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Firmato in Egitto l'accordo di pace per Gaza | Trump: "Oggi abbiamo cambiato la storia" | "Ok a Hamas come forza di polizia per un periodo"

Rilasciati dal gruppo armato tutti i venti ostaggi israeliani ancora in vita e le prime quattro salme. Come previsto dall'accordo, liberati quasi duemila detenuti palestinesi: i bus con a bordo i prigionieri sono arrivati a Ramallah

di Redazione online
13 Ott 2025 - 22:10

Donald Trump ha firmato l'accordo di pace per Gaza a Sharm el Sheik. Poco dopo è toccato al presidente egiziano Al Sisi, con cui co-presiede il vertice sul futuro della Striscia, al presidente turco Erdogan e al premier del Qatar, tutti Paesi mediatori dell'accordo. Il pubblico ha tributato un grande applauso. "E' un giorno incredibile per il Medioriente, ci sono voluti tremila anni per arrivare fin qui", ha precisato. Poi, rivolgendosi agli altri leader presenti, ha detto: "Ciò che abbiamo realizzato insieme in questi ultimi giorni cambierà la storia e sarà ricordato per sempre". Un giornalista ha quindi chiesto al presidente Usa quale fosse il suo messaggio ad Hamas in seguito alle notizie secondo cui il gruppo si sarebbe riarmato come forza di polizia palestinese durante l'accordo di cessate il fuoco. "Abbiamo dato loro l'approvazione per un periodo di tempo", la risposta dell'inquilino della Casa Bianca. Intanto, a Gaza è stato completato il rilascio di tutti i venti ostaggi israeliani ancora in vita da parte di Hamas dopo che è scattata la tregua, a 738 giorni dall'inizio del conflitto in Medioriente. Inoltre sono state restituite quattro salme sui 28 rimanenti ostaggi deceduti. Nel contempo sono stati liberati tutti i quasi duemila detenuti palestinesi previsti nell'accordo: i bus con a bordo i prigionieri sono arrivati a Ramallah. Applausi per Trump che, prima di volare in Egitto, è stato in Israele e, nel suo discorso alla Knesset, ha dichiarato: "Non finisce solo la guerra, finisce l'era del terrore. Ora ci concentreremo sulla Russia. Risolveremo anche questa situazione". E poi ha annunciato: "La fase dell'accordo su Gaza è già cominciata". Il premier israeliano Netanyahu: "In risposta al barbaro attacco del 7 ottobre, Israele ha fatto ciò che doveva. Con indomito coraggio, ci siamo organizzati per difendere la nostra gente, sconfiggere il nemico e liberare gli ostaggi". "I nostri soldati hanno combattuto come leoni", ha aggiunto parlando sempre alla Knesset.

Firmato in Egitto l'accordo di pace per Gaza, Trump ai leader: "Oggi abbiamo cambiato la storia"

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Per trasformare la tregua a Gaza in pace "ci vorrà tanta buona volontà e tanto lavoro e credo che ci vorrà qualche mese". Lo ha detto a Cinque minuti il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. 


"Oggi è una giornata storica e sono fiera che l'Italia ci sia. Mi piace pensare sia anche un ringraziamento al lavoro che abbiamo fatto in questi mesi, specie sul piano umanitario, con la popolazione di Gaza, ed anche politico con un supporto silenzioso a tutti gli sforzi che sono stati fatti verso la fine delle ostilità a Gaza". A dirlo è stato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, parlando in un punto stampa a Sharm el-Sheikh, in Egitto.


"È un lavoro lungo nel quale l'Italia vuole dire, ed è qui per dire, che c'è e che è pronta a fare la sua parte su tutti gli aspetti. C'è un aspetto chiaramente che riguarda il piano umanitario: noi andremo avanti con la nostra iniziativa Food for Gaza, ce n'è particolarmente bisogno oggi. Ma penso che l'Italia possa fare la differenza anche sul piano sanitario, non soltanto continuando a evacuare le persone, particolarmente bambini che hanno bisogno di essere curate nei nostri ospedali, ma anche portando strutture sanitarie sul posto: c'è da questo punto di vista la Protezione Civile, la Croce Rossa, i nostri militari che sono già pronti a muoversi". Così la premier Giorgia Meloni nel punto stampa al termine del vertice per la pace a Sharm el Sheikh. "Sul piano della sicurezza, - aggiunge - i nostri carabanieri già da anni a Gerico formano la polizia palestinese. Siamo impegnati anche nella missione Ue a Rafah. Siamo pronti a implementare questa presenza, già prevista nel decreto missioni, fino ad arrivare alla partecipazione a una forza di stabilizzazione che richiede un passaggio parlamentare. E questa volta si potrebbe anche votare all'unanimità". "E poi, ovviamente sul piano della ricostruzione, - prosegue - dove siamo pronti a fare la nostra parte, tanto con la cooperazione allo sviluppo, quanto, perché chiaramente la mole di lavoro che sarà necessario fare è enorme, coinvolgendo il nostro settore privato. E sul piano politico, ovviamente". "Tutti sanno - conclude - che la nostra è una nazione rispettata, ben voluta della regione, che riesce a dialogare con tutti, che però lo fa con con franchezza, guardando ai risultati e penso che in questa fase possa giocare un ruolo di primo piano". 


