A CUORE APERTO

Rocco Siffredi a 62 anni torna sul set: "Dolori alla schiena terrificanti"

L'attore, produttore e regista si racconta: il nuovo film "Blue", i figli che lavorano con lui, l'allarme sui giovani e OnlyFans

12 Lug 2026 - 13:46
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Rocco Siffredi © IPA

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Rocco Siffredi non ha alcuna intenzione di dire addio al set. A 62 anni, dopo essere tornato a girare lo scorso ottobre, l'attore, produttore e regista abruzzese — all'anagrafe Rocco Antonio Tano, originario di Ortona, in provincia di Chieti — si è raccontato senza filtri in una lunga intervista al Corriere della Sera. E la confessione arriva con una punta di ironia sul prezzo fisico di questo ritorno sui set hard: "Fare a quest'età le performance che facevo a 30 mi provoca la notte dolori alla schiena terrificanti. Questa è l'unica differenza", ammette, per poi aggiungere che "la gioia di continuare a fare quest'attività che mi dà anche tanto relax è impagabile".

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Il ritorno di Rocco Siffredi davanti alla macchina da presa

 Il rientro sul set, spiega, è arrivato in un momento complicato. "Il 2025 è stato un anno molto difficile per me e mia moglie", racconta, alludendo a vicende familiari e ad alcune questioni legali su cui preferisce non soffermarsi. In quei mesi, dice, ha ritrovato se stesso nell'unico ambiente in cui si sente davvero libero: "L'unico ambiente in cui riesco a essere me stesso e a esprimere la mia sincera vitalità e voglia di vivere è quello del porno". Stando davanti, e non dietro, alla telecamera.

Il film "Blue" e l'allarme sui giovani

 Parallelamente, Siffredi torna al cinema anche in una veste diversa. È tra i protagonisti di "Blue", film diretto da Eleonora Puglia, nelle sale italiane dal 23 luglio. Non un film hard, ma quello che lui chiama "un film tradizionale": interpreta un padre che scopre la figlia adolescente pubblicare online i propri rapporti intimi con il fidanzato, con conseguenze drammatiche. Da qui parte la sua riflessione più dura, quella sul rapporto tra sessualità, giovani e web. "Sento dire che è pieno di ragazzine di 15 anni che non vedono l'ora di compiere i 18 per mettersi su OnlyFans", osserva. Il problema, spiega, è ciò che accade dopo: la maggior parte finisce nel porno reale, spesso contro il volere dei genitori. "Il 95% di loro ha genitori che non sono d'accordo con la loro scelta, che alla fine, scelta non è, ma è indotta. A quel punto però è tardi, rompi i rapporti, ti rovini la vita, vai in depressione. I ragazzi oggi sono confusi, mi scrivono a migliaia e li vedo persi".

"Meno libertà sessuale di un tempo"

 Paradossalmente, sostiene, oggi c'è meno libertà rispetto agli anni d'oro della sua carriera. "Si è tornati indietro", afferma. Ricorda gli anni '90, quando Cannes aveva istituito una sorta di "Oscar" del genere e un noto volto televisivo lo intervistava ogni anno, e cita il Mi-Sex di Milano, che per un decennio richiamava 50 mila presenze l'anno. Oggi, invece, quel mondo si è ridotto a "solitudine con il web".

I figli che lavorano con lui

  Capitolo famiglia. Con la moglie Rosa - l'ungherese Rózsa Tassi, ex attrice nota come Rosa Caracciolo - Siffredi dice di aver fatto di tutto per tenere i figli lontani dal suo mondo: "Leonardo è ingegnere meccanico e Lorenzo, il primogenito, si è laureato in Economia e Commercio". Oggi entrambi collaborano con lui, ma non davanti alla telecamera. Il primo utilizza il porno solo dal punto di vista commerciale, con una propria piattaforma da content creator; il secondo, un tempo promessa dell'atletica leggera nei 110 ostacoli, ha dovuto rinunciare allo sport dopo un intervento d'urgenza al cuore a Milano, e ora gestisce una piattaforma che educa i giovani alla sessualità intervistando psicologi, psichiatri, sessuologi e urologi. "Nessuno dei due ha però mai manifestato l'intenzione di prendere il mio posto e di seguire le mie orme davanti alla telecamera", precisa.

Ortona, la madre e il padre

 Il racconto si fa più intimo quando torna all'infanzia a Ortona. La madre, Carmela, intuì presto la sua indole: "Mia madre Carmela capì la mia sessualità molto forte già quando ero bambino e mi guardava dalla finestra del bagno". Una donna segnata dal dolore, che perse un figlio di dodici anni - un fratello di Rocco - e convisse con una grave forma di artrosi: "Perdere un figlio di 12 anni, mio fratello, come è successo a lei, vuol dire avere il resto della vita segnato". Diverso, e più severo, il giudizio sul padre Gennaro: "Spero di non diventare mai come mio padre", dice, ricordando come l'uomo flirtasse con la vicina di letto mentre la moglie era in fin di vita. Eppure riconosce di avere ereditato da lui la venerazione per le donne e per la sessualità. E non dimentica un dettaglio: alla prima di "Fantastica Moana", il padre sedeva in prima fila. "Ero il suo eroe, il guru del sesso".

Budapest e i progetti futuri

  Da 26 anni Siffredi vive in Ungheria, a Budapest. Sul fronte dei progetti, intanto, si apre uno spiraglio d'autore: "Sono in contatto con Matteo Garrone. Nella sua carriera gli manca un film a tematica sessuale". Per ora, spiega, gli fa da consulente. Ma non esclude nulla: "Magari un piccolo ruolo ci scappa".

Rocco Siffredi e la sua prima volta a teatro

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© Ufficio stampa
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