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Speciale Guerra in Iran

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Idf: "Lanciata vasta ondata di attacchi contro Teheran" | Sirene d'allarme a Tel Aviv | 007 Usa: "L'Iran vuole minare lo Stretto di Hormuz" | Trump: "Le devono rimuovere"

Starmer sente Meloni e Merz: "Lavoriamo a opzioni per proteggere navi nello stretto di Hormuz". Dal G7: "Ok a usare le riserve di petrolio"

10 Mar 2026 - 22:45
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Undicesimo giorno di conflitto in Medio Oriente, il secondo dopo l'elezione della nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, scelta duramente criticata dal presidente Usa Donald Trump che ha assicurato: "La guerra è praticamente finita". Il tycoon, che avrebbe preferito una soluzione più simile a quanto accaduto in Venezuela, ha anche avvisato Teheran: "Colpiremo 20 volte più forte se fermano i flussi di petrolio". Il monito anche dopo i continui saliscendi del prezzo del brent, che solo nelle ultime ore è tornato sotto i 90 dollari al barile. Pronta la risposta del portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini: "Di petrolio non ne uscirà un litro finché saremo in guerra". Intanto, non si fermano gli attacchi né in Libano da parte dell'esercito israeliano, né negli Emirati Arabi Uniti dove sono caduti missili iraniani. Il leader israeliano Benjamin Netanyahu lancia l'avviso: "Stiamo spezzando le ossa all'Iran, ma non abbiamo ancora finito". Nel frattempo, il capo del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, affida a un tweet la riposta a Trump: "Non abbiamo paura delle vostre minacce vuote. Attenzione a non essere voi stessi a essere eliminati". Il G7, di fronte alla crescente pressione economica, ha raggiunto l'accordo di attingere alle riserve petrolifere d'emergenza. Secondo Bloomberg, infatti, i Paesi del Golfo hanno ridotto la loro produzione giornaliera di 6 milioni di barili. 


Il presidente francese Emmanuel Macron terrà mercoledì alle 15 una riunione dei capi di Stato e di governo del G7 per discutere delle "conseguenze economiche" della guerra in Iran, tra cui la "situazione energetica" e le "misure per mitigarla". Lo ha annunciato in serata l'Eliseo. "Questa sarà la prima discussione su questo tema tra i membri del G7. Il coordinamento economico è una questione chiave per una risposta efficace e utile alla situazione", ha aggiunto l'Eliseo, mentre la Francia detiene la presidenza del G7 quest'anno.


Un portavoce dell'Idf ha annunciato che l'aeronautica militare ha lanciato una vasta ondata di attacchi contro Teheran, sottolineando che gli obiettivi dei raid sono "le infrastrutture del regime terroristico iraniano". Lo riportano i media israeliani.


Gli Stati Uniti non hanno scortato alcuna petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo afferma la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, dopo che il segretario dell'Energia ha pubblicato su X e poi rimosso un post in cui diceva che la Marina americana aveva scortato con "successo" una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz.


"Se l'Iran ha messo mine nello Stretto di Hormuz, di cui non abbiamo segnalazioni, le rimuova immediatamente" altrimenti "le conseguenze militari saranno a livelli mai visti prima. Se le rimuove, invece, sarebbe un passo nella giusta direzione": lo ha detto Donald Trump sul suo social Truth.


Sotto la pressione crescente dei prezzi e dei mercati energetici, il presidente americano Donald Trump avrebbe chiesto alla leadership israeliana di non condurre più raid contro infrastrutture energetiche in Iran, in particolare quelle petrolifere. Lo riferiscono ad Axios tre fonti vicine allo Studio Ovale.


Sarebbero almeno 140 i militari americani rimasti feriti nei primi undici giorni di conflitto con l'Iran. A rivelarlo è Reuters, citando due fonti militari. Il numero è stato poi confermato dal Pentagono.


