La stretta sui coltelli: le nuove misure del Decreto Sicurezza
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Obiettivo: limitare la violenza tra ragazzi, coinvolgendo anche la responsabilità dei genitori. Possibile anche il ritiro di patente e il passaporto
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Divieto assoluto di porto di coltelli e lame, con sanzioni amministrative applicabili immediatamente, multe per i genitori e per chi vende coltelli ai minori. Ma anche fondi per la sorveglianza delle stazioni, istituzione di zone rosse ed espulsioni più facili. Sono solo alcuni dei circa sessanta punti contenuti nel nuovo pacchetto sicurezza su cui lavora il governo e che potrebbe arrivare a breve in Consiglio dei Ministri.
Tra le principali novità, c'è l'introduzione del divieto assoluto di porto di coltelli e lame, con la vendita ai minori che diventa proibita. Il riferimento, in particolare, è agli strumenti "con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore a cinque centimetri, a scatto o a farfalla, di facile occultamento e di frequente utilizzo". Per chi va in giro con armi di questo genere la pena va da uno a tre anni di carcere. Previste anche aggravanti per chi viene sorpreso con il volto coperto o nei pressi di scuola, parchi, stazioni e metropolitane.
Inoltre, dopo i fatti di La Spezia e a Sora in provincia di Frosinone, probabile l'istituzione di sanzioni amministrative accessorie e subito applicabili dal prefetto che vanno dalla sospensione della patente di guida, della licenza di porto d'armi, del passaporto e del permesso di soggiorno in caso di ragazzi stranieri. Se i fatti sono commessi da un minore di 18 anni, è stata introdotta una sanzione amministrativa pecuniaria da 200 a 1.000 euro a carico dei genitori o della persona tenuta alla sorveglianza del minore che non ha dimostrato di non aver potuto impedire il fatto. Scende da 14 a 12 anni la possibilità per i minori di essere ammoniti direttamente dal questore per porto di armi da taglio, rissa, violenza privata, minacce e atti persecutori e cyberbullismo. Multe fino a 3.000 euro per chi vende lame ai minori, anche sul web, e chiusura temporanea del negozio.
Si tratta della definizione di specifiche aree caratterizzate da gravi e ripetuti episodi di illegalità e, fino a ora, è una possibilità prevista solamente in casi eccezionali. Invece, stando a quanto prevede la bozza del decreto sicurezza, non solo i prefetti potranno istituire più facilmente queste aree, ma una volta delimitate la vigilanza sarà rafforzata e sarà vietata la permanenza e disposto l'allontanamento di persone che, nelle zone rosse, terranno comportamenti violenti, minacciosi o molesti, mettendo in pericolo la sicurezza e impedendo la libera fruibilità di quelle aree.
Previsto un fondo del ministero dell'Interno da 50 milioni di euro che servirà per finanziare accordi di collaborazione con il ministero delle Infrastrutture e il Gruppo Fs, per rendere le stazioni più sicure. La bozza prevede anche che le Forze di polizia possano stipulare convenzioni con i gestori ferroviari per l’accesso alle banche dati relative al traffico passeggeri e merci e implementare i servizi di vigilanza sulla rete ferroviaria. Inoltre, previsto anche un illecito penale che varia da sei mesi a cinque anni per chi non si ferma all'alt delle forze di polizia e si dà alla fuga in maniera da costituire un pericolo per l'incolumità pubblica e privata.
Pene più severe per chi commette delitti contro giornalisti durante l'esercizio della professione e strumenti più rapidi per revocare i permessi di soggiorno, dunque espulsioni più facili, dopo il secondo ordine di allontanamento del questore.