L'Ungheria ha adottato la prima legge che elimina le disposizioni anti- Lgbtqia+, adottate sotto il governo dell'ex leader nazionalista Viktor Orbán. 139 parlamentari hanno votato per la rimozione della legge del 2021 sulla tutela dei minori: la decisione presa dal Parlamento rappresenta una svolta rispetto alle restrizioni imposte da Orbán alla comunità Lgbtqia+.
I divieti imposti da Viktor Orbán
Sotto il governo dell'ex leader nazionalista, i diritti per la comunità Lgbtqia+ sono stati progressivamente erosi da una serie di leggi e azioni governative restrittive. Nel 2012 è stata introdotta la "Legge sulla protezione della famiglia" che stabilisce che un nucleo familiare deve essere basato sul matrimonio eterosessuale e sul rapporto biologico o adottivo tra genitori e figli. Nel 2020, alle persone trans e intersessuali è stato vietato il riconoscimento dell'identità di genere: sui documenti possono inserire solo il sesso al momento della nascita, e non può essere più modificabile successivamente.
Cosa prevedeva la legge eliminata
Ciò che il Parlamento ungherese ha annullato è la "legge propaganda" del 2021. Tale norma vietava la rappresentazione pubblica delle identità Lgbtqia+ negli ambiti dell'educazione, dei media e della pubblicità, con l’obiettivo di proteggere i minori da presunti contenuti nocivi. La legge ha portato a una censura capillare di libri, film e materiali formativi, marginalizzando ulteriormente le persone della comunità.
Il clima repressivo è peggiorato con la legge anti-Pride, entrata in vigore il 15 aprile 2025, che ha introdotto severe sanzioni per chi organizza o partecipa alle manifestazioni Pride, aumentando anche i poteri di controllo delle forze dell'ordine. Queste misure restrittive, secondo gli attivisti, alimentano isolamento, discriminazioni ed episodi di violenza contro la comunità Lgbtqia+.
Il cambiamento con Péter Magyar
Il 12 aprile 2026, dopo 16 anni consecutivi di potere, Viktor Orbán ha perso le elezioni. A trionfare è stato il partito di centrodestra Tisza, guidato da Péter Magyar, ex collaboratore del nazionalista magiaro, poi passato all'opposizione. Il nuovo esecutivo ha rimosso il divieto di partecipare alle manifestazioni a tema Lgbtqia+ . Il governo ha anche annunciato l'intenzione di abolire la norma del 2020 che blocca le adozioni ai single e richiede il via libera politico del ministero.
L'auspicio di Magyar è di evitare che le decisioni ricadano sul dicastero, e che a scegliere siano figure professionali. La modifica del genere sui documenti resta un nodo complesso a causa della blindatura biologica inserita dal partito di Orbán nei registri. Il governo, tuttavia, ha aperto tavoli di discussione con le ONG per trovare una soluzione giuridica. Il matrimonio riconosciuto legalmente, invece, resta esclusivamente quello tra un uomo e una donna.