Secondo le informazioni raccolte dai servizi segreti statunitensi, l'Iran potrebbe prepararsi a dispiegare mine navali nelle rotte marittime dello Stretto di Hormuz, utilizzando piccole imbarcazioni in grado di trasportare da due a tre mine ciascuna. Le scorte di mine dell'Iran sarebbero comprese tra le 2mila e le 6mila unità. Lo riporta Cbs News.


La Hms Dragon, un cacciatorpediniere britannico di ultima generazione, ha lasciato dopo vari giorni di rinvii la base della Royal Navy a Portsmouth, nel sud dell'Inghilterra, alla volta del Mediterraneo orientale per difendere l'isola di Cipro, presa di mira dall'Iran in seguito agli attacchi di Usa e Israele contro Teheran. La Dragon era stata al centro di polemiche contro il governo laburista del premier Keir Starmer per l'impreparazione militare mostrata dal Regno Unito, rispetto ad altri Paesi alleati che avevano inviato le loro navi in tempi rapidi.


Da stamattina, i conti bancari di centinaia di migliaia di iraniani sono congelati. Tutti i clienti della Bank Sepah e della Bank Melli avrebbero infatti ricevuto una comunicazione via Sms che li informava del blocco dei loro conti. Chiunque abbia provato a prelevare denaro, è stato respinto. Per il governo di Teheran si tratterebbe di un "aggiornamento tecnico della Banca centrale agli switch di comunicazione per la stabilità della rete". Molti invece temono si tratti di un escamotage da parte della leadership per prelevare somme di denaro direttamente dai cittadini. 


La marina militare americana ha scortato una petroliera attraverso lo Stretto di Hormuz, nonostante Teheran lo abbia dichiarato chiuso. Lo ha fatto sapere il segretario all'Energia statunitense Chris Wright in un post social. Pochi minuti dopo, però, il post è stato cancellato. La testata americana Fox News, citando fonti militari, ha confermato che nessuna imbarcazione americana avrebbe scortato una petroliera attraverso lo Stretto.


Sono bastate poche parole a Donald Trump, che ha aperto alla possibilità di una pace con l'Iran per invertire la rotta dei mercati, che sembrerebbero aver abbandonato il pessimismo sul fronte del greggio e del gas. Le Borse europee hanno chiuso tutte fortemente in positivo dopo una giornata caratterizzata dal netto ribasso delle quotazioni dei futures petroliferi, in caduta libera di oltre il 10% rispetto a ieri. Il Dax di Francoforte conquista a fine scambi il 2,46%, il Cac 40 di Parigi l'1,79% e il Ftse 100 di Londra l'1,6%. L'Ibex 35 di Madrid segna +2,9% mentre l'Aex di Amsterdam guadagna l'1,98%. A Milano l'indice Ftse Mib ha guadagnato il 2,67%


Esperti militari ucraini arriveranno entro questa settimana in Giordania, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita. Lo ha annunciato il leader di Kiev, Volodymyr Zelensky, confermando la disponibilità ucraina a condividere con gli Usa e i Paesi del Golfo le competenze relative all'abbattimento dei droni iraniani. 


Il presidente russo Vladimir Putin ha parlato telefonicamente con il suo omologo iraniano, Masoud Pezeshkian. Lo ha reso noto il Cremlino. I due leader si erano già sentiti lo scorso 6 marzo. In questa nuova telefonata, si legge in una nota riportata dalla Tass, "è proseguita la discussione sulla situazione in Medio Oriente in relazione all'aggressione israelo-americana contro l'Iran. Il presidente russo ha ribadito la sua posizione di principio a favore di una rapida de-escalation del conflitto e della sua risoluzione attraverso mezzi politici".


L'Iran avrebbe perso quasi tutta la capacità di arricchire l'uranio. Lo ha sostenuto l'inviato speciale di Trump, Steve Witkoff, in un'intervista a Cnbc in cui ha annunciato un imminente viaggio a Tel Aviv previsto per la prossima settimana. Witkoff ha anche aggiunto che non c'è nessuna prova che suggerisca la disponibilità di Teheran a cercare o una soluzione diplomatica, ma Trump rimane “sempre disposto a dialogare".


