Medioriente, gli Houthi rivendicano raid contro impianto petrolifero a Riad | Attacco israeliano su Gaza City, colpito un condominio: 5 morti
L'Idf sostiene che l'obiettivo era Ali al-Amoudi, leader de facto di Hamas nella Striscia, ma non è chiaro se sia stato colpito. La guerra continua anche per l'Iran, con due petroliere colpite in una sola giornata
© Afp
Tensione sempre alle stelle in Medioriente, dove tutti i fronti di guerra restano aperti. I ribelli dello Yemen hanno accusato l'Arabia Saudita di aver lanciato decine di attacchi su Sana'a, mentre fiamme e fumo sono state viste levarsi da un impianto petrolifero Aramco alla periferia di Riad. L'attacco rivendicato dagli Houthi. Nuove violenze anche a Gaza City, dove almeno cinque palestinesi, tra cui quattro donne, sono stati uccisi e altre persone sono rimaste gravemente ferite nelle prime ore della mattina di sabato, 3 ottobre, in un raid aereo israeliano contro un condominio. L'Idf sostiene che l'obiettivo era il leader de facto di Hamas a Gaza Ali al-Amoudi, ma non è chiaro se sia stato colpito. La guerra continua anche per la Repubblica islamica dell'Iran, con due petroliere colpite nella sola giornata di sabato (una a est dell'Oman e una nello Stretto di Hormuz).
Tensione tra gli Houthi e l'Arabia saudita
Secondo l'emittente Al-Masirah, vicina agli Houthi, "aerei nemici sauditi" hanno colpito Sana'a con 26 raid. Si tratta di una "aggressione saudita" contro la capitale yemenita, ha aggiunto la rete, senza tuttavia fornire dettagli su obiettivi o vittime. Due reporter a Sana'a hanno riferito di aver udito forti esplosioni e visto aerei da guerra lanciare missili sulla città. Sempre nelle stesse ore, Al-Masirah ha parlato di attacchi missilistici contro la rete di telecomunicazioni nel governatorato di Saada, nel nord-ovest dello Yemen, una delle roccaforti del gruppo. Poco dopo la diffusione di queste notizie, i ribelli Houthi dello Yemen hanno rivendicato un attacco contro un impianto della Aramco nella capitale saudita, Riad. Il portavoce militare degli Houthi, Yahya Saree, ha dichiarato che il sito è stato colpito utilizzando missili balistici e droni.
Il conflitto prosegue anche in Iran
Nella mattina di sabato, l'Agenzia britannica per le operazioni di commercio marittimo (Ukmto) ha riferito in una nota che una petroliera è stata colpita da un proiettile non identificato al largo dell'Oman. L'imbarcazione si trovava a 4 miglia nautiche a est del sultanato. Tutto l'equipaggio è al sicuro e al momento non si segnalano impatti ambientali, ha aggiunto l'agenzia britannica.
Una seconda esplosione è avvenuta nello Stretto di Hormuz, coinvolgendo un'altra petroliera. Lo ha riferito l'agenzia iraniana Tasnim. "Una petroliera ha disattivato i propri sistemi di tracciamento entrando nello Stretto di Hormuz. In seguito, si è verificata un'esplosione a bordo", ha riferito l'agenzia. Secondo Tasnim, la petroliera non avrebbe rispettato le norme di navigazione nello Stretto.
Missili Patriot per proteggere impianti in Arabia saudita e Qatar
Dall'altra parte dell'Oceano, mentre Donald Trump continua a sostenere che "la guerra contro l'Iran finirà dopo le elezioni di midterm", i principali membri della sua amministrazione si sono riuniti nella residenza presidenziale di Camp David per discutere i prossimi passi relativi al conflitto contro Teheran e agli scontri tra Arabia Saudita e Houthi in Yemen.
Secondo quanto riferito da tre fonti informate ad Axios, Vance, Rubio, Hegseth, Witkoff, il direttore della Cia John Ratcliffe e il capo dello Stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine, avrebbero "preso delle decisioni, o quantomeno si è discusso a fondo della questione". L'ultima volta che si era tenuto un incontro simile è stato nel giugno 2025, pochi giorni prima che Israele entrasse in guerra contro l'Iran in quella che è stata definita "guerra dei 12 giorni".
Il presidente Usa sta valutando da giorni la ripresa di operazioni su larga scala tra minacce di "far saltare in aria" il Paese e rassicurazioni che "un accordo è vicino". Teheran "non avrà mai l'arma nucleare", ha ribadito ancora durante un comizio in Alabama il tycoon. "Abbiamo dovuto fare il lavoro sporco contro i bulli del Medioriente. Andava fatto anni fa, anche da parte di altre nazioni", ha aggiunto il presidente, assicurando ai suoi sostenitori che i prezzi della benzina scenderanno "non appena" il conflitto finirà.
Nelle ultime settimane, le forze armate americane hanno inviato due ulteriori batterie di missili Patriot per proteggere gli impianti petroliferi e di gas in Arabia Saudita e Qatar. Lo scenario vede gli Usa puntare a rassicurare i due alleati sulla protezione delle loro infrastrutture strategiche dalle aggressioni di Teheran, a maggior ragione nell'eventualità che Trump decida di far ripartire "importanti operazioni di combattimento" contro l'Iran.
