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Gaza, Hamas ha consegnato altre quattro salme alla Croce Rossa | Israele non riapre il valico di Rafah

Il gruppo fondamentalista: "Uccisione di palestinesi viola il cessate il fuoco". Croce Rossa: "Ci vorrà tempo per recuperare tutti i cadaveri". Mercoledì vertice a Roma, Meloni: "Faremo la nostra parte"

di Redazione online
14 Ott 2025 - 21:59

L'esercito israeliano rende noto che Hamas ha consegnato alla Croce quattro bare con le salme di ostaggi deceduti. Secondo i media locali, mercoledì altri quattro cadaveri dovrebbero essere restituiti. La Croce Rossa spiega però che "ci vorrà tempo per recuperare tutti i corpi". Ma senza il mancato recupero dei corpi degli ostaggi, "l'accordo potrebbe presto fallire", spiega una fonte israeliana. Per questo Israele martedì pomeriggio aveva annunciato la chiusura del valico di Rafah per due giorni. Hamas attacca Israele: "Viola il cessate il fuoco". Donald Trump intanto ha firmato l'accordo di pace per Gaza a Sharm el Sheik. Trump ha scelto il Mar Rosso per proclamare il suo successo diplomatico più ambizioso: a Sharm el-Sheikh, di fronte a una platea di oltre trenta leader internazionali. Il presidente Usa, che firmando l'accordo inaugura la "fase 2" della strategia per il Medio Oriente, non è convinto dell'istituzione dei due Stati, ma ribadisce che ricostruirà la Striscia. Mercoledì prima riunione a Roma sulla situazione a Gaza. Meloni assicura: "Faremo la nostra parte".  

Gaza, identificate le salme degli ultimi ostaggi restituite da Hamas

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© X  | Sonthaya Oakkharasr
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Le bare contenenti i resti presunti di quattro ostaggi deceduti sono state trasportate fuori dalla Striscia di Gaza dalle truppe dell'Idf. Lo afferma l'esercito israeliano. I corpi verranno ora trasportati all'istituto forense Abu Kabir di Tel Aviv per l'identificazione, operazione che, secondo le autorità, potrebbe richiedere fino a due giorni. Hamas non ha fornito l'identità degli ostaggi consegnati.


Un annuncio congiunto dell'Idf e dello Shin Bet riferisce le informazioni avute dalla Croce Rossa: quattro bare con le salme di ostaggi deceduti sono state trasferite loro da Hamas. I mezzi degli operatori sono in viaggio verso le forze dell'Idf e dell'Isa nella Striscia di Gaza.


"Se Hamas non rinuncia alle armi, ci penseremo noi". Lo ha detto il presidente Donald Trump. "Lo faremo velocemente e forse con violenza", ha aggiunto.


Hamas consegnerà mercoledì i corpi di altri quattro ostaggi israeliani deceduti nella Striscia di Gaza, oltre ai quattro che dovrebbero essere restituiti stasera. È quanto riporta la rete televisiva israeliana Channel 12, citando fonti governative dello Stato ebraico.


"La riunione (su Gaza ndr), presieduta dal vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, è fissata per il 15 ottobre alle 14 nella Sala Verde di Palazzo Chigi". Lo fanno sapere fonti di Palazzo Chigi precidando che Giorgia Meloni sarà impegnata, nel frattempo, nel Processo di Aqaba, che si terrà sempre mercoledì a Roma. All'incontro prenderanno parte i ministeri interessati (Esteri, Difesa, Università, Agricoltura, Affari regionali, Disabilità), il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, e la Protezione Civile. 


"L'Italia, come ha assicurato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è pronta a fare la propria parte nel processo di ricostruzione a Gaza. In seguito alla firma dell'accordo di pace per il Medio Oriente, avvenuta in Egitto, Meloni ha chiesto, nel Consiglio dei ministri, che tutti i ministeri e le istituzioni coinvolte, a vario titolo, nel progetto di ricostruzione si riuniscano per fare il punto sui prossimi passi, con un'attenzione particolare all'aspetto degli aiuti umanitari". E' quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi. 


