È sopravvissuto a due dei disastri naturali più gravi nella storia del Venezuela: le frane di La Guaira del 1999 e ora il doppio terremoto, che ha causato oltre 1.700 morti e più di 5.000 feriti. Circa 27 anni dopo essere sfuggito alla cosiddetta tragedia di Vargas, Grian Serrano ha sfiorato di nuovo la morte. Dice di essere sopravvissuto "per miracolo di Dio" e ora si sta riprendendo nella casa del fratello a Caracas, insieme alla madre e al figlio. Da lì ha raccontato la sua incredibile storia.
Il doppio sisma
Grian Serrano ha 46 anni, fa il commerciante di lavoro e nel corso della sua vita è scampato a una doppia tragedia. L'ultima qualche giorno fa, quando i terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 hanno scosso il Venezuela. Serrano ha raccontato all'Associated Press di essersi ritrovato sotto macerie e travi d’acciaio quando la sua abitazione in un edificio di otto piani è crollata nella città di Caraballeda, a La Guaira, lo stato maggiormente colpito. Serrano ha ricordato come, nel buio totale, abbia scavato tra i detriti a mani nude prima di riuscire a salvare il figlio di 8 anni e la madre di 69 anni grazie anche all’aiuto di due passanti. "Sono sopravvissuto per miracolo di Dio", ha affermato il 46enne, che ha aggiunto di non voler più vivere a La Guaira. "Non è normale che cose così terribili accadano nello stesso posto. Sono un sopravvissuto per la seconda volta. A volte penso che, se ci fosse una terza volta, sarebbe lei a vincere la battaglia".
27 anni prima
Serrano ha visto con i suoi occhi anche la frana che colpì La Guaira nel 1999. Nel disastro naturale, noto anche con il nome di "tragedia di Vargas", accaduto tra il 15 e il 16 dicembre 1999, piogge torrenziali causarono la liquefazione dei terreni montuosi che sovrastano la costa. Enormi fiumi di fango, massi e detriti si riversarono a valle, spazzando via intere città. Dalla casa del fratello, dove si sta riprendendo dal doppio sisma con la famiglia, Serrano ha ricordato anche quegli attimi di terrore di fine millennio. L'uomo ha spiegato di essere stato svegliato dalle urla della collaboratrice domestica della famiglia, che aveva visto un fiume vicino straripare a causa delle piogge intense.
Dalla finestra osservò il fiume in piena trascinare via alberi, enormi massi e veicoli con persone intrappolate all’interno, che battevano sui finestrini e imploravano aiuto. Serrano fuggì dal suo appartamento al quarto piano insieme alla madre, alla sorella e alla tata, salendo sul tetto dell’edificio. Da lì videro le acque dell’alluvione sommergere i piani inferiori mentre enormi alberi si schiantavano contro le colonne della struttura, temendo che crollasse come altri edifici vicini. Poi la pioggia cessò e le acque iniziarono a ritirarsi. Dopo aver atteso invano i soccorsi, la famiglia si fece strada attraverso fango, rocce, detriti e alberi abbattuti fino alla casa dei nonni in un quartiere vicino. In conclusione, Serrano ha detto di non sapere cosa gli riserverà il futuro. Ma una cosa è certa: non vivrà mai più a La Guaira.