La Croce Rossa ha ricevuto poco fa da Hamas due bare e ora le sta portando nello stesso luogo dove si trovano le altre due consegnate oggi da Hamas con i corpi degli ostaggi uccisi. Lo afferma l'esercito israeliano (Idf), come riporta il Times of Israel. Le Idf sono pronte a ispezionare le quattro bare, prima di drappeggiarle con le bandiere israeliane e tenere una breve cerimonia presieduta da un rabbino militare. I resti saranno poi prelevati per essere identificati e confermare che appartengano agli ostaggi uccisi. L'esercito aveva dichiarato che "Hamas è tenuta a rispettare l'accordo e a compiere gli sforzi necessari per restituire tutti i corpi", dopo che il gruppo palestinese aveva annunciato che oggi avrebbe restituito solo i corpi di quattro dei 28 ostaggi morti: Guy Illouz, Yossi Sharabi, Bipin Joshi e l'ufficiale delle IDF, il capitano Daniel Perez.


"Ora dobbiamo iniziare a ricostruire Gaza e sarà la parte più facile". Lo ha detto Donald Trump ai leader a Sharm El Sheikh.


"Faccio un appello al popolo di Israele: fateci trasformare questo momento storico in un nuovo inizio, e lavoriamo insieme per un futuro migliore per i nostri Paesi". Lo ha detto il presidente dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi, in una dichiarazione al summit di Sharm el-Sheikh, sottolineando che la pace non è costruita solo dai governi ma anche dai popoli, "quando riconoscono che gli avversari di ieri possono essere i partner del futuro".


Un giornalista ha chiesto a Donald Trump quale fosse il suo messaggio ad Hamas in seguito alle notizie secondo cui il gruppo svolgerà un ruolo di forza di polizia palestinese: "Abbiamo dato loro l'approvazione per un periodo di tempo", ha detto il presidente americano. "Vogliono porre fine ai problemi e lo hanno detto apertamente, e abbiamo dato loro l'approvazione per un periodo di tempo. Penso che andrà tutto bene", ha aggiunto.


"Abbiamo dimostrato come ciò (la pace, ndr) sia possibile: con nazioni responsabili che mettono da parte le loro differenze, cercano un terreno comune e perseguono un mondo migliore per tutti noi. Oggi, per la prima volta nella vita, abbiamo un'opportunità irripetibile di lasciarci alle spalle vecchie faide e odi acerrimi e di dichiarare che il nostro futuro non sarà governato dalle lotte delle generazioni passate". Lo afferma Donald Trump nel discorso ai leader riuniti a Sharm el Sheik, secondo le anticipazioni della Casa Bianca.


"I primi passi verso la pace sono sempre i più difficili, e oggi li abbiamo compiuti insieme. Tutto lo slancio ora è rivolto verso una pace grande, gloriosa e duratura". Lo afferma Donald Trump nel discorso ai leader riuniti a Sharm el Sheik, secondo le anticipazioni della Casa Bianca.


"Ciò che abbiamo realizzato insieme in questi ultimi giorni cambierà la storia e sarà ricordato per sempre". Lo ha detto Donald Trump ai leader a Sharm El Sheikh secondo gli estratti anticipati dalla Casa Bianca.


Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è complimentato con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la cerimonia per la firma dell'accordo su Gaza in Egitto. "E' una leader forte e sta facendo un ottimo lavoro", ha detto.


Insolito ringraziamento di Donald Trump ai media, solitamente fustigati dal presidente Usa. "Sono stati molto rispettosi" riguardo all'accordo, "vorrei che fosse così anche su altre cose", ha detto.


Donald Trump ha firmato l'accordo di pace per Gaza a Sharm el Sheik. Poco dopo è toccato al presidente egiziano al Sisi, con cui co-presiede il vertice egiziano sul futuro della Striscia, al presidente turco Erdogan e al premier del Qatar, tutti Paesi mediatori dell'accordo. Il pubblico ha tributato un applauso.

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Il vertice di Gaza è "un giorno straordinario per il Medioriente. Ci sono voluti tremila anni per arrivare a questo punto, e l'accordo durerà". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump in occasione della cerimonia a Sharm el Sheikh della firma ufficiale dell'accordo. Le cose "stanno andando incredibilmente bene". Il Medioriente, ha aggiunto il tycoon, è una "regione trasformata".


Su un palco con la grande scritta "Peace 2025", Donald Trump ha salutato uno a uno i leader presenti al vertice di pace a Sharm el-Sheikh, posando nelle foto con il gesto del pollice alzato. "Chi è questa donna?", ha scherzato poi il presidente americano accogliendo sul palco Giorgia Meloni, con cui ha scambiato qualche rapida battuta. Poco prima Trump aveva stretto a lungo la mano del presidente francese Emmanuel Macron.