Dopo le notizie diffuse dall'emittente del Qatar Al Araby secondo cui altre salme di ostaggi saranno consegnate a Israele questa sera, alti funzionari di Gerusalemme hanno confermato ai media l'informazione.


L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l'allarme sul deterioramento della situazione sanitaria nella Striscia di Gaza, affermando che oltre 15.600 pazienti, tra cui 3.800 bambini, necessitano di urgente evacuazione medica per cure al di fuori della Striscia. Si tratta soprattutto di pazienti amputati a causa della guerra. L'Oms, citato dalla Wafa, chiede inoltre un monitoraggio più approfondito delle malattie e delle epidemie virali causate del deterioramento della situazione sanitaria e dei danni alle infrastrutture. L'organizzazione ha quindi sottolineato la necessità di riaprire i corridoi sanitari fuori da Gaza.


Il mancato rientro dei corpi degli ostaggi secondo le tempistiche accordate tra Israele e il gruppo islamista palestinese Hamas "potrebbe compromettere l'accordo raggiunto". Lo ha affermato una fonte politica israeliana al sito web d'informazione "Ynet news". La stessa fonte ha tuttavia sottolineato che non e' ancora stata presa una decisione finale in merito alla violazione degli accordi da parte di Hamas dal momento che lo stesso movimento aveva anticipato che sarebbe stato complicato localizzare i corpi degli ostaggi deceduti. "Vogliamo analizzare la questione e vedere a che punto e'", ha spiegato la fonte a "Ynet", aggiungendo che "e' chiaro che il rilascio delle salme richiedera' un po' piu' di tempo, e speriamo che funzioni". 


Dall'alba sono state uccise almeno nove persone in tutta Gaza, sei delle quali a Gaza City. E' quanto riporta Al Jazeera. 


Il ministero della Salute di Gaza ha riferito che nelle ultime 24 ore sono stati trasportati in ospedale 44 corpi senza vita e che 29 persone sono rimaste ferite. Il ministero ha affermato che i resti di 38 delle vittime sono stati recuperati dalle macerie, aggiungendo che altre restano ancora intrappolate e che le ambulanze e gli equipaggi della Protezione civile non sono in grado di raggiungerle. Il bilancio complessivo dei morti a Gaza dal 7 ottobre 2023 è salito a 67.913 a cui si aggiungono 170.134 feriti. Lo riporta Al Jazeera.


"Stamattina c'è stata una riunione operativa al ministero degli Esteri presieduta dall'ambasciatore Archi, che io vorrei nominare inviato speciale del ministero per Gaza". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine di un convegno di FI sulla pesca e la tutela del mare risponde a chi gli chiede aggiornamenti sugli aiuti alla popolazione palestinese. "Si è cominciato a fare il punto della situazione su ciò che si può mandare, abbiamo già raccolto centinaia di centinaia di tonnellate di viveri e andremo ad accelerare i tempi della distribuzione dei beni alimentari. Alcuni sono già cominciati a entrare, non è tutto facilissimo: bisogna lavorare giorno per giorno, siamo in una fase inziale", conclude.


I funzionari israeliani hanno dichiarato che il valico di Rafah a Gaza rimarrà chiuso domani e che il flusso di aiuti verso l'enclave sarà ridotto. Lo riporta Sky News. I funzionari hanno affermato che le misure sono state prese contro Hamas per non aver consegnato i corpi di tutti gli ostaggi morti.


Il Papa, attraverso l'Elemosineria apostolica, ha inviato a Gaza 5mila antibiotici destinati ai bambini, tra le vittime più colpite dai due anni di conflitto. Un gesto possibile grazie all'apertura dei valichi attraverso i quali portare gli aiuti umanitari destinati alla popolazione della Striscia di Gaza. "Diamo seguito alle parole contenute nell'Esortazione apostolica Dilexi te dedicata ai poveri - dice a Vatican News il cardinale Konrad Krajewski, prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità - perché è necessario fare i fatti, dare attenzione a chi è nel bisogno".


