per "aiutare" trump

Media, Gb in trattativa con alleati Ue per inviare militari in Groenlandia

Telegraph: "I piani prevedono soldati, navi e aerei per proteggere l'isola"

11 Gen 2026 - 15:42
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Downing Street sarebbe in trattativa con gli alleati europei per l'invio di una forza militare in Groenlandia per proteggere l'Artico e "alleviare i timori di Donald Trump" sulla sicurezza. Lo scrive il "Telegraph", citando fonti governative britanniche secondo cui il premier Keir Starmer ha preso "estremamente sul serio" la minaccia della Russia e della Cina nella zona e ha convenuto che è necessario agire. Nei giorni scorsi, i funzionari britannici hanno incontrato i loro omologhi di altri paesi, tra cui Germania e Francia, per dare inizio ai preparativi. I piani, ancora in una fase iniziale, potrebbero prevedere l'impiego di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalla Russia e dalla Cina. Le nazioni europee sperano così di convincere Trump ad abbandonare la sua ambizione di annettere l'isola. 

Il governo britannico: "Discussioni di routine"

 I piani per un possibile dispiegamento di truppe britanniche in Groenlandia sono "discussioni di routine". Lo ha affermato la ministra dei Trasporti britannica, Heidi Alexander, a "Sky News". L'Artico "sta diventando una regione geopolitica sempre più contesa tra Russia e Cina. Ci si aspetterebbe che parlassimo con tutti i nostri alleati nella Nato su cosa possiamo fare per scoraggiare l'aggressione russa" nell'area, ha spiegato Alexander, facendo riferimento anche all'accordo tra il Regno Unito e la Norvegia per la costruzione di fregate Tipo 26 per "proteggere le nostre infrastrutture critiche sottomarine". "È per questo che abbiamo concordato di effettuare più addestramento congiunto presso i Royal Marines con la Norvegia e di inviare preventivamente alcune delle nostre attrezzature" nel Paese scandinavo, in modo "da poter agire rapidamente se necessario", ha aggiunto Alexander.

Paesi nordici contro Trump: "In Groenlandia nessuna minaccia russa o cinese"

 I Paesi nordici nel frattempo smentiscono le affermazioni di Donald Trump sull'attività di Mosca e Pechino intorno alla Groenlandia. Lo riporta il "Financial Times", citando alcuni diplomatici nordici con accesso ai briefing dell'intelligence Nato. Negli ultimi anni "non c'erano tracce di navi o sottomarini russi e cinesi" nell'area, hanno affermato gli alti funzionari. Una linea sostenuta anche dal ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide: "Non è corretto affermare che ci siano molte operazioni di Russia o Cina nei pressi della Groenlandia - ha detto all'emittente Nrk -. C'è attività nei nostri dintorni. Ma pochissima lì".

La Svezia condanna la retorica degli Usa

 "La retorica minacciosa dell'amministrazione statunitense nei confronti di Danimarca e Groenlandia viene giustamente accolta con aspre critiche. La Svezia, i Paesi nordici, gli Stati baltici e diversi grandi Paesi europei si uniscono per i nostri amici danesi". Lo ha detto il premier svedese Ulf Kristersson nel corso della conferenza annuale sulla politica di sicurezza e difesa a Salen, in Svezia. "Gli Stati Uniti dovrebbero ringraziare la Danimarca, che è stata un alleato molto leale nel corso degli anni. In Afghanistan e Iraq, oltre 50 soldati danesi hanno pagato il prezzo più alto per quella lealtà", ha sottolineato. "Il mondo che conosciamo continua a essere scosso. Prendiamo" i rischi "sul serio, ma niente panico: non dobbiamo avere paura, ma dobbiamo essere preparati", ha aggiunto il leader svedese.

Groenlandia nel mirino, gli Stati che gli Usa hanno già acquistato

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Stoltenberg: "Grave se Usa imponessero il loro controllo sulla Groenlandia"

 L'ex segretario della Nato condivide le preoccupazioni sul rafforzare la presenza militare. "Sarebbe una situazione molto grave se gli Stati Uniti imponessero in un modo o nell'altro il controllo sulla Groenlandia contro la volontà del popolo groenlandese. Il futuro della Groenlandia dovrebbe essere deciso dalla Groenlandia e dalla Danimarca": è quanto afferma Jens Stoltenberg, ex segretario generale della Nato e attuale ministro delle Finanze norvegese, in una lunga intervista all'edizione domenicale della Frankfurter Allgemeine Zeitung. Stoltenberg ha espresso comprensione per alcune delle preoccupazioni sulla sicurezza espresse dagli Stati Uniti. Aggiungendo che "la Danimarca è disposta a esaminare come rafforzare le strutture di sicurezza in Groenlandia. La Nato intende rafforzare la presenza militare nel nord ed esiste un accordo bilaterale tra gli Stati Uniti e la Danimarca sulla presenza militare in Groenlandia. In realtà, però, non molto tempo fa l'America ha ridotto il numero dei suoi soldati in Groenlandia da diverse migliaia a poche centinaia. È stata una sua decisione". Stoltenberg ha sottolineato che "il diritto internazionale è di grande importanza, soprattutto per i Paesi piccoli come la Norvegia", facendo riferimento alle vicende del Venezuela: "Il fatto che il regime di Maduro fosse privo di legittimità democratica non giustifica l'azione intrapresa dagli Stati Uniti".

Groenlandia, le basi militari nell'Artico

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Berlino: "Gli Stati Uniti non decidono sulla Groenlandia"

  "E' chiaro che spetta esclusivamente alla Groenlandia e alla Danimarca decidere sulle questioni territoriali e di sovranità sulla Groenlandia". Lo ha detto il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, in un'intervista alla Bild am Sonntag, prima di partire alla volta di Washington, dove domani incontrerà il suo omologo statunitense Marco Rubio per un confronto sull'Ucraina e sulla sicurezza e difesa transatlantica.

Berlino: "Pronti ad aumentare la sicurezza nell'Artico"

 La Germania è pronta ad "aumentare la sicurezza nell'Artico insieme come alleati della Nato, non gli uni contro gli altri". Lo ha detto il ministro delle Finanze e vicecancelliere tedesco, Lars Klingbeil, alla vigilia del G7 Finanze a Washington. Il vicecancelliere ha ribadito ciò che aveva detto il ministro degli Esteri: "Alla luce degli attuali sviluppi geopolitici, chiarirò anche a Washington: spetta esclusivamente alla Danimarca e alla Groenlandia decidere sul futuro della Groenlandia", ammonendo che "i principi del diritto internazionale si applicano a tutti, compresi gli Stati Uniti".

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