l'intervista

Giulia Salemi: Giulia Salemi: "Sono molto legata alle mie origini iraniane, da piccola però non la vivevo bene"

Il suo podcast "Non lo faccio x Moda" è un "processo pop" in cui Salemi incontra artisti, sportivi, giornalisti e creator per smontare pregiudizi, etichette e giudizi superficiali

di Emanuela Griglié
19 Ott 2026 - 07:30
 © Ufficio stampa

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Un passato da modella e da finalista a Miss Italia ("Ma mi sentivo sempre inadeguata: troppo bassa e non abbastanza magra", ha dichiarato). Star del web con oltre 3 milioni di follower, conduttrice televisiva, veteranissima di reality (ha partecipato più volte al Grande Fratello Vip). Pure mamma: del piccolo Kian, il papà è l’ex velino di Striscia la notizia Pierpaolo Pretelli. Oggi Giulia Salemi, 33 anni, è tornata come padrona di casa del suo fortunato podcast, "Non lo faccio x Moda", che ha registrato oltre 107 milioni di visualizzazioni e ascolti complessivi. Ogni puntata è un "processo pop" in cui Salemi incontra artisti, sportivi, giornalisti e creator per smontare pregiudizi, etichette e giudizi superficiali. Parola d’ordine: raccontare (e raccontarsi) senza filtri. Incominciamo da lei.

Sei nata in provincia, a Piacenza. Papà poliziotto, mamma estetista di origini iraniane. Che rapporto hai con le tue radici?

"Sono molto legata alle mie origini italo-persiane. Da piccola vivevo con più difficoltà il fatto di essere metà straniera, oggi invece ne sono orgogliosa. È una parte di me che mi distingue. Ho avuto un’educazione particolare da mia madre, molto rigida. E sono sempre andata in Iran, almeno finché la situazione internazionale non è degenerata. Lì ho parte della mia famiglia e molti amici. Il mio è un legame attivo, non solo culturale: parlo iraniano e ho frequentato una scuola di iraniano".

Come vivi la situazione attuale in Iran?

"È un momento molto delicato, che non rende serene né me né mia madre. È una questione geopolitica molto più grande di me. Posso solo sentire costantemente i miei familiari che sono là e cercare di aiutarli a distanza. Ho anche dato la mia disponibilità a ospitare in Italia i fratelli e le sorelle di mia madre, ma loro sono molto legati alla loro terra e non vogliono lasciarla. Spero che la situazione migliori e che il popolo iraniano possa ritrovare la serenità".

Quando sei stata lì l’ultima volta?

"A 15 anni. Da piccola ci andavo ogni anno, da quando avevo un anno fino all’adolescenza. Poi ho iniziato a voler andare in vacanza senza i miei genitori e oggi, devo dire, me ne pento. Ho ricordi molto vividi dell’Iran e sono stati anni felici. La mia famiglia, nel senso più profondo del termine, è lì. Mi mancano molto e vorrei tornare, ma oggi non so cosa potrebbe succedere una volta arrivata".

Trasmetti questa cultura anche a tuo figlio?

"Sì. Mia madre gli parla in iraniano e abbiamo scelto una tata iraniana. Anche il suo nome, Kian, è italo-persiano. Voglio trasmettergli anche l’educazione che ho ricevuto io, molto severa. Da piccola ho sofferto questa rigidità, oggi invece devo ringraziare mia madre perché se ho raggiunto degli obiettivi è anche merito della disciplina che ha saputo insegnarmi e che applico nella mia vita ancora adesso".

Qual è l’insegnamento più importante che hai ricevuto nella vita?

"La disciplina e il valore delle cose. Se volevo dei soldi per qualcosa, dovevo aiutare mia madre al centro estetico, prendere buoni voti, essere attiva in casa. Questo mi ha insegnato a dare il giusto valore ai soldi e a essere responsabile. Anche oggi vivo pensando al futuro, senza però rinunciare a godermi la vita. Ma resto oculata, non spreco".

Ma arriviamo alla tua altra creatura, il podcast "Non lo faccio x Moda" giunto quest’anno alla quarta edizione, in cui gli ospiti si mettono felicemente a nudo.

"In televisione gli spazi sono pochi e sui social l’attenzione è sempre più breve. Io amo comunicare, raccontarmi, ma soprattutto ascoltare gli altri e raccontare storie. Volevo uno spazio di confronto con persone diverse da me, per andare oltre quello che mostriamo sui social e oltre il pregiudizio. Così ho deciso di fare un podcast: il mezzo giusto per fare quello che avevo in mente".

