Speciale Il focolaio di hantavirus
nel 2012 colpì un allenatore austriaco

L’hantavirus già sotto i riflettori un anno fa: aveva causato la morte del premio Oscar Gene Hackman e della moglie

Betsy Arakawa avrebbe contagiato l'attore. Colpito dal virus anche l'allenatore austriaco Ralph Hasenhuttl, sopravvissuto nel 2012

11 Mag 2026 - 14:47
SeguiLogo Tgcom24suSeguici su
 © Getty

© Getty

Il focolaio di hantavirus rilevato sulla nave da crociera Mv Hondius, che ha causato sospetti casi di contagio e decessi, da giorni ha acceso i riflettori sul virus capace di fare il salto di specie dai roditori all'essere umano e che, a sei anni di distanza dall'inizio della pandemia da Covid-19, ha riaperto nella popolazione paure e ferite non ancora del tutto rimarginate. Ma non si tratta realmente di una novità: il virus era stato al centro dell'attenzione mondiale già un anno fa, nell'inverno 2025, quando aveva contribuito a provocare la morte dell'attore premio Oscar Gene Hackman, 95 anni, e della moglie Betsy Arakawa, 65 anni, ritrovati mummificati nella villa della coppia a Santa Fe, nel New Mexico.

Secondo quanto è emerso dalle indagini medico-legali, Arakawa sarebbe morta l’11 febbraio 2025 per una sindrome polmonare da una grave infezione respiratoria provocata dal contatto con roditori infetti: l'hantavirus. L’attore premio Oscar sarebbe deceduto alcuni giorni dopo per insufficienza cardiaca aggravata dall’Alzheimer avanzato. Le immagini diffuse dalle bodycam, tra le altre cose, hanno rivelato un particolare che ha permesso di ricollegare più facilmente la vicenda al virus: la presenza diffusa di roditori nella proprietà. 

Il caso dell'allenatore austriaco

 Un altro episodio, risalente al 2012, ha coinvolto un personaggio noto, ma all'allenatore austriaco Ralph Hasenhuttl è andata molto meglio. Secondo quanto raccontato dallo stesso Hasenhuttl, il virus lo aveva colpito improvvisamente pulendo la terrazza di casa. I sintomi, gravi, sono iniziati poco dopo: "Alzarmi dal letto era uno sforzo enorme, respirare mi sembrava impossibile. Avevo dolori dappertutto, un senso di stanchezza che non avevo mai provato prima", ha raccontato l'allenatore, che ha aggiunto di aver temuto il peggio. Ma per fortuna, nel suo caso, il pronto intervento dei medici gli ha salvato la vita: "Il loro aiuto è stato fondamentale. Senza il loro supporto costante non so come avrei fatto".

Ti potrebbe interessare

videovideo