"Sono iniziate le difficili discussioni su come sarà (la fase 2) la messa in sicurezza di Gaza, la sua amministrazione e la garanzia che non ci sarà più una guerra". Lo afferma il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, in un'intervista a a Fox News, ripresa dal Guardian. Doha, insieme al Cairo e a Washington, è stata un mediatore chiave tra Israele e Hamas durante i negoziati che hanno portato al cessate il fuoco. Al-Ansari ammette che "abbiamo rimandato molte discussioni sulla fase uno per assicurarci che si concretizzasse".


Dall'entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza, le squadre di soccorso hanno recuperato più di 250 corpi, alcuni dei quali giacevano per strada. Lo scrive l'agenzia di stampa palestinese Wafa che cita fonti mediche. L'agenzia spiega che gli equipaggi si trovano ad affrontare una grave carenza di mezzi pesanti necessari per rimuovere le macerie, mentre la stima è che oltre 10.000 persone rimangano sotto le macerie.



Hamas ha avviato una vasta campagna di "purificazione" nelle aree della Striscia di Gaza da cui l'esercito israeliano si è ritirato, prendendo di mira quanti avevano espresso opposizione o resistenza al movimento islamista durante il conflitto. Le unità armate delle Brigate Ezzedin al Qassam e il reparto speciale Sahem stanno conducendo operazioni mirate per eliminare o neutralizzare presunti "collaboratori" e oppositori interni, definendo la fase in corso come "al-tathir qabl al-tahrir" - "purificazione prima della liberazione". Parallelamente, sono state diffuse immagini che mostrano miliziani di Hamas su un veicolo Toyota bianco, con armi sequestrate appartenenti al clan Dugmush, sconfitto dopo giorni di scontri.


Il Comitato Internazionale della Croce Rossa ha dichiarato che ci vorrà del tempo per consegnare i resti degli ostaggi uccisi durante la guerra, definendola una "sfida enorme" data la difficoltà di trovare corpi tra le macerie di Gaza. Lo riportano i media internazionali. "È una sfida ancora più grande del rilascio delle persone vive. È una sfida enorme", ha affermato il portavoce, Christian Cardon, aggiungendo che potrebbero volerci giorni o settimane e che esiste la possibilità che non vengano mai ritrovate.


L'uccisione di diversi palestinesi stamattina a Gaza da parte dell'Idf è "una violazione dell'accordo di cessate il fuoco": lo afferma il portavoce di Hamas, Hazem Qassem, ripreso da Haaretz. Secondo Qassem, il gruppo invita le parti dell'accordo a monitorare la condotta di Israele e a "non permettergli di sottrarsi agli impegni assunti con i mediatori". 


L'Unione europea "è preoccupata dalle notizie che abbiamo ricevuto riguardo alle numerose vittime a Gaza a causa degli scontri tra Hamas e membri di bande criminali". Lo ha dichiarato il portavoce della Commissione europea, Anouar El Anouni, durante la conferenza stampa di mezzogiorno a Bruxelles. "Incoraggiamo tutte le parti ad agire con moderazione e a non intraprendere azioni che potrebbero minacciare il cessate il fuoco", ha affermato El Anouni. "Ribadiamo come Ue che Hamas non dovrà avere alcun ruolo futuro nel governo di Gaza", ha aggiunto.


Le Nazioni Unite e il Comitato Internazionale della Croce Rossa hanno chiesto l'apertura di tutti i valichi di frontiera per Gaza, per consentire l'ingresso degli aiuti disperatamente necessari nel territorio palestinese devastato dalla guerra. "È ciò che gli operatori umanitari, incluso il Cicr, hanno chiesto nelle ultime ore: garantire che, a causa dell'enorme necessità, tutti i punti di ingresso possano essere aperti", ha dichiarato a Ginevra il portavoce della Croce Rossa Christian Cardon. Il portavoce dell'agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, Jens Laerke, ha aggiunto: "Abbiamo bisogno che siano tutti aperti".