Una conferenza al Cairo a novembre per "la rapida ripresa e la ricostruzione" è stata annunciata dal presidente dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi negli incontri con i leader al summit di pace per Gaza a Sharm el-Sheikh. Come riferisce la presidenza egiziana, l'obiettivo è "costruire sullo slancio generato" da questo vertice. Al-Sisi ne ha parlato anche nel bilaterale con il presidente Donald Trump, auspicando il sostegno degli Stati Uniti a questa iniziativa.


L'Idf ha affermato i resti di due ostaggi deceduti sono stati consegnati alla Croce Rossa a Gaza. Secondo l'esercito, si "continuerà" con il trasferimento di altre due salme, aggiungendo che Hamas "è tenuta a rispettare l'accordo e a compiere gli sforzi necessari per restituire tutti i caduti". In precedenza, Hamas aveva dichiarato che i corpi di quattro ostaggi sarebbero stati consegnati oggi nell'ambito dello scambio di prigionieri con Israele.


 Donald Trump ha detto di volere il presidente egiziano Al Sisi all'interno del consiglio per la pace per Gaza. "Molti leader vogliono farne parte", ha aggiunto il presidente americano.


"Sono pronto a revocare le sanzioni quando saranno pronti a negoziare. Non possono sopravvivere con le sanzioni": lo ha detto Donald Trump parlando a Sharm el Sheik col presidente egiziano, aggiungendo che Teheran "ha bisogno di aiuto" e ritenendo che voglia un accordo sul nucleare. 


"La fase due dell'accordo a Gaza è già iniziata". Lo ha detto Donald Trump a Sharm El Sheikh.



Un confronto sui prossimi passi nella stabilizzazione e ricostruzione della Striscia di Gaza a partire dall'urgenza immediata di un rapido aumento dell'accesso umanitario per rispondere agli enormi bisogni della società civile: su questo, a quanto si apprende, si è incentrato un incontro, a margine della cerimonia di firma del Piano di Pace per Gaza, a cui hanno partecipato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e, tra gli altri il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, il primo ministro britannico Keir Starmer, il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani, il primo Ministro canadese Michael Carney, il re di Giordania Abdullah II e il ministro degli Esteri Saudita Faisal bin Farhan Al Saud. 


Il ministro della Difesa israeliano afferma che Hamas "non adempie ai propri obblighi" annunciando la consegna di solo quattro corpi di ostaggi israeliani oggi. "Il compito urgente che tutti noi siamo impegnati a svolgere ora è garantire il ritorno a casa di tutti gli ostaggi deceduti. L'annuncio di Hamas della prevista restituzione di 4 corpi oggi rappresenta un inadempimento dei propri obblighi", ha scritto Katz su X. "Qualsiasi ritardo o deliberata elusione sarà considerata una palese violazione dell'accordo e sarà perseguita di conseguenza", ha aggiunto.


A margine della cerimonia della firma del piano di pace per il Medioriente, il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha avuto un incontro bilaterale con il presidente dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi. Come riferisce una nota di Palazzo Chigi, "durante l'incontro, i due leader hanno discusso i prossimi passi nella realizzazione del piano di pace e il presidente Meloni ha ribadito l'impegno dell'Italia a contribuire alla stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo della Striscia di Gaza e al rilancio di un processo politico verso un quadro di pace, sicurezza e stabilità in Medioriente basato sulla soluzione dei due Stati".


Hamas ha pubblicato i nomi di quattro ostaggi morti che dovrebbe consegnare oggi alla Croce rossa. Gli ostaggi sono Guy Illouz, Yossi Sharabi, Bipin Joshi e Daniel Perez. Il comunicato non specifica quando avverrà il trasferimento. La sorte di Joshi, studente di agraria nepalese, non è mai stata confermata da Israele, che ha tuttavia espresso almeno in una occasione "grave preoccupazione" per lui. Illouz è stato prelevato dal festival Nova ed è deceduto in un ospedale di Gaza, apparentemente a causa della mancanza di cure mediche. La sua morte è stata confermata nel dicembre 2023. Perez, 22 anni, comandante di plotone del 77esimo Battaglione della 7a Brigata Corazzata, di Yad Binyamin, è stato ucciso in uno scontro con Hamas il 7 ottobre 2023. Sharabi, 53 anni, fratello dell'ostaggio liberato Eli Sharabi, del kibbutz Be'eri, è stato rapito da casa sua il 7 ottobre e ucciso in cattività. Le autorità israeliane non hanno confermato il numero dei corpi attesi per oggi.


La premier Giorgia Meloni ha avuto un incontro con il presidente dell'Egitto Abdel Fattah al-Sisi, a margine del summit di pace su Gaza a Sharm el-Sheikh. Lo riferisce la presidenza egiziana, spiegando che al-Sisi "ha sottolineato l'importanza dell'accordo di cessate il fuoco, che corona i due anni di intensi sforzi compiuti dall'Egitto, in collaborazione con il Qatar e gli Stati Uniti, per porre fine alla catastrofe umanitaria che sta attraversando la Striscia di Gaza". Il presidente egiziano, si aggiunge nella nota, ha sottolineato "l'importanza dell'accordo per porre fine allo stato di guerra, aumentare l'afflusso di aiuti umanitari e di soccorso, liberare gli ostaggi e i prigionieri, creare le condizioni per una rapida ricostruzione della Striscia e fornire il quadro politico che porti alla creazione di uno Stato palestinese indipendente in conformità con le decisioni della legalità internazionale". 