Tre compagnie aeree - l'australiana Qantas, la scandinava Sas e la neozelandese Air New Zealand - hanno annunciato aumenti delle tariffe aeree a partire da martedì 11 marzo. La colpa, secondo quanto sostengono, sarebbe dell'improvviso aumento del costo del carburante causato dal conflitto in Medio Oriente.


"A fronte di un'eventuale crisi, dobbiamo intervenire con misure di breve termine e mirate che non devono diventare la nuova normalità e che non devono farci deviare dalla strada delle soluzioni di lungo termine". Lo ha detto la vicepresidente della Commissione Ue, Teresa Ribera, in conferenza stampa a Strasburgo, rispondendo a una domanda sugli effetti energetici e economici della guerra in Iran. "Dobbiamo essere in grado di sfruttare quanto imparato nel 2022. Al momento comunque non siamo in una situazione così grave", ha aggiunto il commissario Ue per l'Energia, Dan Jorgensen.


I tagli alla produzione petrolifera in Medio Oriente si intensificano di giorno in giorno. Le raffinerie sono sotto il fuoco iraniano e la circolazione delle petroliere è ostacolata dalla chiusura dello Stretto di Hormuz ordinata da Teheran. Diverse compagnie petrolifere si sono già appellate alla "force majeure", clausola che permette loro di ovviare agli obblighi commerciali che dovrebbero rispettare da contratto. Non solo. Secondo un'analisi di Bloomberg, i Paesi del Golfo avrebbero già ridotto la produzione di greggio di oltre 6 milioni di barili al giorno. In particolare, l'Arabia Saudita produce 2-2,5 milioni di barili in meno quotidianamente. La produzione negli Emirati Arabi Uniti è calata di 500mila-800mila barili, il Kuwait di 500mila e l'Iraq di 2,9 milioni al giorno. 


I ministri dell'energia del G7 sono "pronti a procedere al rilascio congiunto delle scorte petrolifere d'emergenza". Lo ha reso noto il governo del Giappone, come riporta Al Jazeera. L'opzione era stata ventilata già ieri dal presidente francese Emmanuel Macron come arma per combattere l'impennata di prezzi. 


"Chiunque nutra l'illusione di poter distruggere l'Iran non conosce la storia". Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha fatto eco al capo del Consiglio per la Sicurezza nazionale Ali Larijani mettendo in guardia gli Stati Uniti. "L'Iran è l'erede di una civiltà che risale ad almeno seimila anni fa. Nonostante le prove imposte dalla storia, nessuna potenza è mai riuscita a cancellare questo nome leggendario. Gli aggressori sono venuti e se ne sono andati; l'Iran è rimasto".


La British Airways ha annunciato di aver disposto la cancellazione di tutti i voli da e per Abu Dhabi "fino a più avanti quest'anno", segnalando un possibile stop per qualche mese. Le connessioni con Amman, Doha, Dubai, Tel Aviv e Bahrein sono invece sospese "fino alla fine del mese"


"Siamo preoccupati dal fatto che apparentemente non esista un piano comune su come porre rapidamente fine a questa guerra in modo convincente". È stato il cancelliere tedesco Friedrich Merz a suonare il campanello d'allarme in una conferenza stampa tenuta al termine del colloquio telefonico con la premier italiana Giorgia Meloni e il primo ministro britannico Keir Starmer. Il leader di Berlino ha specificato: "Non abbiamo alcun interesse alla dissoluzione dell'integrità territoriale dell'Iran, della sua sovranità o della sua sostenibilità economica. Uno scenario simile a quello che abbiamo visto in Libia, Iraq o altri Stati della regione danneggerebbe tutti noi. Ciò incide sulla nostra sicurezza, sul nostro approvvigionamento energetico e potenzialmente sugli sviluppi legati alla migrazione".


