Guerra Russia Ucraina
Zelensky: "Ok di Trump a licenze per Patriot" | Mosca: "Presidente ucraino dice molte cose, monitoriamo"
Nella capitale ucraina è stato colpito un palazzo residenziale e si contano cinque vittime, mentre le forze di Zelensky hanno colpito una raffineria russa
© Ansa
Dopo l'annuncio di Volodymyr Zelensky secondo cui Donald Trump consentirà all'Ucraina di ottenere "le licenze per la produzione di missili Patriot", a distanza di poche ore arriva la risposta del Cremlino: "Zelensky dice molte cose" ha sottolineato il portavoce Dmitry Peskov alla Tass, aggiungendo "Stiamo monitorando". Secondo indiscrezioni giornalistiche, Trump avrebbe esortato Zelensky a recarsi a Mosca per colloqui con Vladimir Putin. Kiev, però, nega. Intanto continuano i raid incrociati tra Russia e Ucraina. Nella notte la Mosca ha attaccato Kiev: si contano cinque vittime e diversi feriti.
"Cremlino, licenze per Patriot a Kiev? Monitoriamo"
La Russia sta dunque monitorando attentamente quali armi o licenze riceve l'Ucraina, sottolinea Peskov. "Naturalmente - aggiunge - stiamo monitorando le informazioni molto attentamente, cercando di capire quali paesi rilasciano quali licenze, quali armi forniscono, e teniamo conto di tutto ciò", ha aggiunto il portavoce del Cremlino.
Trump ha chiesto a Zelensky di andare a Mosca
Il presidente Trump ha esortato Zelensky a recarsi a Mosca per colloqui con Vladimir Putin, nell'incontro a margine dell'Assemblea Generale Onu. Lo riferisce Bloomberg citando alcune fonti. Nonostante i precedenti rifiuti, "questa settimana Donald Trump ha nuovamente incoraggiato Volodymyr Zelensky a recarsi a Mosca per incontrare Vladimir Putin", ha scritto l'agenzia. Secondo le fonti, Zelensky ha respinto la proposta e si è mostrato infastidito dal fatto che Trump avesse sollevato la questione. L'ufficio di Zelensky ha smentito la notizia: "Si tratta di informazioni false", ha detto a 'Ukrainian Pravda.
Cremlino: "Incontro trilaterale è possibile"
Peskov ha aggiunto che, nel corso di una recente telefonata tra Putin e Trump, si è discusso della possibilità di un incontro trilaterale tra i rappresentanti di Russia, Stati Uniti e Ucraina. Al momento però non ci sono informazioni concrete a riguardo. La dichiarazione di Peskov è arrivata dopo che lo stesso Zelensky aveva dichiarato che gli Stati Uniti hanno proposto di organizzare un incontro trilaterale a livello tecnico negli Emirati arabi uniti.
"È vero - ha affermato Peskov, citato dalla Tass, in un briefing con i giornalisti - durante la telefonata tra Putin e Trump una discussione in tal senso ha avuto luogo, si è parlato della possibilità che un simile incontro possa tenersi nel prossimo futuro. Al momento, non posso fornirvi maggiori dettagli".
Zelensky: "Chiesto a Trump di influenzare Xi per finire guerra"
Intanto, sempre il presidente Zelensky ha dichiarato di non aver ancora ricevuto dagli Stati Uniti i risultati della conversazione tra il presidente americano Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping in merito a una possibile influenza sul presidente russo per porre fine alla guerra. "Ho chiesto personalmente al presidente Trump di parlare della questione" con Xi "e di fare tutto il possibile affinché il leader cinese influenzi Putin affinché ponga fine alla guerra. Non ho ancora ricevuto riscontri ", ha spiegato Zelensky ai giornalisti, secondo quanto riferisce oggi l'agenzia ucraina Interfax.
Colpito il palazzo della Corte Suprema di Kiev
Sul campo purtroppo anche oggi si contano delle vittime. Cinque persone sono rimaste uccise a seguito di un attacco con droni russi contro un edificio adibito a uffici a Kiev, trenta i feriti. Lo riferisce l'agenzia di stampa ucraina Interfax, citando l'amministrazione militare della città. Tra le vittime ci sarebbe anche un ragazzo di appena 14 anni.
La risposta Ucraina: colpita raffineria russa
Mentre le forze ucraine hanno colpito una raffineria di petrolio russa situata a circa 1.500 chilometri dal confine tra Ucraina e Russia e uno stabilimento di componenti elettronici. Lo riferisce Kyiv Independent citando canali Telegram. Una raffineria di petrolio a Perm è stata data alle fiamme dopo essere stata presa di mira, secondo quanto riferito da testimoni oculari, come riporta il canale Telegram Exilenova Plus. Nel frattempo, lo stabilimento elettronico Iskra, che produce componenti per le comunicazioni e la tecnologia radio, è stato colpito nella città di Ulyanovsk, secondo quanto riportato dal canale.
Raid ucraino anche su Ul'janovsk
Infrastrutture industriali e civili sono state danneggiate durante un attacco massiccio con droni contro la città russa di Ul'janovsk. Ci sono dei feriti, ha riferito il governatore della regione, Aleksey Russkikh, sulla piattaforma Max. "Le forze di difesa aerea e le nostre unità di fuoco mobili continuano a respingere l'attacco massiccio di droni contro la città di Ul'janovsk... Sono stati registrati danni alle infrastrutture industriali e civili", ha scritto Russkikh.
E Seul accusa: "Kiev ha violato l'accordo di riservatezza sui soldati nordcoreani"
Il presidente sudcoreano Lee Jae Myung ha espresso "profondo rammarico" per la decisione dell'Ucraina di rendere pubblico il trasferimento in Corea del Sud di due soldati nordcoreani catturati mentre combattevano per la Russia. Lo riferisce il Korea Times, citando un messaggio pubblicato da Lee su X. Secondo il presidente sudcoreano, Seul e Kiev avevano concordato di mantenere riservata l'operazione, considerata la sua particolare sensibilità: "(L'Ucraina) ha divulgato il trasferimento violando un accordo di non divulgazione. Non conosco le ragioni, ma me ne rammarico", ha scritto Lee. Il presidente ha sottolineato che la questione può avere "un enorme impatto sulla diplomazia e sulla sicurezza nazionale", oltre che sull'ambiente di sicurezza nella penisola coreana. Seul aveva finora evitato di confermare l'arrivo dei due militari proprio per i possibili rischi per la loro sicurezza e per quella dei familiari rimasti in Corea del Nord.
La vicenda era stata resa pubblica dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che mercoledì, parlando all'Assemblea generale dell'Onu a New York, aveva annunciato che Kiev aveva recentemente trasferito i due prigionieri nella Repubblica di Corea. I due erano stati catturati nel gennaio 2025 nella regione russa di Kursk, dove erano stati inviati a combattere al fianco delle forze russe, e avevano espresso la volontà di trasferirsi in Corea del Sud. L'ufficio presidenziale ucraino ha successivamente confermato il trasferimento attraverso un dialogo diretto con Seul, sostenendo di aver reso pubblico soltanto il fatto del trasferimento e non i dettagli dell'operazione.
