Nicole Kidman ha iniziato il percorso per diventare una "doula della morte"
In seguito alla scomparsa della madre, la star di Hollywood ha sentito il bisogno di fare qualcosa per alleviare il dolore di chi sta per morire
Il Very Peri "previsto" da star e celebs: Nicole Kidman © IPA
Dopo la scomparsa della madre, avvenuta a settembre 2024, Nicole Kidman ha deciso di diventare una "doula della morte". L'attrice lo ha rivelato nel corso di un recente incontro all'università di San Francisco, spiegando che con il lutto è arrivata anche la consapevolezza di voler fare qualcosa per le persone che potrebbero morire senza nessuno accanto. A differenza di una doula tradizionale, che assiste a livello morale e pratico le donne incinte, la doula della morte cerca di rendere meno spaventosi gli ultimi giorni di chi è prossimo alla morte.
Cos'è una doula?
Quando si parla di doula, ci si riferisce a una figura di supporto che affianca la donna lungo tutto il percorso della maternità, dalla gravidanza fino al periodo successivo al parto. Il termine deriva dal greco “δούλα”, che significa “serva”, e richiama proprio l’idea di una presenza dedicata e attenta ai bisogni della futura madre.
La doula non è una professionista sanitaria: non fornisce cure mediche né interviene in ambito clinico. Si tratta piuttosto di una figura formata attraverso percorsi non medici, che offre un sostegno personalizzato, discreto e rispettoso delle scelte della donna. Il rapporto si costruisce già durante la gravidanza, quando si iniziano a condividere dubbi, aspettative e si pianificano le fasi che porteranno al travaglio e al parto.
Esistono principalmente due ambiti di intervento: quello legato al parto e quello al periodo successivo. Durante il travaglio, la doula resta accanto alla donna fornendo supporto emotivo e pratico, ad esempio attraverso tecniche di respirazione, massaggi e suggerimenti sulle posizioni da assumere. Può anche aiutare a orientarsi nelle decisioni legate al tipo di parto e, in caso di imprevisti come un cesareo non programmato, offrire una presenza rassicurante per contenere ansie e paure.
Diversi studi, evidenziano come la presenza di una doula sia associata a un minore ricorso agli interventi medici e a una maggiore soddisfazione dell’esperienza del parto. Resta però fondamentale chiarire che questa figura non sostituisce medici o ostetriche, non avendo una formazione sanitaria.
Dopo la nascita, la doula postpartum affianca la neomamma nel recupero fisico ed emotivo, offrendo aiuto nella gestione del neonato e supporto nell’allattamento. Il suo ruolo può estendersi anche alla vita domestica, soprattutto in presenza di altri figli, contribuendo a rendere più gestibile una fase spesso delicata e impegnativa.
Il ruolo di una doula della morte
Proprio come quella tradizionale, anche la doula della morte non prescrive cure né somministra farmaci. Il suo contributo è di natura emotiva, spirituale e pratica, tanto da essere talvolta definita una sorta di "ostetrica dell'anima". Il suo compito è affiancare la persona nel fine vita, aiutandola a organizzare gli ultimi giorni secondo i propri desideri, creando un ambiente il più possibile sereno e familiare e garantendo una presenza costante per ridurre il senso di solitudine.
Si tratta di un ruolo complesso, che richiede una preparazione specifica. Oltre a sostenere chi sta morendo, la doula del fine vita offre supporto anche ai familiari, aiutandoli ad affrontare il lutto e a gestire sia l'impatto emotivo sia gli aspetti pratici legati a questo momento delicato.
Grande attenzione viene dedicata anche all’ambiente: la doula della morte contribuisce a creare uno spazio intimo e rassicurante, che faccia sentire il morente “a casa”, anche in contesti diversi da quello domestico. Questo può avvenire, ad esempio, attraverso oggetti personali, fotografie o elementi che evocano legami affettivi. Allo stesso tempo, utilizza strumenti come musica, luci e profumi per stimolare i sensi e favorire uno stato di calma e rilassamento.
Un altro aspetto importante riguarda l’accompagnamento nel comprendere i cambiamenti fisici legati alla fase finale della vita, spiegando i segnali del corpo e aiutando a costruire rituali personalizzati per il momento del commiato.
Accanto al supporto emotivo, la doula si occupa anche di alcune incombenze pratiche, permettendo ai familiari di concentrarsi sul proprio vissuto senza essere sopraffatti dalle necessità organizzative. Il suo intervento, inoltre, non si conclude con la morte: spesso continua a mantenere un contatto con la famiglia anche nelle settimane successive, offrendo sostegno nel delicato processo del lutto.
Se la doula tradizionale accompagna l’inizio della vita, la doula della morte affianca la sua fase finale, offrendo un supporto emotivo e pratico in due momenti opposti ma altrettanto delicati dell’esistenza.
Questa figura sta iniziando a diffondersi anche in Italia: se negli Stati Uniti e nel Regno Unito è già una professione strutturata, nel nostro Paese stanno nascendo i primi percorsi formativi dedicati. Alla base di tutto c'è un principio semplice ma potente: garantire a ogni persona la possibilità di non affrontare da sola l'ultimo tratto della propria vita.
La morte della madre di Nicole Kidman
Janelle Ann Kidman è morta mentre la figlia si trovava al Festival di Venezia per ricevere la Coppa Volpi. Per l'attrice è stato un colpo durissimo, soprattutto perché ha sempre visto nella madre un punto di riferimento. Nel corso degli anni è stata proprio Janelle a trasmetterle la passione per il mondo della recitazione e a darle il supporto necessario per affrontare a testa alta anche i momenti più difficili.
Durante gli ultimi momenti di vita della madre, Nicole Kidman ha sentito sulle proprie spalle tutto il peso delle sue responsabilità come attrice, che talvolta possono impedirle di stare al fianco delle persone che fanno parte della sua vita nel momento del bisogno. "Mentre mia madre si spegneva, si sentiva sola e c'era un limite a quel che la famiglia poteva fare per darle il supporto necessario".
La decisione
La consapevolezza di quanto possa essere spaventosa la solitudine per chi sta per morire ha spinto Kidman a voler intraprendere un nuovo percorso. Senza rinunciare alla sua brillante carriera, l'attrice ha deciso di fare tutto il possibile per diventare in grado di stare vicino a chi sta soffrendo per rendere meno spaventoso il trapasso. Facendo sempre riferimento a sua madre, Kidman ha spiegato che lei e la sorella avrebbero voluto prendersi cura di lei, anche per colmare il vuoto lasciato dalla scomparsa del padre, ma i tanti impegni lavorativi e familiari hanno reso difficile farlo. E in quel momento la star di Hollywood ha pensato: "Vorrei che nel mondo ci fossero persone disposte a sedersi accanto a chi sta morendo per offrire conforto e assistenza". Si è così avvicinata al mondo delle doula della morte, che ha definito una parte del suo "percorso di crescita".