"Lo Stretto di Hormuz sarà una via di pace e prosperità per tutti, oppure una via di fallimento e sofferenza per i guerrafondai". È l'avvertimento che il capo della sicurezza di Tehern, Ali Larijani, ha affidato ancora una volta ai social media. Il conflitto, da una parte e dall'altra, ha sempre più nel mirino le infrastrutture e i crocevia energetici.


Italia, Regno Unito e Germania hanno concordato di "lavorare insieme a una serie di opzioni per proteggere le navi commerciali nello Stretto di Hormuz, in risposta alle crescenti minacce dell'Iran". Lo ha anticipato il primo ministro britannico, Keir Starmer, dopo i colloqui telefonici di oggi con la premier Giorgia Meloni e con il cancelliere Friedrich Merz. I leader hanno sottolineato anche "l'importanza vitale della libertà di navigazione".


È prevista per l'11 marzo, a Teheran, la sepoltura dei vertici dell'apparato di difesa della Repubblica islamica dell'Iran che sono stati uccisi negli attacchi effettuati dagli Stati Uniti e da Israele. Secondo quanto riferisce l'agenzia di stampa iraniana Tasnim, verranno sepolti il capo di Stato maggiore Abdolrahim Mousavi; il generale dei pasdaran Mohammad Pakpour; l'ammiraglio Ali Shamkhani, segretario del Consiglio di Difesa nazionale; il ministro della Difesa, Aziz Nasirzadeh; il capo dell'ufficio del comandante supremo, Mohammad Shirazi e vari generali. Sempre mercoledì, riferisce Tasnim, verranno sepolti anche i cittadini rimasti uccisi nel corso degli attacchi. 


Le Idf, le forze di difesa israeliane, hanno iniziato a colpire strutture attribuite a Hezbollah nel sobborgo meridionale della capitale libanese Beirut, Dahiyeh, considerata una delle roccaforti del movimento sciita filo-iraniano. Lo riferisce l'Idf su Telegram. 


Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, ha criticato la condotta di Israele e Stati Uniti per quanto riguarda il conflitto in essere in Iran. "Pur condividendo molto degli obiettivi di entrambi i Paesi, sono preoccupato per il fatto che apparentemente non esista un piano comune su come questa guerra possa essere risolta in modo rapido e convincente", ha affermato Merz a margine di un incontro con il premier ceco Andrej Babis a Berlino. Allo stesso tempo, il cancelliere ha invitato l'Iran a "porre immediatamente fine ai suoi attacchi indiscriminati contro gli Stati della regione".


Le interruzioni del transito nel Canale di Hormuz implicano rischi per le economie più vulnerabili, per il passaggio dell'energia e per il commercio globale di fertilizzanti, con ricadute sul prezzo dei generi alimentari. Lo si legge in un'analisi elaborata dall'ufficio delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (Unctad), dal titolo "Interruzioni nello Stretto di Hormuz - implicazioni per il commercio globale e lo sviluppo". Lo studio ha esaminato le implicazioni nel traffico marittimo dovute alla diminuzione dei transiti a Hormuz, uno dei principali corridoi commerciali al mondo, nel quale passano oltre un terzo del petrolio spedito via mare, e volumi significativi di gas naturale liquefatto e fertilizzanti. L'escalation militare tra Israele, Stati Uniti e Iran ha interrotto questi flussi, aumentando la preoccupazione sulle ricadute che potrebbero esserci sui mercati dell'energia e le catene di fornitura su scala mondiale. 


È in corso un incendio nel complesso industriale di Ruwais, la più grande raffineria di petrolio degli Emirati Arabi Uniti. Dopo l'impatto di un drone, la leadership emiratina ha deciso di interrompere la produzione, almeno momentaneamente. Nella raffineria di Ruwais si producevano oltre 922mila barili al giorno. 


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"Ci stiamo concentrando sul settore militare-industriale iraniano", ha spiegato il generale Dan Caine, presidente del Comitato dei capi di Stato maggiore congiunti. "Continuiamo a colpire la Marina iraniana e le sue capacità operative, al fine di impedire azioni quali blocchi prolungati attraverso lo Stretto di Hormuz". Il generale Caine ha aggiunto che, negli ultimi dieci giorni di conflitto, gli Usa hanno affondato oltre 50 navi iraniane. 