Trump spera nella "ricostruzione di Gaza" e afferma di non aver ancora deciso sulla soluzione dei due Stati. E ai giornalisti a bordo dell'Air Force One che lo riportava in America da Sharm el-Sheikh ha risposto: "Stiamo parlando di ricostruire Gaza. Non sto parlando di uno Stato unico, di uno Stato doppio o di due Stati. Stiamo parlando della ricostruzione di Gaza. Molte persone apprezzano la soluzione di uno Stato unico. Alcune persone apprezzano la soluzione di due Stati. Vedremo. Non ho ancora rilasciato dichiarazioni in merito", scrive il Guardian, citando le parole del presidente Usa.


I Paesi del Medioriente devono ora unirsi e "portare a termine il compito", perché Gaza "è solo una parte del tutto". Lo ha dichiarato Donald Trump, sottolineando che "la parte più importante è la pace nella regione. Sto tornando a casa, verso una Washington molto sicura e bellissima. Oggi ho realizzato tantissimo in Israele ed Egitto. È stato molto lavoro, ma non lo vorrei in nessun altro modo. Un'esperienza come nessun'altra. Ora tutti quei grandi Paesi che hanno combattuto così a lungo e duramente per la regione devono unirsi e portare a termine il compito. Gaza è solo una parte del tutto. La parte più grande è la pace in Medioriente".


Secondo l'Iran, l'appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla pace in Medio Oriente non è coerente con le azioni di Washington. Il Ministero degli Esteri di Teheran ha dichiarato in una nota: "Il desiderio di pace e dialogo espresso dal presidente degli Stati Uniti è in contrasto con il comportamento ostile e criminale degli Stati Uniti nei confronti del popolo iraniano".


"Sono profondamente grato e sollevato che questo giorno sia arrivato: per gli ultimi 20 ostaggi viventi che hanno attraversato un inferno inimmaginabile e che finalmente si sono riuniti alle loro famiglie e ai loro cari, e per i civili di Gaza che hanno subito perdite incommensurabili e che finalmente avranno la possibilità di ricostruire le loro vite. La strada verso questo accordo non è stata facile. La mia amministrazione ha lavorato senza sosta per riportare a casa gli ostaggi, portare soccorso ai civili palestinesi e porre fine alla guerra. Mi congratulo con il presidente Trump e la sua squadra per il loro lavoro volto a far giungere al traguardo un rinnovato accordo di cessate il fuoco". Così l'ex presidente americano Joe Biden su X.


Un uomo di 76 anni è morto ieri sera a seguito delle ferite riportate durante l'attacco missilistico iraniano su Israele di giugno, rendono noto i media dello Stato ebraico citando le autorità della città di Ramat Gan. La vittima si chiamava Aharon Mizrahi e quando il missile lanciato da Teheran lo ha colpito era insieme alla sua compagna Etti Cohen Engel, rimasta uccisa nell'attacco. 


"Sono assolutamente ottimista" sul piano di pace per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando all'emittente statunitense Nbc a Sharm el Sheikh, in Egitto. "In ogni caso noi siamo pronti a fornire tutto l'aiuto necessario", ha precisato, "penso che la comunità internazionale debba aiutare Trump al massimo delle proprie possibilità". "L'Italia è qui per dire che noi siamo pronti sul piano della sicurezza, per la parte umanitaria e politica", ha aggiunto Meloni, "questa è una grande occasione".


Il presidente francese Emmanuel Macron ritiene che la presenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in Egitto avrebbe messo "molti leader in una posizione di disagio". Interrogato dai giornalisti sull'assenza di Netanyahu a Sharm el Sheikh, Emmanuel Macron ha spiegato che "molti paesi non erano pronti a un cambiamento di forma" del summit. "Penso che ci siano molti leader che si sarebbero trovati in una posizione scomoda", ha affermato il capo di Stato francese, secondo cui "era meglio fare così", elogiando un vertice "molto ben organizzato". Lo riporta l'emittente Bfmtv.