Gaza, il ritorno dei palestinesi sfollati
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Hamas: "Liberazione in tre punti diversi della Striscia". Netanyahu: "I figli torneranno alla loro terra, è un evento storico"
di Redazione onlineA Gaza è scattata la tregua, 737 giorni dopo l'inizio del conflitto in Medioriente. Grande attesa per il rilascio degli ostaggi da parte di Hamas che inizierà nelle prime ore di lunedì. Saranno poi trasferiti i corpi degli ostaggi deceduti. Il Forum delle famiglie degli ostaggi ha fatto sapere che, a partire dalle 4 (le 3 in Italia), Piazza degli Ostaggi sarà aperta al pubblico e trasmetterà in diretta il rilascio dei rapiti. Secondo una fonte di Hamas, gli ostaggi saranno rilasciati in tre punti distinti di Gaza. Verranno poi liberati circa 2mila prigionieri palestinesi. Intanto Trump è partito per il Medioriente, dove farà tappa in Israele e in Egitto. Il presidente rimarrà nella regione per circa otto ore: è previsto che arrivi poco dopo le nove del mattino ora locale in Israele e che riparta dall'Egitto, dopo il vertice a Sharm El-Sheikh, intorno alle 17 ora locale. Parlando poi con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, ha annunciato: "Penso che il cessate il fuoco reggerà. A Gaza la guerra è finita". Netanyahu in un videomessaggio: "I figli torneranno alla loro terra, è un evento storico. Al via un percorso di guarigione, tra di noi serve unità". "Dopo il ritorno degli ostaggi, distruggeremo tutti i tunnel", ha detto il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. I primi camion carichi di aiuti entrati a Gaza sono stati presi d'assalto dai palestinesi.
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I rapporti con Benjamin Netanyahu sono "buoni" e i disaccordi sono stati risolti rapidamente. "Mi ha proposto per il Nobel per la pace". Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riportato dai media americani.
Gaza sembra un'"area di demolizione. Andrà tutto bene". Lo ha detto Donald Trump a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riportato dai media americani.
"La guerra è finita". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a una domanda su Gaza a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg.
"Penso che il cessate il fuoco reggerà". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Trump è diretto in Israele e in Egitto per la firma dell'accordo di pace fra Israele e Hamas.
Donald Trump è partito per il Medioriente, dove farà tappa in Israele e in Egitto. Il presidente rimarrà nella regione per circa otto ore: è previsto che arrivi poco dopo le nove del mattino ora locale in Israele e che riparta dall'Egitto, dopo il vertice a Sharm El-Sheikh, intorno alle 17 ora locale.
Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv aprirà alle 4 del mattino (le 3 in Italia) in seguito al ritardo dell'orario previsto per il rilascio dei rapiti. Lo comunica il Forum delle famiglie degli ostaggi. In precedenza il Forum aveva reso noto che le trasmissioni in diretta dalla piazza sarebbero iniziate a Mezzanotte.
Il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth, il direttore generale della Cia John Ratcliffe e il capo di stato maggiore aggiunto americano Dan Caine accompagneranno Donald Trump sul suo viaggio in Medioriente. Lo riporta Axios citando alcune fonti.
Israele ha messo in guardia i palestinesi in Cisgiordania occupata dal celebrare la liberazione dei prigionieri prevista per domani, minacciando arresti e punizioni per chi parteciperà a festeggiamenti pubblici. Secondo quanto riportano fonti locali, nei quartieri dove vivono le famiglie dei detenuti le forze israeliane hanno distribuito volantini che avvertono: "Chiunque partecipi a tali attività si espone a punizione e arresto".
Hamas dovrebbe rilasciare domani mattina 20 ostaggi vivi in due tranche, alle 8 e alle 9 (ore 7 e 8 in Italia), secondo quanto riferito da Channel 12, che cita aggiornamenti forniti a funzionari israeliani e gazawi. La stessa emittente precisa che le liberazioni potrebbero avvenire anche in anticipo rispetto agli orari indicati, dopo prime ipotesi che parlavano di un avvio tra le 4 e le 6 (3 e 5 del mattino). Secondo Ynet, il rilascio delle salme degli ostaggi deceduti è atteso nel tardo pomeriggio.