"I bombardamenti di oggi saranno i più duri e pesanti dall'inizio della guerra". Lo ha annunciato il segretatario alla Guerra americano, Pete Hegseth, durante la conferenza stampa quotidiana di aggiornamento sul conflitto in Iran. "Da codardi terroristi quali sono, lanciano missili da scuole e ospedali, prendendo deliberatamente di mira innocenti", ha aggiunto.


Donald Trump ha dichiarato a Fox News che è possibile che sia disposto a parlare con l'Iran ma che ciò dipenderà dalle condizioni. Trump ha detto di aver sentito che Teheran voleva fortemente parlare. Il presidente Usa ha inoltre ribadito la sua insoddisfazione nei confronti del nuovo leader supremo dell'Iran, Mojtaba Khamenei: "Non credo che possa vivere in pace".


Si sono riuniti nella mattina di martedì 10 marzo, alla presenza del ministro della Difesa, Guido Crosetto, e del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Sicurezza della Repubblica, Alfredo Mantovano, i vertici militari e dell'intelligence. Lo riferiscono Fonti di Palazzo Chigi, spiegando che nel corso dell'incontro è stato effettuato un punto della situazione sugli aspetti militari e informativi connessi alla crisi nell'area del Golfo.


"La nazione iraniana di Ashura non ha paura delle vostre minacce vuote. Anche potenze più grandi di voi non sono riuscite a eliminare il popolo iraniano. Fate attenzione a voi stessi, per non essere voi a essere eliminati!", ha scritto su X il capo del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale dell'Iran, Ali Larijani, condividendo le parole del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in cui minacciava un attacco ancora più devastante nei confronti dell'Iran.


Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che i missili lanciati verso il territorio turco non sono stati inviati dall'Iran durante una conversazione telefonica con il suo omologo turco Hakan Fidan. Secondo l'agenzia di stampa iraniania Isna, Fidan da parte sua ha affermato che la violazione del territorio turco non è "accettabile" e che Ankara continuerà a prendere le iniziative necessarie al riguardo. "Tutte le parti in guerra dovrebbero evitare qualsiasi mossa che metta a repentaglio la sicurezza regionale e metta in pericolo i civili", ha aggiunto.


L'ufficio del procuratore generale iraniano ha affermato che le giocatrici di calcio hanno agito in uno "squilibrio emotivo" e ora possono tornare in patria in "pace e sicurezza" e con "l'amorevole abbraccio delle autorità". "Alcune giocatrici della nostra laboriosa squadra di calcio femminile, figlie di questa terra, involontariamente e sotto lo squilibrio emotivo provocato dalle cospirazioni del nemico, si sono comportate in un modo che ha causato l'eccitazione delirante dei leader criminali israeliani e statunitensi", si legge nella dichiarazione. "Poiché l'amorevole abbraccio delle autorità e del nobile popolo dell'Iran islamico è aperto a queste bambine e comprende le loro circostanze particolari, queste persone care sono invitate a tornare nella loro patria con pace e fiducia". Le cinque donne che hanno chiesto asilo in Australia hanno un'età compresa tra i 30 e i 20 anni. Iran International, ha aggiunto che altri due membri della squadra hanno chiesto asilo.


"Tutto ciò che vi è stato offerto è la resa incondizionata". Cosi' ha risposto, in persiano, Amir Ohana, presidente del Parlamento israeliano, al suo omologo iraniano Mohammad Baqer Qalibaf, dopo che quest'ultimo aveva negato che la Repubblica islamica stia cercando un cessate il fuoco. "Crediamo che l'aggressore debba essere colpito in faccia affinché impari la lezione e non pensi mai più di attaccare il nostro amato Iran" ha scritto Qalibaf in un post su X, provocando la reazione di Ohana.