La svolta per l'ok alla prima fase dell'accordo di pace per gaza é avvenuta mercoledì scorso quando lo stallo dei colloqui indiretti tra Israele e Hamas é stato sbloccato da un incontro diretto a Sharm el Sheik tra gli emissari di Trump - l'inviato Steve Witkoff e Jared Kushner - e i dirigenti del gruppo estremista. Un incontro sollecitato dai mediatori arabi e autorizzato dallo stesso presidente americano. Lo riporta Axios ricostruendo il retroscena.  


I detenuti palestinesi sono arrivati a Gaza dopo essere stati rilasciati dalle carceri israeliane nell'ambito dell'accordo per il cessate il fuoco. Giornalisti dell'Associated Press riferiscono di aver visto autobus trasportare i prigionieri liberati fino all'ospedale Nasser nella città meridionale di Khan Younis, dove enormi folle si sono radunate per accoglierli. I detenuti sono stati rilasciati questa mattina come parte dell'accordo, che ha incluso anche la liberazione degli ostaggi detenuti da Hamas. 


"Penso che abbiamo una possibilità di raggiungere un accordo di pace con l'Iran. Sarebbe fantastico. Voglino fare un accordo. So che lo vogliono anche se dicono il contrario. Vogliamo vivere in pace". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. "La mano dell'amicizia e della cooperazione è sempre aperta", ha detto Trump, che ha poi affermato di essere "orgoglioso di aver terminato il programma nucleare iraniano". 



"Ora ci concentreremo sulla Russia. Risolveremo anche questa situazione". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, nel suo discorso alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano, in riferimento alla guerra in Ucraina, parlando dell'accordo di pace tra Israele e Hamas.




"Questa non è solo la fine di una guerra. Questa è la fine dell'era del terrore e della morte e l'inizio dell'era della fede, della speranza e di Dio". Così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, parlando alla seduta plenaria della Knesset, il Parlamento israeliano. "È l'inizio di una grande concordia e di un'armonia duratura per Israele e per tutte le nazioni di quella che presto diventerà una regione davvero magnifica. Ne sono fermamente convinto. Questa è l'alba storica di un nuovo Medioriente", ha detto ancora Trump.


Momenti di caos e urla alla Knesset durante il discorso del presidente Trump: Ayman Odeh e Ofer Kassif sono stati allontanati dopo aver sventolato un cartello con la scritta "genocidio".


"Nella prima settimana di guerra, i nostri coraggiosi soldati hanno esercitato pressioni militari su Hamas, e la comunità internazionale ha esercitato pressioni diplomatiche su di loro. Questo ci ha permesso di ottenere il rilascio di oltre 100 ostaggi. Ma col passare del tempo, sappiamo tutti cosa è successo. La pressione diplomatica si è capovolta. Sempre più governi hanno creduto alla falsa propaganda di Hamas. Sempre più governi hanno ceduto alle folle antisemite nei loro stessi Paesi". Lo ha ribadito il premier israeliano Benjamin Netanyahu parlando alla Knesset, il parlamento monocamerale israeliano, alla presenza del presidente Usa Donald Trump.


"Alla luce di quanto detto in precedenza sulla prontezza dell'Ue a svolgere un ruolo positivo, costruttivo e concreto per il giorno dopo a Gaza, in effetti, crediamo che l'Europa abbia un ruolo importante da svolgere e che dovremmo far parte" del 'Board of Peace' previsto nel piano di pace di Donald Trump a Gaza. Lo ha detto il portavoce per gli Affari esteri della Commissione europea Anouar El Anouni durante il briefing quotidiano alla stampa. 



Il leader dell'opposizione israeliana, Yair Lapid, ha parlato alla Knesset e ringraziato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Signor Presidente, ha salvato la vita degli ostaggi. Grazie". Secondo Lapid, il fatto che Trump non abbia ricevuto il Premio Nobel per la Pace è stato un "grave errore da parte della commissione".


"La crudeltà del 7 ottobre ha colpito al cuore l'umanità stessa. Gli Stati Uniti d'America hanno pianto insieme a voi e hanno pianto i propri cittadini che sono stati uccisi in modo così brutale. A tutte le famiglie le cui vite sono state cambiate per sempre dalle atrocità di quel giorno e a tutto il popolo di Israele, sappiate che l'America si unisce a voi in questi due voti eterni: Non dimenticare mai e mai più". Così Donald Trump nel suo discorso alla Knesset.


"L'attenzione su Gaza deve concentrarsi interamente sul ripristino dei fondamenti della stabilità, della sicurezza, della dignità e dello sviluppo economico, affinché possano finalmente avere la vita migliore che i loro figli meritano". Così Donald Trump negli estratti del suo discorso alla Knesset diffusi dalla Casa Bianca.