Hamas ha accettato l'accordo di pace sotto pressione dell'Egitto, del Qatar e della Turchia che hanno detto al gruppo che sarebbe stato privato di ogni copertura politica e diplomatica in caso di rifiuto. Lo riporta il Wall Street Journal, sottolineando che Qatar e Turchia hanno minacciato di non ospitare più la leadership politica del gruppo. L'Egitto ha invece minacciato che avrebbe smesso di insistere affinché Hamas avesse voce nella governance del dopo guerra. Minacce che sono state sufficienti a convincere Hamas ad accettare il rilascio degli ostaggi e la prima fase dell'intesa. Forte dei migliori rapporti con la Turchia e i paesi del Golfo, Trump ha potuto fare leva affinché mettessero sotto pressione Hamas complice anche i crescenti timori di un allargamento del conflitto dopo il raid israeliano in Qatar.
Le forze di difesa israeliane hanno annunciato l'avvio dell'operazione "Returning Home", con l'obiettivo di riportare in patria gli ostaggi detenuti da Hamas. "Le Idf stanno ora lanciando l'Operazione 'Returning Home' per riportare a casa i nostri ostaggi dalla prigionia di Hamas. Nel giro di poche ore saremo tutti riuniti - un solo popolo, abbracciato e unito", ha dichiarato il capo di Stato maggiore, il generale Eyal Zamir.
Una fonte di Hamas ha riferito ad Al Jazeera che il gruppo palestinese ha trasferito gli ostaggi in tre località di Gaza in preparazione della loro consegna alla Croce Rossa. La fonte, che ha voluto mantenere l'anonimato, ha affermato che una delegazione di Hamas incontrerà stanotte il Circ per concordare un meccanismo per la consegna dei rapiti. Hamas inoltre è in stretto contatto con i Paesi mediatori per definire l'elenco dei prigionieri palestinesi previsti per lo scambio. I mediatori stanno ancora lavorando per raggiungere un elenco definitivo dei prigionieri, nonostante il rifiuto di diversi nomi da parte di Israele, ha affermato la fonte.
"So che ci sono molti disaccordi tra noi, e in questo giorno, e spero anche nel periodo a venire, abbiamo tutte le ragioni per metterli da parte. Abbiamo ottenuto vittorie straordinarie che hanno stupito il mondo intero. Ma la battaglia è ancora in corso. Abbiamo molte sfide davanti a noi. I nostri nemici potrebbero attaccarci di nuovo, tuttavia siamo consapevoli di tutto". Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, in un videomessaggio.
"Domani i figli torneranno alla loro terra. È un evento storico che mescola dolore per la liberazione dai carnefici e gioia per il ritorno degli ostaggi. È un evento storico che molti non credevano sarebbe accaduto. Ma i nostri combattenti hanno creduto. Molti nel popolo hanno creduto. E io ho creduto. Questa è una serata emozionante. Domani inizia un nuovo cammino, un percorso di ricostruzione, di guarigione e, spero, di unione dei cuori". Lo ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in un messaggio registrato per i media.
Gli Stati uniti non intendono inviare truppe nella Striscia di Gaza, ha dichiarato il vicepresidente americano JD Vance, spiegando che le forze statunitensi già dispiegate in Medioriente saranno incaricate di monitorare l'attuazione dell'accordo di cessate il fuoco raggiunto tra Israele e il movimento palestinese Hamas. "Non abbiamo in programma di mettere gli anfibi sul terreno. Abbiamo già il Comando centrale degli Stati uniti e personale presente nella regione. Saranno loro a monitorare i termini del cessate il fuoco e a garantire che gli aiuti umanitari continuino ad arrivare", ha detto Vance in un'intervista a Nbc News.
Tutti i partecipanti della "Flotilla thousands madleens" e della missione "Conscience" della "Freedom flotilla coalition", fermati quattro giorni fa dalle autorità israeliane, sono stati rilasciati. Nessun partecipante rimane attualmente sotto custodia israeliana. Lo riferisce il team legale internazionale di Adalah, che assiste gli attivisti. "Le ultime persone rilasciate - riferiscono dal team - sono state Huwaida Arraf e Zohar Regev, entrambi cittadini con doppia nazionalità israeliana, inizialmente trattenuti con accuse di natura penale, poi decadute. Nel corso della settimana, il team legale Adalah ha rappresentato davanti alle autorità israeliane i 145 partecipanti delle due flottille detenuti, oltre ai membri della precedente Global Sumud Flotilla, che contava 462 persone. Durante l'assistenza legale, Adalah ha raccolto numerose testimonianze sui maltrattamenti subiti da parte delle forze israeliane, sia durante l'intercettazione che durante la detenzione. Le testimonianze riferiscono di aggressioni fisiche e verbali, di persone costrette a restare per ore sotto il sole, della confisca di beni personali, di condizioni di prigionia estremamente dure nel carcere di Ketziot, tra cui mancanza di cibo e acqua potabile, sequestro e negazione all'utilizzo dei medicinali salvavita, negazione dell'accesso agli avvocati e udienze svolte senza preavviso o adeguata rappresentanza legale".
