Speciale Guerra in Iran
La ricostruzione di Haaretz

Israele, media shock: "Netanyahu venne avvertito del 7 ottobre" | Iran: Usa, Francia, Germania e Regno Unito chiedono all'Aiea di deferire Teheran dall'Onu

Secondo il quotidiano israeliano il primo ministro venne avvisato dell'offensiva di Hamas, ma non prese alcun provvedimento

08 Set 2026 - 10:27
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netanyahu © Afp

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"Netanyahu venne avvertito sugli attacchi del 7 ottobre". A lanciare l'indiscrezione shock è il quotidiano israeliano Haaretz, che cita diverse fonti regionali. Secondo quanto ricostruito, una decina di giorni prima dell'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, il primo ministro Benjamin Netanyahu fu avvertito personalmente dal presidente degli Emirati Arabi Uniti di una grande e imminente offensiva. Il premier, tuttavia, non informò i vertici della sicurezza israeliana ignorando le informazioni.

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"Netanyahu sapeva del 7 ottobre"

 Secondo Haaretz Mohammed bin Zayed avvertì dunque Netanyahu che il leader di Hamas, Yahya Sinwar, stava pianificando un'azione di vasta portata contro Israele che avrebbe portato a spargimenti di sangue, destabilizzato la regione e potenzialmente compromesso gli Accordi di Abramo. Il leader emiratino sarebbe rimasto sorpreso dalla risposta ottimista di Netanyahu, secondo il quale Israele aveva la situazione sotto controllo a Gaza, che qualsiasi azione di Hamas si sarebbe probabilmente verificata in Cisgiordania e che lo Stato ebraico era preparato a qualsiasi scenario.

Da Hamas agli Emirati

 Sempre secondo la ricostruzione del quotidiano, la notizia dell'attacco era stata comunicata dallo stesso leader di Hamas a un alto funzionario di Al-Fatah, il quale decise di trasmetterla attraverso gli Emirati allo Shin Bet, i servizi di sicurezza isrealiani. Questi ultimi discussero dell'avvertimento nei giorni successivi, ma non lo interpretarono come una minaccia di un attacco da Gaza e non furono prese decisioni concrete: di qui la decisione di Bin Zayed di parlare direttamente con Netanyahu.

"Menzogna totale"

 L'ufficio del premier da parte sua ha definito la notizia "una menzogna totale". "Il primo ministro Netanyahu non ha parlato con il presidente degli Emirati Arabi Uniti nel periodo in questione e non ha ricevuto alcun avvertimento da parte sua", si legge in un comunicato.

Opposizioni sul piede di guerra

 Dopo la pubblicazione della notizia l'opposizione - in piena campagna elettorale - ha reagito immediatamente chiedendo che il primo ministro venga inchiodato alle proprie responsabilità. "Netanyahu ha la responsabilità personale e diretta dell'errore che ha portato alla morte di migliaia di israeliani durante il suo mandato. Ignorare gli avvertimenti equivale a negligenza criminale, ed è per questo che sta facendo tutto il possibile per impedire l'istituzione di una commissione d'inchiesta statale che porterebbe alla luce la verità", ha scritto su X l'ex premier Naftali Bennett.

"Inadatto e illegittimo"

 "Netanyahu è inadatto e illegittimo. Il suo posto è in prigione per i crimini commessi contro lo Stato di Israele. Le storie del 'non sono stato svegliato' sono finite. Sapeva, era stato avvertito. Nelle lettere scritte con il sangue di migliaia di israeliani ci svegliamo oggi con un'altra agghiacciante consapevolezza: l'uomo che ricopre la carica di primo ministro di Israele è qualcuno che ha abbandonato le proprie responsabilità" attacca il leader dei Democratici, Yair Golan.

"Apriremo un'inchiesta"

 Infine il principale rivale di Bibi, l'ex capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane, Gadi Eisenkot: "Sempre più indizi portano alla stessa conclusione: Netanyahu ha condotto Israele alla cieca verso il disastro del 7 ottobre. Coloro che lo circondano ripetono la patetica teoria del complotto sul tradimento, inventando la scusa più ridicola a cui un leader possa aggrapparsi per due motivi: conosce la verità, ne è terrorizzato e sta cercando di eludere le proprie responsabilità. Non è idoneo a ricoprire la carica. Non appena si formerà il prossimo governo, istituiremo una commissione d'inchiesta statale che indagherà sul decennio precedente"

Guerra diplomatica

 Intanto, in Medio Oriente, prosegue anche la guerra diplomatica. Stati Uniti, la Francia, la Germania e il Regno Unito stanno facendo pressione sull'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) affinché deferisca al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il dossier nucleare iraniano. L'iniziativa arriva mentre l'Aiea avverte di non poter verificare il materiale nucleare dichiarato dall'Iran da oltre un anno a questa parte.

Il silenzio di Teheran

 Il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, ha riferito che Teheran non ha fornito informazioni sulla situazione delle proprie scorte e strutture nucleari e che gli ispettori non hanno potuto effettuare verifiche sul posto. In particolare, l'Aiea ha perso la continuità delle informazioni sulle scorte di uranio arricchito fino al 60 per cento presenti in impianti colpiti dagli attacchi Usa e israeliani del giugno 2025.

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