Le famiglie dei rapiti affermano di essere rimaste "scioccate e sconvolte" nel ricevere oggi l'informazione che solo quattro salme delle 28 trattenute da Hamas saranno restituite. "Questa è una palese violazione dell'accordo da parte di Hamas. Ci aspettiamo che il governo israeliano e i mediatori agiscano immediatamente per correggere questa terribile ingiustizia. Le famiglie stanno attraversando giorni particolarmente difficili, colmi di profondo dolore. Non abbandoneremo nessun ostaggio. I mediatori devono far rispettare i termini dell'accordo e assicurare che Hamas paghi un prezzo per questa violazione".




Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "è il più grande amico che lo Stato di Israele abbia mai avuto nella Casa Bianca". Lo ha detto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante il suo discorso alla Knesset, il Parlamento del Paese. "Nessun altro presidente americano ha mai fatto tanto per Israele", ha affermato Netanyahu.


"Voglio ringraziare il presidente degli Stati Uniti a nome di tutte le nazioni del mondo per tutto quello che ha fatto fino ad oggi per Israele". Lo ha detto il premier israeliano Netanyahu nel suo discorso al Parlamento israeliano alla presenza del presidente degli Stati Uniti Trump. "Grazie per aver riconosciuto la sovranità di Israele sulle alture del Golan, per aver assistito Israele contro le menzogne alle Nazioni Unite. Grazie per aver riconosciuto il nostro diritto in Giudea e Samaria (Cisgiordania). Grazie per aver raggiunto gli accordi di Abramo. Grazie per essersi ritirato dalle trattative con l'Iran sul nucleare. Grazie per aver bombardato il sistema nucleare iraniano", ha affermato Netanyahu.


Il premier Benyamin Netanyahu ha detto che non potrà partecipare al vertice di Sharm el Sheik a causa dell'inizio della festività di Simchat Torah che inizia questa sera. Lo riferisce l'ufficio del premier. Il massacro del 7 ottobre 2023 è avvenuto proprio durante la festività di Simchat Torah.


"Ci riuniamo in un giorno di profonda gioia, di speranza crescente, di fede rinnovata e, soprattutto, un giorno per rendere il nostro più profondo ringraziamento all'Onnipotente Dio di Abramo, Isacco e Giacobbe. Dopo tanti anni di guerre incessanti e pericoli senza fine, oggi il cielo è sereno, le armi tacciono, le sirene non suonano più e il sole sorge su una Terra Santa finalmente in pace. È l'alba storica di un nuovo Medioriente". Così il presidente Usa Donald Trump nel suo discorso alla Knesset, secondo estratti del discorso diffusi dalla Casa Bianca.


"Israele ha vinto tutto ciò che si poteva ottenere con la forza delle armi. Ora è il momento di trasformare queste vittorie contro i terroristi sul campo di battaglia nel premio finale: pace e prosperità per l'intero Medioriente". Lo si legge negli estratti del discorso di Donald Trump alla Knesset diffusi dalla Casa Bianca. "Insieme abbiamo dimostrato che la pace non è solo una speranza che possiamo sognare, ma una realtà su cui possiamo costruire, giorno dopo giorno, persona dopo persona, nazione dopo nazione".


Tutti i detenuti palestinesi che dovevano essere liberati nell'ambito dell'accordo sono stati rilasciati dalle prigioni israeliane, ha dichiarato un portavoce dell'Idf al Times of Israel.



"È devastato, è come un cantiere di demolizione. Bisogna sbarazzarsi di quello che c'è lì": Così Donald Trump ha risposto a bordo dell'Air force One ai giornalisti riferendosi agli edifici danneggiati e rasi al suolo a Gaza. Alla domanda se il progetto Gaza Riviera è ancora in piedi, ha affermato di non sapere se ciò "sarebbe stato possibile per un po'". Quando gli è stato chiesto come sarebbe stata Gaza tra un anno, Trump ha aggiunto, come riporta Sky News: "Un anno è molto veloce, ma col passare degli anni la situazione sarà molto bella".


Un'ospedale di Tel Aviv é stato allertato per la visita del presidente Usa Donald Trump a due dei rapiti rilasciati questa mattina da Hamas, i fratelli Gali e Ziv Berman. Nessuna indicazione al momento di quale ospedale si tratti per ragioni di sicurezza. Lo riferiscono alcuni media israeliani.


Gli autobus che trasportano alcuni prigionieri palestinesi rilasciati da Israele sono arrivati a Ramallah. Lo scrive Al Jazeera. In precedenza, anche gli autobus che trasportavano prigionieri rilasciati erano partiti dalla prigione del Negev, nel sud di Israele, per dirigersi a Gaza.


Se i partecipanti al vertice in Egitto dovessero decidere che la Russia potrebbe contribuire all'attuazione del piano per Gaza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Mosca è pronta a dare il suo contributo. Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, citato da Ria Novosti. "Se i partecipanti diretti a questo vertice e coloro che si occuperanno della questione dell'attuazione del piano di Trump, dopo questo vertice, decideranno che la Russia può essere utile, assicuro che non rifiuteremo, ma imporre il nostro contributo non è nella nostra tradizione", ha aggiunto.