L'Anp è pronta a collaborare con Donald Trump e con l'ex primo ministro britannico Tony Blair nel loro sforzo "di consolidare il cessate il fuoco a Gaza, l'invio di aiuti e l'avvio della ricostruzione". Lo afferma su X Hussein Al-Sheikh, vice capo dell'Organizzazione per la liberazione della Palestina, dopo aver incontrato l'ex premier inglese in Giordania. Il piano di Trump prevede la possibilità che l'Anp assuma il controllo di Gaza solo dopo aver completato le riforme. Prima Gaza dovrebbe essere amministrata da un comitato tecnico palestinese supervisionato da un organismo internazionale presieduto da Trump e Blair.
"Toccando ferro, siamo fiduciosi che gli ostaggi saranno rilasciati" e che Donald Trump li incontrerà e li saluterà "di persona". Lo ha detto il vicepresidente Usa JD Vance in un'intervista a Fox, sottolineando che la prima fase dell'attuazione dell'accordo di pace è un "grande giorno" per le famiglie degli ostaggi ma anche "un grande giorno per il mondo intero. Siamo sull'orlo di una pace sostenibile".
Hamas ha "completato i preparativi" per il rilascio degli ostaggi vivi: lo affermano fonti vicine ai negoziati ribadendo che il movimento continua a chiedere il rilascio dei leader palestinesi in cambio degli ostaggi.
Mentre la maggior parte dei camion di aiuti umanitari sono in coda al confine di Gaza in attesa di essere ispezionati dalle truppe israeliane, alcuni tir hanno iniziato a entrare nella Striscia. Ma la disperazione della popolazione è evidente: foto, pubblicate da Sky News, mostrano un camion assalito a Khan Younis, con decine di palestinesi disperati che fanno il possibile per mettere le mani sui rifornimenti.
"I prigionieri palestinesi saranno liberati dopo la conferma che tutti gli ostaggi di Gaza si trovano in Israele", ha detto Shosh Bedrosian, portavoce dell'ufficio di Benjamin Netanyahu, in una dichiarazione ai media a Tel Aviv, riportata da The Guardian, spiegando come avverrà lo scambio. In cambio degli ostaggi, ha chiarito, Israele rilascerà circa 2mila prigionieri palestinesi, la maggior parte dei quali sarà inviata a Gaza o esiliata nei paesi vicini.
Un convoglio di 400 camion carichi di 9mila tonnellate di cibo, forniture mediche, carburante e materiali di soccorso si sta spostando dal lato egiziano del valico di Rafah verso i valichi di Kerem Shalom e Al Ouja, per entrare nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito l'emittente egiziana Al Qahera News, specificando che si tratta di camion inviati dall'Egitto e che rappresentano "il più grande convoglio di aiuti umanitari mai organizzato per Gaza dopo il nuovo accordo di cessate il fuoco" tra Israele e il movimento islamista palestinese Hamas. Inoltre, la Commissione egiziana che fornisce servizi di soccorso alla popolazione di Gaza ha inviato sabato 100 camion per aiutare a trasportare i palestinesi sfollati e i loro averi nel nord di Gaza attraverso la strada costiera Al Rashid, dando la priorità agli anziani, alle donne e ai bambini. Secondo i dati egiziani, dall'inizio della guerra a Gaza nell'ottobre 2023, Il Cairo ha fornito oltre 570mila tonnellate di aiuti, "circa il 70 per cento di tutti le forniture che hanno raggiunto il territorio".
Hamas trasferirà i corpi degli ostaggi deceduti lunedì sera, secondo quanto riferisce Haaretz, spiegando che un alto funzionario di Hamas, Hussam Badran, ha dichiarato al quotidiano qatariota Al-Araby Al-Jadeed che è difficile consegnare tutti i corpi degli ostaggi morti contemporaneamente.
