COMUNICAZIONI IN SENATO in vista del Consiglio europeo

Meloni: "L'intesa di Trump sul gasolio russo è rischiosa, legittima Mosca" | La Russia replica: "Non è affar suo"

Ok da Palazzo Madama alle risoluzioni della maggioranza. La premier: "Chi dice che siamo guerrafondai mente sapendo di farlo"

14 Ott 2026 - 19:02
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"L'intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump è una scelta che considero molto rischiosa". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni nelle comunicazioni al Senato in vista del Consiglio europeo del 15-16 ottobre, dove sono state approvate le due risoluzioni, spiegando che "l'impennata dei prezzi del carburante è dovuta soprattutto alla guerra in Iran, non al conflitto in Ucraina". Secondo Meloni, "il risultato di questa scelta è dubbio, mentre i rischi sono chiari: una legittimazione per Mosca mentre le sue bombe continuano a cadere sulle città ucraine, nuove entrate con cui finanziare la guerra, un implicito indebolimento della leva sanzionatoria sono elementi che non possiamo ignorare, e che contraddicono quanto fin ora fatto dagli Stati occidentali, Stati Uniti compresi, per spingere Putin a sedersi al tavolo delle trattative". Zelensky ringrazia la premier "per la posizione inequivocabile", mentre Mosca commenta: "L'accordo sul gasolio non sono affari suoi".

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"Non siamo guerrafondai"

 "La maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa essenzialmente risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro - ha detto la premier -. Chi racconta che più sicurezza significa meno ospedali, risorse distratte dai servizi essenziali da un governo di guerrafondai, mente sapendo di farlo. Tanto più se gli stessi che oggi ci accusano dall'opposizione, quando erano al governo approvavano in piena pandemia un aumento delle spese militari da circa 15 miliardi di euro. E allora non c'era neanche la guerra in Ucraina".

La guerra in Ucraina

 Come spiega Meloni, "i fatti smentiscono la propaganda del Cremlino. Dall'inizio dell'anno Mosca ha guadagnato pochissimo terreno e nel solo mese di settembre ha perso buona parte di quanto aveva preso". Un risultato frutto della resistenza "degli ucraini e del sostegno dell'Occidente, compreso di chi continua a ritenere che questo sostegno sia l'unico strumento efficace che abbiamo per portare la Russia a un tavolo negoziale serio. Nessuno in quest'aula vuole la guerra, tutti vogliamo che si arrivi alla pace. La differenza è su come pensiamo che ci si arrivi".

Se "Francia, Germania e Gran Bretagna, nel famoso formato E3, ritengono di poter fare da sole meglio di quanto potremmo fare tutti insieme, e finora è questa la scelta che hanno fatto, allora almeno lo facciano a nome di tutti e con un mandato ufficiale dato da tutti", ha sottolineato Meloni, ribadendo che sul processo di pace per l'Ucraina bisogna "fare in modo che l'Europa non resti a guardare" e chiedendo che "i Ventisette individuino una figura autorevole, con il mandato di tutti, capace di portare al tavolo la voce dell'Europa. E se su un nome non si trova convergenza, siamo pronti anche a valutare soluzioni diverse".

La guerra in Medioriente e in Iran

 "Crediamo in una pace vera tra Israele e Libano - ha detto Meloni -. L'Italia ha ospitato diverse tornate negoziali siamo pronti a farlo di nuovo. Sono convinta che la leadership libanese sia sinceramente pronta a sottoscrivere una pace giusta e duratura con Israele e noi siamo pronti a sostenerla anche con un'iniziativa franco-italiana per il dopo Unifil per dotare le forze armate libanesi della capacità delle capacità necessarie ad affermare la sovranità del Libano su tutto il suo territorio".