"Finalmente. Dopo 738 giorni, gli ostaggi stanno tornando, compresi i tedeschi. Due anni di paura, dolore e speranza sono alle spalle. Oggi, le famiglie possono finalmente riabbracciare i loro cari. Anche gli ostaggi assassinati devono tornare a casa affinché le loro famiglie possano dire addio con dignità. Questo giorno è un inizio: l'inizio della guarigione e un passo verso la pace in Medioriente". Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.


"Oggi credo sia un ottimo giorno per la pace e la stabilità. Il presidente Trump è arrivato in Israele per celebrare il cessate il fuoco tra Israele e Hamas e il rilascio degli ostaggi questa mattina. Credo quindi che questa sia una grande notizia e tutti noi vogliamo vedere pace e sicurezza in Medioriente. E quindi, naturalmente, speriamo anche che questo si ripeta in Europa il prima possibile, perché abbiamo ancora molto lavoro da fare in Europa, ma possiamo costruire su questo successo, ne sono assolutamente sicuro". Lo dice il segretario generale della Nato, Mark Rutte, nel suo intervento all'Assemblea parlamentare della Nato a Lubiana.


Sia il presidente dell'Autorità palestinese Abu Mazen che il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu parteciperanno al vertice di pace a Sharm el-Sheikh, "per consolidare l'accordo di cessate il fuoco a Gaza e riaffermare il loro impegno a rispettarlo". Lo annuncia su Facebook il portavoce della presidenza, Mohamed Ibrahim Abdel Khaleq El-Shennawy.


"Il governo di Israele abbraccia i nostri ostaggi tornati al confine, Ohana Yosef Chaim, Or Avinatan, Buhbut Elkana, Breslavski Rom, David Evyatar, Horn Eitan, Harkin Maksim, Cohen Nimrod, Kalfon Segev, Tsangaoker Matan, Kunio Ariel, Kunio David, Kuperstein Bar. Le loro famiglie sono state informate dalle autorità competenti che si sono ricongiunti con le nostre forze nella Striscia di Gaza e che faranno al più presto ritorno in territorio israeliano". Lo scrive in una nota l'ufficio stampa del governo israeliano.


Gli ultimi 13 ostaggi vivi rilasciati da Hamas sono stati consegnati dalla Croce Rossa all'Idf.


"Oggi è una giornata storica. Gli ostaggi sono stati liberati: un risultato straordinario, frutto della determinazione della diplomazia internazionale e dell'attuazione della prima parte del Piano di pace del Presidente americano Donald Trump". Lo afferma sui social il premier Giorgia Meloni.


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è arrivato alla Knesset, dove ha salutato brevemente il presidente della Knesset Amir Ohana prima di sedersi per firmare il libro degli ospiti del Parlamento israeliano. "Questo è un grande onore per me. Un giorno grande e meraviglioso, un nuovo inizio", ha scritto con un pennarello nero, affiancato dal premier israeliano, Benjamin Netanyahu, dalla moglie, da Ohana e dalla sua compagna. Trump si è poi diretto alla seduta plenaria per rivolgersi alla Knesset.




I corpi degli altri ostaggi deceduti che restano nelle mani di Hamas saranno restituite nel pomeriggio. Lo riportano i media israeliani. Una fonte palestinese a Gaza, riporta l'emittente israeliana Kan, ha dichiarato che gli ostaggi deceduti saranno consegnati alla Croce Rossa in una fase separata questo pomeriggio.


Il presidente Usa Donald Trump è arrivato alla Knesset dove terrà un discorso. Insieme a lui il premier israeliano Benyamin Netanyahu.



In un'intervista telefonica dall'Air Force One con Barak Ravid di Axios, mentre era in viaggio verso Israele, il presidente Trump ha dichiarato che l'accordo di pace per Gaza "potrebbe essere la cosa più importante in cui abbia mai preso parte".


Il presidente Usa, Donald Trump, ha espresso dubbi sul fatto che l'ex premier britannico Tony Blair avrà un ruolo ne governo temporaneo di Gaza dopo la fine della guerra tra Israele e Hamas. Blair è candidato a un posto nel cosiddetto 'Consiglio per la pace', che supervisionerebbe la ricostruzione di Gaza. Ma parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One domenica sera, Trump si è chiesto se Blair sarebbe stata una scelta "popolare". "Mi piace Tony, mi è sempre piaciuto Tony, ma voglio scoprire se è una scelta accettabile per tutti. Vorrei scoprire se Tony sarebbe popolare tra tutti, perché non ne sono sicuro", ha detto Trump, come riporta Sky News.


Hamas ha rilasciato gli altri 13 ostaggi nell'area di Khan Younis. Sono stati consegnati alla Croce Rossa, come si vede nei video rilanciati dalle tv. Tutti i rapiti ancora in vita sono stati quindi liberati.