L'Autorità nazionale palestinese non è stata invitata al summit su Gaza in programma lunedì a Sharm el-Sheikh. Lo riferisce l'edizione online del quotidiano Haaretz, rilanciando quanto riportato dall'emittente tv del Qatar Al-Araby Al-Jadeed sul suo sito, citando una fonte di alto livello. A condizione di restare anonima, la fonte ha dichiarato che "l'Egitto non ha invitato l'Anp alla conferenza di Sharm el-Sheikh a causa dell'assenza dell'Anp dal piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump per la Striscia di Gaza". La leadership palestinese, sostiene la stessa fonte, ha contattato il presidente egiziano Al-Sisi, che in qualità di ospite ha diramato gli inviti ai leader partecipanti al summit, chiedendogli di ricevere privatamente il presidente dell'Anp Mahmoud Abbas, "per riaffermare che la leadership palestinese rimane l'unico rappresentante legittimo dei palestinesi". Ma a questa richiesta, spiega la fonte, Al-Sisi non ha risposto.
Una "pressione costante" da parte degli Stati Uniti sarà necessaria per la stabilità a Gaza. E' quanto afferma il vicepresidente americano JD Vance in un'intervista a Cbs.
Il Forum delle famiglie degli ostaggi rende noto che a partire dalla mezzanotte, Piazza degli Ostaggi sarà aperta al pubblico e trasmetterà in diretta il rilascio dei rapiti. "Proiezioni continue del loro ritorno saranno mostrate in piazza per il pubblico che desidera essere presente in questi momenti storici e profondamente commoventi", fanno sapere le famiglie.
Un portavoce del governo israeliano ha dichiarato che il rilascio degli ostaggi inizierà nelle prime ore di lunedì. Si prevede che tutti i 20 ostaggi ancora in vita vengano rilasciati contemporaneamente, ha aggiunto. E' quanto riporta Haaretz. Israele si aspetta che tutti e venti vengano consegnati alla Croce Rossa. Saranno poi trasferiti oltre confine in Israele e portati alla base militare di Réim. Subito dopo che gli ostaggi saranno presi in consegna da Israele, saranno rilasciati i prigionieri palestinesi.
"Siamo sul punto di riportare a casa gli ostaggi israeliani. Non possiamo ancora fornire una tempistica esatta del rilascio degli ostaggi". Lo afferma il vicepresidente JD Vance in un'intervista a Nbc, sottolineando che gli ostaggi potrebbero essere rilasciati da un momento all'altro.
E' salito ad almeno 67.806 morti e 170.066 feriti il bilancio aggiornato degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023. Lo riferiscono fonti degli ospedali di Gaza gestiti dal movimento islamista palestinese Hamas, citate dall'agenzia di stampa palestinese "Wafa", sottolineando che "diverse vittime sono ancora sotto le macerie e per le strade, poiché le squadre di ambulanze e della protezione civile non sono ancora riuscite a raggiungerle". Nelle ultime 24 ore, 124 morti (di cui 117 corpi recuperati) e 33 feriti sono arrivati negli ospedali della Striscia, secondo quanto riportato dalle stesse fonti.
Il viceministro degli Esteri israeliano, Sharren Haskel, ha affermato a Sky News che Hamas potrebbe iniziare a liberare gli ostaggi già stasera. "Penso che Hamas potrebbe addirittura iniziare a rilasciarli stasera. Quindi, prima del previsto. Lo speriamo davvero. Sappiamo che c'è stata un'enorme pressione su Hamas, compresi due paesi come il Qatar e la Turchia, che hanno i mezzi per fare pressione su Hamas affinché li rilasci. E speriamo davvero di vederli il prima possibile".
"Malgrado sia stato invitato, l'Iran non parteciperà al vertice di pace" su Gaza di domani a Sharm el Sheikh, in Egitto, co-presieduto dai leader di Stati Uniti ed Egitto, Donald Trump e Abdel Fattah al-Sisi e con la partecipazione di 20 Paesi: lo ha riferito una fonte iraniana informata all'agenzia di stampa iraniana Tasnim. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi ha dichiarato ieri che l'Iran sostiene qualsiasi azione che porti alla fine degli attacchi israeliani a Gaza, ma ha avvertito di "seri dubbi" sulla possibilità di un mancato impegno al cessate il fuoco da parte di Israele o degli Usa.
L'ufficio del premier israeliano rende noto che il primo ministro Benjamin Netanyahu ha appena parlato con il Coordinatore per gli ostaggi, Gal Hirsch, e ha dichiarato: 'Israele è pronta e preparata ad accogliere immediatamente tutti i nostri ostaggi".
