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Speciale Guerra in Iran

La situazione in medioriente

Israele, media: "007 egiziani avvertirono più volte Netanyahu sul 7 ottobre" | Trump sulle sanzioni: "All'Iran non ho offerto nulla"

E intanto la stampa smentisce che sia in programma un nuovo ciclo di negoziati indiretti tra Teheran e Washington, mentre dagli Usa emerge la volontà di ricorrere agli ispettori Aiea

28 Set 2026 - 23:50
 © Afp

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Il capo dell'intelligence egiziana Abbas Kamel ha telefonato al primo ministro Benjamin Netanyahu pochi giorni prima dell'offensiva di Hamas del 7 ottobre 2023 per trasmettere un ulteriore avvertimento e segnalare segnali di un attacco imminente da Gaza, dopo che due precedenti avvisi egiziani erano stati ignorati. La notizia, che arriva dal Wall Street Journal, trova ampio risalto sulla stampa israeliana. L'ultimo avvertimento è arrivato all'inizio di ottobre, quando Kamel ha chiamato direttamente l'ufficio di Netanyahu. Una fonte ha riferito che l'Egitto ha continuato a lanciare avvertimenti fino a quasi 48 ore prima dell'attacco.

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Trump: "Vinceremo in Iran presto"

 "Credo che vinceremo la guerra in Iran molto presto". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, intervistato da Fox News, a margine della President's Cup presso il Medinah Country Club, alle porte di Chicago. Trump ha previsto inoltre un calo dei prezzi del petrolio una volta terminata la guerra e ha affermato di ritenere che gli Stati Uniti la stiano vincendo "grazie sia alla pressione economica che all'azione militare".

Media Iran: "Non sono in programma nuovi negoziati con Usa"

 L'Iran smentisce che sia in programma un nuovo ciclo di negoziati indiretti tra Teheran e Washington, dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato di attendersi nuovi colloqui con la Repubblica islamica. Lo scrive l'agenzia Fars citando una fonte vicina al team negoziale iraniano. "Non è previsto alcun colloquio durante la visita della delegazione iraniana a New York, a margine dell'Assemblea Generale dell'Onu". Axios aveva riferito che un altro ciclo di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sarebbe probabilmente iniziato oggi.

Wall Street Journal: "Mediatori di pace in pressing su Teheran per il nucleare"

 I mediatori della pace tra Usa e Iran stanno facendo pressione su Teheran perché faccia concessioni sul suo programma nucleare allo scopo di rilanciare i colloqui sul cessate il fuoco, dopo che il presidente Donald Trump ha respinto la proposta di tregua, in una corsa contro il tempo per impedire che il conflitto degeneri di nuovo in una guerra totale. Le persone coinvolte, ha riferito il Wall Street Journal, hanno affermato che si tratta di un tentativo con scarse probabilità di successo per placare Trump sulla questione che gli sta più a cuore. Il tycoon ha cercato di ridefinire il conflitto attorno al suo obiettivo bellico originario, ovvero impedire all'Iran di dotarsi di un'arma nucleare, e di deviare i negoziati dalla questione dello Stretto di Hormuz, attualmente sotto il controllo iraniano.

Trump: "All'Iran non ho offerto nulla sulle sanzioni"

  Anche Axios riferisce di manovre diplomatiche di questo tipo, con gli Usa che vorrebbero che l'Iran consenta il ritorno degli ispettori dell'Aiea, onorando così l'impegno preso durante i colloqui in Svizzera, dopo le indiscrezioni secondo cu il presidente Donald Trump sarebbe disposto a concedere all'Iran un alleggerimento delle sanzioni e a sbloccare i fondi iraniani congelati in cambio di passi concreti riguardo al programma nucleare. Ma a distanza di diverse ore, il capo della Casa Bianca ha smentito le indiscrezioni giornalistiche. "All'Iran non ho offerto nulla", ha affermato Trump. "Axios ha appena pubblicato la notizia secondo cui Trump avrebbe offerto all'Iran un allentamento delle sanzioni e lo sblocco di fondi congelati. Non è vero. Non ho offerto nulla. La notizia di Axios, come la maggior parte delle altre, è una bufala, diffusa solo per soddisfare la loro sindrome da ossessione patologica per Trump", ha dichiarato il presidente.

Secondo funzionari governativi mediorientali che intrattengono contatti regolari con Teheran, i leader iraniani sono comunque fiduciosi di resistere a un blocco americano di lunga durata o a una rinnovata campagna di bombardamenti Usa. Gli stessi funzionari hanno affermato che il potere in Iran è ora concentrato nelle mani del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, forza paramilitare ed economica che da tempo adotta una linea dura contro ogni compromesso con l'Occidente.

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