Un numero sempre maggiore di persone si sta unendo alle manifestazioni, che contano migliaia di dimostranti solo nella capitale iraniana
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Numerosi video in rete mostrano che le forze di sicurezza iraniane in tenuta antisommossa hanno fatto irruzione nell'ospedale di Ilam, a 515 chilometri da Teheran, aprendo il fuoco e uccidendo alcuni manifestanti. Un episodio che ha provocato la reazione del dipartimento di Stato americano e ha spinto il presidente iraniano,Masoud Pezeshkian, a incaricare il ministero degli Interni a formare una squadra speciale per un'indagine approfondita su quanto accaduto. La presidenza iraniana ha riconosciuto un "incidente in un ospedale nella città di Ilam.
Al decimo giorno di proteste in tutto l'Iran un numero sempre maggiore di persone si sta unendo alle manifestazioni, che contano migliaia di dimostranti solo nella capitale Teheran, dove i commercianti hanno chiuso i negozi per protestare contro la crisi economica. Secondo quanto riferito dall'emittente di opposizione iraniana con sede a Londra "Iran International", una grande folla di manifestanti si è riunita il 6 gennaio al Grande Bazar di Teheran e anche nel complesso commerciale Caterpillar, un noto mercato di ricambi auto e componenti per macchinari nell'ovest della capitale, intonando slogan come "Morte al dittatore".
Nel frattempo, l'accesso a Internet nella città di Shahrekord è stato segnalato come gravemente limitato. Nel Grande bazar di Teheran, sono state dispiegate le forze di sicurezza che stanno usando i gas lacrimogeni contro i manifestanti, secondo quanto mostrato anche su video circolati sui canali social. Mentre le autorità della Repubblica islamica cercano di placare le manifestazioni popolari per l'impennata dei prezzi, il rial iraniano è sceso a un nuovo minimo storico sui mercati non ufficiali.
Gli scontri tra manifestanti e forze di sicurezza segnano una significativa intensificazione dell'ondata di proteste, diffusasi a livello nazionale il 28 dicembre, dopo che commercianti e piccoli esercenti hanno iniziato a manifestare contro la gestione governativa del forte deprezzamento della valuta e del rapido aumento dei prezzi. Alle manifestazioni si sono poi uniti anche altri cittadini, tra cui migliaia studenti universitari, trasformandole in vere e proprie proteste contro il regime della guida suprema, l'ayatollah Ali Khamenei.
L'economia iraniana è sotto pressione da anni, in particolare dal 2018, quando l'amministrazione Trump, durante il primo mandato, decise di ritirare gli Stati Uniti dall'accordo internazionale sul nucleare e di reintrodurre un regime di sanzioni economiche contro Teheran. Il governo ha annunciato nuove misure di sostegno, tra cui una proposta di credito o buono elettronico mensile destinato ad attutire l'impatto dell'aumento dei prezzi sulle famiglie a basso reddito.
Secondo quanto ha riferito "Human Rights Activists News Agency" (Hrana), l'agenzia di stampa dell'organizzazione no-profit Human Rights Activists in Iran, almeno 29 persone - tra cui agenti delle forze di sicurezza - sono morte durante le manifestazioni di massa in corso dal 28 dicembre scorso in tutto l'Iran, mentre oltre 1.200 persone sono state arrestate. Il ministero dell'Interno del Paese ha descritto le proteste in corso come "sommosse", affermando che circa l'85 per cento degli appelli a partecipare è avvenuto attraverso piattaforme straniere.
In un rapporto presentato al Parlamento iraniano, il vice ministro della Sicurezza del ministero dell'Interno Ali Akbar Pourjamshidian, ha dichiarato che "i rivoltosi hanno distrutto edifici governativi nonché veicoli privati e pubblici". Secondo quanto riferito da Ebrahim Rezaei, portavoce della Commissione per la sicurezza nazionale e la politica estera del Parlamento, Pourjamshidian ha anche sottolineato che "la maggior parte dei feriti sono poliziotti, forze di sicurezza e membri del Basij".
Dal canto suo, il presidente del consiglio comunale di Teheran, Mehdi Chamran, ha accusato i manifestanti di aver compiuto una "sommossa violenta e organizzata", collegando le azioni a influenze straniere. "Coloro che, prendendo ordini da Netanyahu e persone come lui, organizzano sommosse violente e coordinate all'interno del Paese, dovrebbero sapere che stanno giocando sul campo della persona più odiata sulla Terra" ha dichiarato Chamran.