro ha respinto anche le accuse secondo cui in Italia arriverebbe il doppio dei migranti irregolari rispetto alla Spagna. I dati citati da Madrid, ha affermato, sarebbero precedenti al 2021, mentre gli arrivi in Italia si sarebbero dimezzati grazie alla politica estera del governo Meloni e al Piano Mattei. Tajani ha inoltre criticato la regolarizzazione di 500mila stranieri decisa dal governo spagnolo senza consultare gli altri partner europei. "Ora addirittura si apprende che sono un milione le domande di regolarizzazione e chi impedisce a queste persone di circolare liberamente nell'area Schengen?" Ha osservato.
La guerra tra Russia e Ucraina
Il ministro degli Esteri ha infine attaccato Giuseppe Conte per le sue posizioni sull'Ucraina e confermato che l'Italia ha opzionato 14,9 miliardi di euro attraverso il programma europeo Safe. "Non si tratta di soldi per fare la guerra, ma al contrario per evitarla" ha affermato. "Senza sicurezza, sia chiaro, non può esserci libertà".