"Il piano di pace richiede un forte sostegno internazionale per avere successo. L'UE è pronta a fare la sua parte. Mercoledì, riavvierà una missione civile per monitorare il valico di frontiera tra Gaza ed Egitto. Questa missione può svolgere un ruolo importante nel sostenere il cessate il fuoco". Lo scrive sui social l'Alta rappresentante Ue per la politica estera, Kaja Kallas.


L'Air Force One con a bordo il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è atterrato all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, in Israele. 


L'esercito israeliano annuncia che i sette ostaggi liberati hanno attraversato il confine e sono in Israele.



Il ministro degli Esteri Abbas Araghchi ha dichiarato che l'Iran ha deciso di non partecipare al vertice di Sharm el-Sheikh sulla pace a Gaza. "Pur favorendo l'impegno diplomatico, né il presidente Masoud Pezeshkian né io possiamo interagire con le controparti (americane), il cui paese ha attaccato l'Iran durante la guerra Iran-Israele di giugno, e continua a minacciarci e sanzionarci". In un post su X Araghchi ha aggiunto: "L'Iran accoglie con favore qualsiasi iniziativa che ponga fine al genocidio israeliano a Gaza, garantisca l'espulsione delle forze di occupazione e difenda il diritto dei palestinesi all'autodeterminazione".



I sette ostaggi liberati da Hamas sono stati consegnati dalla Croce Rossa all'Idf.


Tutti i 1.966 detenuti palestinesi che saranno rilasciati dalle carceri israeliane sono già saliti sugli autobus in vista del loro rilascio: lo riferisce un funzionario ai media israeliani. Tra i detenuti ci sono 250 condannati per terrorismo che dovrebbero essere liberati dalla prigione di Ofer, in Cisgiordania ma, sembra, solo dopo che Hamas avrà consegnato gli ultimi ostaggi ancora trattenuti a Gaza.


In Piazza degli ostaggi a Tel Aviv sul grande schermo viene trasmessa in questo momento la telefonata dell'ostaggio non ancora liberato Matan Tsengauker da Gaza alla madre, che da due anni si batte per la sua liberazione. Hamas ha consentito ad alcuni rapiti di chiamare le famiglie prima della liberazione. "Matan, stai tornando a casa. State tutti tornando a casa. Grazie a Dio la guerra è finita. Stai tornando a casa. La mia vita ti aspetta", ha detto la madre Einav.


Le famiglie dei primi sette ostaggi rilasciati hanno parlato con i loro cari al telefono. Lo riferisce Channel 12.


L'esercito israeliano ha confermato che sette ostaggi sono stati trasferiti alla Croce Rossa e sono in viaggio per incontrare le forze israeliane. Una grande folla radunatasi per sostenere le famiglie degli ostaggi a Tel Aviv è esplosa in festeggiamenti alla notizia. "Secondo le informazioni ricevute dalla Croce Rossa, sette persone rapite sono state trasferite alla Croce Rossa e sono in viaggio verso le forze di difesa israeliane e lo Shin Bet nella Striscia di Gaza. Le Idf sono pronte ad accogliere altri rapiti, che saranno trasferiti alla Croce Rossa in seguito", ha comunicato la Forza di difesa israeliana (Idf).




Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha assistito alla notizia del rilascio dei primi sette ostaggi ancora vivi da parte di Hamas mentre si trovava a bordo dell'Air Force One diretto a Tel Aviv. Lo ha comunicato sui social media la sua portavoce Karoline Leavitt che ha scritto la frase "La storia mentre avviene" postando una foto delle immagini televisive relative alla notizia del rilascio degli ostaggi, mentre si trovava sull'aereo presidenziale.


"Oggi è una giornata storica per Israele, stiamo aspettando il rilascio di 48 ostaggi dopo 738 giorni all'inferno. Ora gli ostaggi vivi si possono riunire con le loro famiglie e i morti potranno essere seppelliti". Lo ha dichiarato in un video la portavoce del governo di Israele Shosh Bedrosian, parlando dall'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv dove è attesto l'arrivo del presidente Usa Donald Trump.




Ilan Gilboa Dalal, il padre di Guy appena rilasciato da Hamas, ha dichiarato che la famiglia è stata informata: "Svegliarsi in un nuovo mattino, tutto sembra più bello, tutto sembra migliore, i colori nell'aria", ha detto.



Un alto funzionario di Hamas ha dichiarato ad Al Jazeera che "ostaggi vivi sono stati consegnati alla Croce Rossa a Gaza City". Secondo il funzionario, i restanti tredici ostaggi vivi saranno consegnati alle 9 (ora italiana) nel sud della Striscia di Gaza.


"Dichiariamo il nostro impegno nei confronti dell'accordo raggiunto e dei relativi calendari, a condizione che Israele li rispetti". Lo afferma Hamas in una nota subito dopo il rilascio dei primi sette ostaggi israeliani.


"Questa è una mattina di grande speranza e grande preghiera. Una mattina in cui ci aspettiamo e desideriamo vedere tutti a casa, fino all'ultimo". Lo ha dichiarato il presidente di Israele Isaac Herzog.


