RELAZIONI ITALIA-USA

Trump: "Il mio rapporto con Meloni è molto buono, mi è sempre piaciuta"

Il leader Usa ha risposto così a una domanda sui suoi attacchi passati alla presidente del Consiglio

02 Ott 2026 - 22:42
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Il rapporto tra il leader americano Donald Trump e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni "è molto buono, lei mi è sempre piaciuta". Lo ha detto lo stesso tycoon parlando con i giornalisti alla Casa Bianca prima di partire per l'Alabama. Le relazioni tra i due presidenti ha attraversato diverse fasi dal 2025 al 2026, passando da elogi pubblici a momenti di maggiore distanza.

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La sintonia nel 2025 - Nel gennaio del 2025 Trump accolse Meloni in Florida. In quell'occasione, il presidente statunitense la definì una "leader forte", esprimendo apprezzamenti per il loro rapporto politico e personale. Una sintonia che si è rafforzata nell'aprile 2025, durante l'incontro alla Casa Bianca, in cui il tycoon indicò la premier come una delle alleate europee più vicine agli Usa. Non solo: la definì "fantastica", "incredibile", "bella" e "amica". Nel corso del 2025, Trump continuò a parlare positivamente della presidente del Consiglio, descrivendo il loro rapporto come "molto solido" e arrivando a definirla una possibile "vera leader mondiale".

Gli attacchi nel 2026

 Nel 2026, però, il tono di Trump è radicalmente cambiato. "Pensavo avesse coraggio, ma mi sbagliavo", ha detto ad aprile il tycoon, dopo che Meloni aveva definito "inaccettabili" gli attacchi del leader americano a papa Leone XIV. "Esprimo la mia solidarietà al Papa. Dico di più: francamente non mi sentirei a mio agio in una società nella quale i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Non in questa parte del mondo", aveva rimarcato la premier.

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Critiche erano state espresse da Trump anche per il mancato sostegno italiano agli Usa nel conflitto in Iran. Le tensioni sono proseguite a giugno 2026, dopo il vertice del G7 di Evian. Trump ha sostenuto che Meloni avesse "implorato" una foto con lui e ha affermato di "aver accettato per pena". "Certe cose meritano una riposta immediata - aveva detto la premier in un video pubblicato sui social -. Non so perché il presidente degli Usa si comporti così con gli alleati. Non è la prima volta che accade, posso solo dire che dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Le dichiarazioni di Trump sono totalmente inventate. Sono francamente allibita. Io e l'Italia non imploriamo mai".

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Ad agosto 2026, la premier - in un colloquio con il New York Times - era tornata sui rapporti con Trump: "Con lui pensavo che le cose sarebbero state più facili, vista la nostra convergenza su immigrazione e cultura woke. Le cose sono andate diversamente". Non si erano parlati per settimane, aveva rivelato in quell'occasione. "Se lo sentirò dopo l'estate? Vedremo". Ora, la dichiarazione distensiva di Trump.

L'evoluzione del rapporto tra Meloni e Trump

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© Withub

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Il tycoon ha una lunga storia alle spalle di attacchi verbali ai vari leader: dall'incontro-scontro alla Casa Bianca con il presidente ucraino Volodymyr Zelesnky ai toni dispregiativi rivolti al suo predecessore Joe Biden, definito "Sleepy Joe" e del "non è Churchill" sbattuto in faccia all'allora primo ministro britannico Keir Starmer. Non solo attacchi a politici: anche star del cinema e giornalisti sono spesso finiti nel mirino del presidente Usa.

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