''L'aviazione israeliana ha iniziato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi del regime iraniano a Teheran''. Lo comunica il portavoce militare. Secondo i media israeliani, è stato colpito un altro deposito di greggio nella capitale iraniana.


Nella conversazione avuta ieri con il presidente Usa Donald Trump, il leader russo Vladimir Putin ha presentato alcune proposte per contribuire a risolvere la crisi legata all'Iran. Lo ha dichiarato oggi il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. "Al momento non c'è la possibilità né l'intenzione di specificare ulteriormente. Queste proposte sono state presentate dal presidente al suo interlocutore. Vedremo come procederà il processo di coordinamento", ha detto il portavoce rispondendo ai giornalisti che chiedevano quali iniziative Mosca abbia avanzato per risolvere la situazione attorno all'Iran. Peskov ha inoltre precisato che la conversazione tra Putin e Trump non significa che il presidente russo abbia assunto un ruolo di mediatore nel conflitto


Teheran "non sta affatto cercando un cessate il fuoco; crediamo di dover colpire l'aggressore in bocca per dargli una lezione, affinché non pensi mai più di invadere il caro Iran". Lo ha scritto in un messaggio su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad-Bagher Ghalibaf. "Il regime sionista (Israele) vede la sua vergognosa esistenza nel perpetuarsi del ciclo guerra-negoziazioni-cessate il fuoco e poi di nuovo guerra al fine di consolidare il proprio dominio. Noi romperemo questo ciclo", ha affermato Ghalibaf.


Dal lancio dell'attacco congiunto Stati Uniti e Israele il 28 febbraio scorso, fino ad oggi in Iran "sono state uccise 206 donne e bambine, e 193 bambini di età inferiore ai 18 anni". Lo ha riferito oggi la portavoce del governo iraniano, Fatemeh Mohajerani, citato dall'agenzia di stampa statale Fars, secondo cui le vittime più giovani sono due bambine di otto e quattro mesi. "Ad oggi sono state attaccate 52 unità sanitarie, 29 strutture mediche, 19 unità di emergenza e 16 ambulanze. Inoltre, quattro ambulanze e un elicottero di emergenza sono stati completamente distrutti. Sono stati uccisi 11 operatori sanitari", ha aggiunto la portavoce.


"L'Ue è al fianco del popolo iraniano. Sosteniamo il suo diritto a vivere in pace e a determinare il proprio futuro. Ma la libertà e i diritti umani non possono essere conquistati con le bombe. Solo il diritto internazionale li tutela. Proteggere i civili, garantire la sicurezza nucleare e rispettare il diritto internazionale è fondamentale. Dobbiamo evitare un'ulteriore escalation. Un percorso del genere minaccia il Medio Oriente, l'Europa e oltre. Le conseguenze sono gravi, anche in ambito economico". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa intervenendo alla Conferenza degli ambasciatori dell'Ue.


Secondo quanto riportato da Bloomberg, i paesi del Medio Oriente riducono la produzione giornaliera di petrolio. In particolare, l'Arabia Saudita ha ridotto la produzione di petrolio tra 2 e 2,5 milioni di barili al giorno, mentre gli Emirati Arabi Uniti hanno tagliato la loro produzione di 500mila-800mila barili al giorno. Anche il Kuwait ha ridotto la produzione di mezzo milione di barili al giorno, e l'Iraq di circa 2,9 milioni, aggiunge il rapporto, citando persone a conoscenza della questione.


Il primo ministro iracheno Mohammed Shia Sabbar Al Sudani ha detto al segretario di Stato statunitense Marco Rubio che l'Iraq non dovrebbe essere utilizzato come trampolino di lancio per attacchi nella guerra in Medio Oriente. Lo riporta Al Jazeera citando l'ufficio stampa del premier. Al Sudani ha sottolineato, in una telefonata con Rubio, "l'importanza di garantire che lo spazio aereo, il territorio e le acque irachene non vengano utilizzati per alcuna azione militare diretta contro i paesi vicini o la regione". Al Sudani ha respinto "qualsiasi tentativo di trascinare il paese nei conflitti in corso", così come "le violazioni del suo spazio aereo da parte di qualsiasi soggetto".