"Credo che l'Europa debba impegnarsi in prima persona a partire dal rafforzamento della missione Aspides che l'Italia guida e si regge in larga parte sul contributo di pochissime nazioni: servono più navi e servono ora", ha evidenziato Meloni. Nel Consiglio europeo del 15-16 ottobre si discuterà "anche della situazione in Iran e nel Golfo. A partire dalla libertà di navigazione a Hormuz e a Bab el-Mandeb, che per l'Europa rappresenta un interesse vitale".

Il bilancio europeo

 Per quanto riguarda il bilancio europeo, ha detto Meloni, "entriamo ora nella fase più delicata. La presidenza irlandese e le istituzioni europee hanno indicato l'obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell'anno. Noi non siamo contrari per principio a questo obiettivo, ma deve essere chiaro che la data non può diventare più importante del contenuto. Non firmeremo un accordo non vantaggioso per rispettare una data. Noi firmeremo un accordo solo quando sarà giusto per l'Italia".

Doppio ok da Palazzo Madama

"Sulle nuove risorse proprie proposte dalla Commissione abbiamo diverse riserve, ma siamo disposti a lavorare con un criterio chiaro: alleggerire per quanto possibile il peso sui bilanci nazionali, senza nuove tasse", ha detto Meloni. "Riteniamo che si possa e si debba ragionare anche su un rimborso più graduale del debito" del "Next Generation EU, perché i rimborsi non comprimano le altre politiche" Ue proprio quando "serve investire di più. E in generale credo che" per le priorità strategiche "nessuno strumento" vada "escluso a priori".

 Entrambe le risoluzioni sono state approvate dall'aula del Senato. Il primo documento, che riguarda più temi al centro del Consiglio Ue, ha avuto 104 voti a favore, 61 contrari e 4 astensioni. La seconda risoluzione focalizzata sull'Ucraina ha avuto 108 sì, un voto contrario e 2 astensioni. Segno che le opposizioni non hanno partecipato al voto, in dissenso con il metodo della doppia mozione - come annunciato poco prima in aula - dopo aver chiesto espressamente che la seconda risoluzione venisse assorbita dalla prima essendo in parte sovrapponibile per gli impegni su Kiev. Sono di conseguenza preclusi gli altri cinque documenti proposti singolarmente dalle forze di opposizione.
 

Due risoluzioni anche a Montecitorio

 Come al Senato, anche alla Camera - come confermano più fonti parlamentari di maggioranza - dovrebbero essere due le risoluzioni unitarie di centrodestra. E come a Palazzo Madama, anche a Montecitorio le opposizioni, a quanto si apprende, hanno deciso che usciranno dall'Aula senza partecipare alla votazione. Rispetto alla prima risoluzione, la cui bozza è circolata nelle ore precedenti alla seduta di questa mattina a Palazzo Madama, la seconda aggiunge un impegno per il governo, a sostenere gli sforzi per una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche in Ucraina. Nel centrodestra si parla di un necessità formale: si voleva aggiungere il riferimento alla tregua energetica che mancava nella risoluzione già depositata e quindi non modificabile. Un'altra versione sostenuta da più fonti nella maggioranza indica il tentativo di mettere in difficoltà il centrosinistra, e in particolare il Pd. Pure fra le opposizioni la mossa del centrodestra è stata letta prevalentemente così.
 

Mosca replica, Kiev ringrazia

 "Prima di tutto non sono affari suoi. Secondo, tornare alla frase uno", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, commentando con l'Ansa le parole critiche della presidente del Consiglio verso l'intesa sul gasolio russo annunciata dal presidente Usa, Donald Trump, dopo il colloquio telefonico con il suo omologo russo, Vladimir Putin. Gratitudine, invece, dal presidente ucraino: "Ringrazio Giorgia Meloni per il sostegno e per la sua posizione chiara, inequivocabile e basata su principi. Grazie per aver compreso chi è l'aggressore e cosa significhi costruire una pace dignitosa e duratura. Ciò è possibile soltanto attraverso la forza e gli sforzi congiunti per la nostra sicurezza", ha affermato in un post su X Volodymyr Zelensky.

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