Sette ostaggi sono stati consegnati da Hamas alle squadre della Croce Rossa nel nord di Gaza. Stanno bene e stanno in piedi autonomamente. Lo confermano fonti israeliane e arabe.


Nella Striscia di Gaza, Hamas ha iniziato a rilasciare gli ostaggi israeliani.


Un enorme cartello di ringraziamento al presidente degli Stati Uniti Donald Trump è esposto sulla spiaggia di Tel Aviv, come mostrato nelle immagini trasmesse da Channel 12. "Grazie", si legge sul cartello, raffigurante la sagoma della testa di Trump sospesa sopra due strisce blu e le stelle di David blu che simboleggiano la bandiera israeliana. La scrittura include anche la parola "casa" in inglese ed ebraico.


Secondo i media israeliani, tra gli ostaggi che dovrebbero essere liberati nella prima fase figurano Eitan Mor, Gali e Ziv Berman, Matan Angrest, Omri Miran e Alon Ahel. I sei dovrebbero essere rilasciati dalla città di Gaza.


L'Idf rende noto che la Croce Rossa si sta dirigendo al punto d'incontro nel nord della Striscia di Gaza dove saranno rilasciati numerosi ostaggi


Dall'alba di oggi centinaia e centinaia di persone stanno confluendo in Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv in attesa del rilascio degli ostaggi israeliani da parte di Hamas.


l primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e sua moglie Sara hanno allegato un biglietto personale per gli ostaggi che stanno tornando, insieme al kit di accoglienza preparato per loro e che troveranno nella stanza di ospedale che li accoglierà. Sul biglietto c'è scritto: 'A nome di tutto il popolo di Israele, bentornato! Ti abbiamo aspettato, ti abbracciamo. Sara e Benjamin Netanyahu'. Lo rende noto l'ufficio del primo ministro. Il kit include, tra le altre cose, abbigliamento e oggetti personali, un computer portatile, un telefono cellulare e un tablet.


L'ala militare di Hamas ha pubblicato l'elenco dei 20 ostaggi che saranno rilasciati vivi oggi. L'elenco non è diverso da quello noto in Israele: Bar Kuperstein, Eviatar David, Yosef Haim Ohana, Segev Kalfon, Avitan Or, Elkana Buchbot, Maxim Harkin, Nimrod Cohen, Matan Tsengauker, David Cuneo, Eitan Horn, Matan Engerst, Eitan Mor, Gali Berman, Ziv Berman, Omri Miran, Alon Ohel, Guy Gilboa-Dalal, Rom Breslavsky e Ariel Cune.


Le famiglie sono state informate che il rilascio degli ostaggi israeliani avverrà in due fasi, una prima alle 8 (le 7 ora italiana) e una seconda tra le 9 e le 10. Lo riferiscono i media israeliani.


I veicoli della Croce rossa sono arrivati al punto d'incontro a Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, in vista della consegna degli ostaggi da parte di Hamas. Lo riferiscono i media israeliani citando Al-Jazeera.


I mediatori che hanno aiutato a raggiungere l'accordo fra Hamas e Israele hanno deciso rinviare i colloqui sulle questioni più complesse, come il futuro delle armi del movimento islamista e il governo di Gaza dopo la guerra, perché le parti non erano pronte a un'intesa complessiva. Lo ha detto il premier del Qatar, Mohammed Jassim al Thani, in un'intervista al New York Times. "Se avessimo optato per un accordo completo, non avremmo raggiunto questi risultati", ha messo in evidenza Al Thani. 


"Visiterei Gaza, mi piacerebbe almeno metterci piede". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se gli piacerebbe visitare la Striscia. Nessun riferimento temporale è stato offerto dal presidente. 


Il noto giornalista palestinese Saleh Aljafarawi è stato ucciso da uomini armati a Gaza City. Lo riferisce al Jazeera. Immagini diffuse da reporter e attivisti, verificate dall'agenzia Sanad di Al Jazeera, mostrano il corpo del giovane con un giubbotto antiproiettile recante la scritta "press", adagiato sul retro di un camion. L'uccisione è avvenuta in concomitanza con scontri tra le forze di sicurezza palestinesi e gruppi armati nel quartiere di al-Sabra, in una zona già devastata dalla guerra. 




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"La guerra è finita". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a una domanda su Gaza a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riportato dall'agenzia Bloomberg. 


"Penso che il cessate il fuoco reggerà". Lo ha detto Donald Trump parlando con i giornalisti a bordo dell'Air Force One, secondo quanto riporta l'agenzia Bloomberg. Trump è diretto in Israele e in Egitto per la firma dell'accordo di pace fra Israele e Hamas. 


Piazza degli Ostaggi a Tel Aviv aprirà alle 4 del mattino (le 3 in Italia) in seguito al ritardo dell'orario previsto per il rilascio dei rapiti. Lo comunica il Forum delle famiglie degli ostaggi. In precedenza il Forum aveva reso noto che le trasmissioni in diretta dalla piazza sarebbero iniziate a Mezzanotte.