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Italia, Germania e Belgio, a quanto si apprende da più fonti europee, hanno convocato per la giornata di oggi una riunione tra leader in videocall per fare il punto su semplificazione ed energia, anche alla luce della nuova crisi dei prezzi causata dal conflitto in Medio Oriente. La riunione, il cui orario non è ancora stato reso noto, segue lo stesso schema inaugurato da Giorgia Meloni, Friedrich Merz e Bart De Wever in occasione della riunione convocata a margine del summit Ue sulla competitività dello scorso 12 febbraio. Il numero totale dei Paesi partecipanti alla riunione di oggi non è per ora stato comunicato.


Non ci sono segnalazioni di impatti diretti o feriti nell'ultimo attacco missilistico balistico iraniano contro Israele, il primo in 10 ore. Lo riferiscono i media di Tel Aviv. Il missile è stato intercettato, secondo le prime valutazioni militari. Le sirene hanno suonato nel centro di Israele, a Gerusalemme e in parte del sud, costringendo milioni di persone a correre nei rifugi.


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele sta "spezzando le ossa" al potere iraniano dall'inizio dell'offensiva condotta congiuntamente con gli Stati Uniti dal 28 febbraio, ma che "non ha ancora finito". "Aspiriamo a portare il popolo iraniano a spezzare il giogo della tirannia, ma alla fine dipende da loro", ha dichiarato Netanyahu durante una visita a un centro di emergenza del ministero della Salute israeliano, ieri in tarda serata. "Non c'è dubbio che con le azioni intraprese finora stiamo spezzando loro le ossa - e non abbiamo ancora finito", ha aggiunto.


La Turchia annuncia che un sistema di difesa aerea Patriot è in fase di preparazione per essere reso operativo nella parte orientale del Paese, nell'ambito degli sforzi coordinati con la Nato per aiutare a proteggere lo spazio aereo nazionale in un contesto di tensioni regionali. Lo riporta Anadolu. In una dichiarazione, il ministero della Difesa Nazionale ha affermato "alla luce dei recenti sviluppi nella nostra regione, sono state adottate le misure necessarie per garantire la sicurezza dei nostri confini e del nostro spazio aereo e siamo in consultazione con la Nato e i nostri alleati"


La guerra lanciata da Stati Uniti e Israele contro l'Iran "è un fallimento". Lo ha dichiarato a Pbs News il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Il piano A è stato un fallimento e ora stanno provando altri piani, ma sono tutti falliti", ha spiegato, aggiungendo che Stati Uniti e Israele non hanno in mente una strategia finale e stanno quindi lanciando attacchi indiscriminati contro le aree residenziali. "Non vedo alcun obiettivo ragionevole che stiano perseguendo. Non sono riusciti a raggiungere i loro obiettivi all'inizio e ora, dopo 10 giorni, penso che siano senza meta", ha detto.


L'Idf, le forze di difesa israeliane, hanno emesso un ordine di evacuazione per alcuni edifici nelle città costiere libanesi di Tiro e Sidone, in vista di attacchi aerei contro le infrastrutture di Hezbollah. "Le Idf colpiranno le infrastrutture militari appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah", afferma il portavoce, il colonnello Avichay Adraee. I civili nella zona hanno ricevuto istruzioni di tenersi a una distanza di almeno 300 metri dagli edifici.


Secondo quanto riferito dalla Bbc, l'ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un "rifugio" se non intendono lasciare il Libano. In un avviso di sicurezza emesso stamani, l'ambasciata afferma che i cittadini statunitensi "dovrebbero seriamente considerare" di lasciare il Paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall'aeroporto Rafic Hariri di Beirut, se ritengono che sia sicuro farlo.


"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto, citato da Tasnim.


L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver "colpito" la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con "5 missili".