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Quanto hai dovuto conquistare gli ospiti del tuo podcast?

"Nulla è stato regalato. Ogni ospite è stato conquistato. All’inizio è stato difficile perché tutti vogliono capire chi è venuto prima di accettare un invito. Oggi sono felice che sempre più personalità importanti scelgano di venire a farsi intervistare da me. La cosa che mi rende più orgogliosa è quando, dopo la puntata, gli ospiti mi scrivono per dirmi che si sono trovati bene e hanno apprezzato la conversazione".

Nel tuo podcast - uno dei podcast femminili più ascoltati in Italia - cerchi di raccontare il personaggio oltre i pregiudizi. Quale è, se c’è, il pregiudizio più forte che ti riguarda?

"Che sono una persona leggera. Devo faticare molto per dimostrare che non sono una persona superficiale solo perché lavoro sui social.  Volevo mostrare che c’è un’altra parte di me, molto più profonda. Sono sensibile, coscienziosa, mi preoccupo degli altri e ho molto rispetto per le persone che incontro. In passato ho mostrato molto di più le mie emozioni, ma ho visto come venivano strumentalizzate. Per questo oggi proteggo maniacalmente la mia vita privata. E nel mio podcast voglio creare uno spazio rispettoso, in cui prima di giudicare una persona si ascolta (e si guarda) un’intera conversazione e non soltanto venti secondi di un reel. Il podcast vuole essere introspettivo ma leggero. Io sono pop e sono orgogliosa di esserlo: lo rivendico. Nelle interviste parto spesso dalle etichette negative che vengono attribuite agli ospiti dalla stampa, dal pubblico o dai social. E cerco di smontarle. Tutti siamo vittime di etichette. Mi interessa capire cosa c’è dietro una persona, cosa pensa, cosa le dà fastidio e quali critiche ha dovuto affrontare. Più che un’intervista, è una conversazione a cuore aperto".

Hai raccontato di essere stata troppo spesso sotto una lente d’ingrandimento per il tuo aspetto fisico. Oggi che rapporto hai con il tuo corpo?

"Ho spostato le mie priorità e vivo il mio corpo con maggiore serenità. Che è il corpo di una madre e anche per questo lo amo tantissimo. Ho imparato a considerarlo per quello che fa, non solo per come appare. Dovremmo smettere di concentrarci soltanto sui difetti e ricordarci che avere un corpo che funziona è già una fortuna".

Quanto contano oggi l'aspetto e l'estetica nel tuo lavoro?

"È una componente, ma non è la principale. Penso che brand e programmi oggi mi chiamino soprattutto la mia personalità e per quello che dimostrato di saper fare. Non ho mai puntato sull’estetica, anche perché sono sempre stata insicura".

Sei favorevole alla chirurgia e alla medicina estetica?

"Non sono contraria. Personalmente non ho mai fatto operazioni, anche se da dieci anni penso alla possibilità di rifarmi il seno. Da bambina ho avuto un linfangioma al timo e mi è rimasta una cicatrice importante sul seno destro, che ha portato a un’asimmetria. È sempre stato un tema delicato. Un giorno potrei decidere di sistemarla. Oppure no. Credo che ognuno debba fare ciò che lo fa stare bene, senza esagerare".

Non hai neanche un po' paura di invecchiare?

"Sarei ipocrita se dicessi di no. Più che altro perché non mi sento gli anni che ho. Però penso che oggi si parli troppo di invecchiamento dal punto di vista estetico e troppo poco di quello che succede dentro. La longevità parte anche da uno stile di vita sano, dall’alimentazione e dalla cura di sé".

Hai detto più volte che le donne devono faticare il doppio per essere prese sul serio.

"È verissimo. Me lo hanno confermato anche molte (super) donne che ho ospitato nel podcast, da Federica Pellegrini a Francesca Barra. Quando chiedo quale sia la più grande bugia raccontata alle donne, alle madri e alle lavoratrici, molte mi rispondono che è l’idea che esista già una piena parità. Non è così. Le donne vengono ridotte a un unico tag quando invece devono fare mille cose e meglio degli uomini".

Un sogno nel cassetto?

"Sono tante cose e sono stanca di essere ridotta a una sola etichetta: essere libera di parlare di ciò che mi interessa e mi sta a cuore".

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