"Continuiamo a ritenere che quella dei due Stati per due popoli sia la formula che può aiutare a risolvere i problemi e i rapporti tra ebrei e palestinesi ed è perfettamente in linea con quando noi abbiamo sempre chiesto": lo ha affermato il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato della Santa Sede, parlando ad Assisi dove ha per presieduto la celebrazione eucaristica in occasione della memoria liturgica di San Carlo Acutis. Parolin ha detto che "non ci sarà la vera pace senza che sia fatta giustizia per tutti i popoli", perché "come ha sempre detto la Chiesa a fondamento della pace deve esserci la giustizia".
"L'accordo sull'inizio del processo di pace ha regalato una scintilla di speranza in Terra Santa. Incoraggio le parti coinvolte a proseguire con coraggio il percorso tracciato verso una pace giusta, duratura e rispettosa delle legittime aspirazioni del popolo israeliano e del popolo palestinese". Lo ha detto il Papa all'Angelus.
Il ministro della Sicurezza, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto formalmente al premier Benjamin Netanyahu di bloccare la scarcerazione di diversi ergastolani palestinesi che dovrebbero essere rilasciati in Cisgiordania nell'ambito dell'accordo di tregua a Gaza. Lo scrivono i media di Tel Aviv. Un centinaio di ergastolani non sono destinati all'espulsione, a differenza di altri che dovrebbero essere trasferiti nella Striscia di Gaza o all'estero. Ben-Gvir ha chiesto di modificare la decisione e la questione è al vaglio dell'ufficio del premier.
Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, sarà domani a Sharm er Sheik per partecipare al vertice di pace in Medio Oriente, che sarà co-presieduto da Donald Trump e dal presidente egiziano Al Sisi: lo riporta l'emittente televisiva NTV.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno dichiarato di aver eliminato un membro del movimento sciita libanese filo-iraniano Hezbollah in un attacco condotto ieri sera nell'area di Qalaouiyah, nel sud del Libano.
"La grande sfida per Israele dopo la fase di restituzione degli ostaggi sara' la distruzione di tutti i tunnel del terrore di Hamas a Gaza, direttamente da parte delle Forze di difesa israeliane (Idf) e tramite il meccanismo internazionale che sarà istituito sotto la guida e il controllo degli Stati Uniti". Lo ha detto in un messaggio su X il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz. "Questo è il significato principale dell'attuazione del principio concordato di smilitarizzazione di Gaza e neutralizzazione di Hamas dal suo armamento. Ho ordinato alle Idf di prepararsi per l'esecuzione della missione", ha spiegato Katz.
Sarà il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, a rappresentare l'Unione europea domani alla cerimonia per la firma della tregua a Gaza prevista a Sharm el Sheikh. Lo riferisce un portavoce. Finora l'unica esponente dell'Ue invitata al vertice, secondo fonti europee, era l'Alto rappresentante Kaja Kallas, che però non potrà esserci.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, parteciperà al summit per la pace organizzato a Sharm El-Sheikh.
L'Iran non si fida del fatto che Israele rispetti i termini del cessate il fuoco, entrato in vigore venerdì. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Mettiamo in guardia contro i trucchi e i tradimenti del regime sionista riguardo agli accordi precedenti. Non c'è assolutamente alcuna fiducia nel regime sionista", ha detto Araghchi, aggiungendo che Israele ha violato i precedenti cessate il fuoco, anche in Libano.
Il rilascio dei 48 ostaggi detenuti dai militanti palestinesi a Gaza inizierà lunedì mattina. Lo ha annunciato un funzionario di Hamas.
Gli Stati Uniti hanno invitato l'Iran al vertice su Gaza che si terrà lunedì a Sharm El-Sheikh. Lo riporta Axios citando alcune fonti, secondo le quali la lista degli invitati include anche la Spagna, il Giappone, l'Azerbaijan, l'Armenia, l'Ungheria, l'India, El Salvador, Cipro, Grecia, Bahrain, Kuwait e Canada. Israele non parteciperà.
È "assurda e priva di senso" la proposta che i leader di Hamas lascino la Striscia di Gaza, come prevede il piano di pace di Donald Trump. Lo ha dichiarato Hossam Badran, dirigente dell'ufficio politico dell'organizzazione fondamentalista. "Parlare di far lasciare ai palestinesi, che siano di Hamas o altri, la propria terra è assurdo e nessun palestinese lo accetterebbe", ha aggiunto. Bodran ha inoltre avvertito che Hamas risponderà a "qualsiasi aggressione israeliana" qualora la guerra riprendesse.