"Uno shock stagflazionistico sostanziale." Con queste parole il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis ha acceso un faro su uno degli scenari più temuti dagli economisti, parlando prima dell'Eurogruppo a Bruxelles. Ecco cos'è e perché l'Europa la teme


I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense nel Kurdistan iracheno. "Il quartier generale dell'esercito statunitense invasore nella base aerea di Al-Harir, nella regione del Kurdistan, è stato preso di mira con cinque missili", hanno dichiarato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram.


Il portavoce arabo dell'esercito israeliano, il colonnello Avichay Adraee, ha nuovamente avvertito gli abitanti del Libano meridionale, che si trovano a sud del fiume Litani: "Le Idf stanno operando con grande forza nella zona, per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente le vostre case e dirigervi a nord del Litani". Inoltre, le Forze di difesa israeliane affermano di aver completato un'ondata di attacchi aerei contro filiali dell'associazione Al-Qard al-Hasan, legata a Hezbollah e nota per essere utilizzata dal gruppo come rete finanziaria parallela. Secondo l'esercito, i raid condotti ieri hanno colpito diverse strutture e caveau dell'associazione. Nell'ultima settimana, ha dichiarato l'Idf, circa 30 strutture dell'istituzione finanziaria sono state colpite in tutto il Libano. L'esercito afferma che l'associazione viene utilizzata da Hezbollah per conservare denaro, gestire gli stipendi dei suoi operativi, trasferire fondi dall'Iran e acquistare armi.


Secondo quanto riportato da Afp, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista all'emittente americana Pbs News, ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà "molto presto". Inoltre, ha sottolineato che: "L'Iran è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno".


Una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito nella notte tra lunedì e martedì 10 marzo la capitale iraniana Teheran e altre città del Paese, provocando forti esplosioni e vittime tra i civili. Stando a quanto riferito da corrispondenti di Al Jazeera, almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. Raid sono stati segnalati anche in altre città, dove in alcuni casi si registrano interruzioni delle forniture di energia elettrica. Nonostante i tentativi diplomatici di alcuni Paesi per ridurre le tensioni, la situazione sul terreno appare ancora lontana da una de-escalation. La Mezzaluna Rossa iraniana ha ribadito frattanto la popolazione a evitare l'esposizione alla pioggia caduta sulla capitale dopo i bombardamenti iraniani contro decine di siti di stoccaggio petrolifero del Paese.


Se "fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz", l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "venti volte più forte" di quanto fatto finora. È il monito del presidente Donald Trump. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati "obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato".


L'Iran non vede più alcun margine per una soluzione diplomatica alle ostilità con gli Stati Uniti e si prepara a un conflitto di lunga durata. Lo ha dichiarato Kamal Kharazi, consigliere per la politica estera della Guida suprema iraniana, in un'intervista concessa all'emittente televisiva statunitense Cnn. "Non vedo più spazio per la diplomazia", ha affermato Kharazi, accusando il presidente statunitense Donald Trump di "aver ingannato gli interlocutori e non aver mantenuto le promesse" durante precedenti negoziati. Il dirigente iraniano ha aggiunto che le forze armate del Paese sono pronte a sostenere il conflitto ancora a lungo.


L'esercito israeliano ha condotto nella notte attacchi aerei su diverse località del sud e dell'est del Libano, roccaforti del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Lo ha riferito l'Agenzia nazionale di informazione libanese (Ani), secondo la quale l'aviazione israeliana ha bombardato diversi villaggi nelle regioni di Tiro e Jezzine (sud) e gli attacchi hanno colpito anche la parte occidentale della Bekaa (est).


Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran", ha scritto su X il ministero della Difesa.


Dopo la dichiarazione di Donald Trump secondo il quale "la guerra è vicina alla fine", non si è fatta attendere la riposta delle Guardie Rivoluzionarie iraniane: "Siamo noi a determinare la fine del conflitto". Secondo quanto riportato da Afp: "Gli equilibri e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate; le forze americane non porranno fine alla guerra", si legge nella dichiarazione.

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