E' l'opposto di "Fleximan": costruisce un autovelox davanti casa e mette le targhe sul "Muro della vergogna"
Grazie a una telecamera artigianale potenziata dall'Intelligenza artificiale, monitora il traffico, rileva la velocità dei veicoli e raccoglie dati in tempo reale
Se da noi Fleximan era diventato sui social il simbolo della protesta contro gli autovelox, nel Regno Unito nasce il suo opposto: un cittadino che usa l'AI per smascherare pubblicamente gli automobilisti che superano i limiti di velocità. La storia proviene da Stanford Rivers, un piccolo paese di poco meno di mille abitanti situato nel distretto di Epping Forest, nella contea dell'Essex, in Inghilterra. Armato di flessibile e con il favore dell'oscurità, Fleximan tagliava e abbatteva gli autovelox, lasciando talvolta sul posto, soprattutto nei primi raid nel Polesine, messaggi provocatori come "Fleximan sta arrivando".
A Stanford Rivers, invece, il misterioso residente, che secondo la BBC ha chiesto di restare anonimo, opera alla luce del sole. Grazie a una telecamera artigianale potenziata dall'Intelligenza artificiale, monitora il traffico, rileva la velocità dei veicoli e raccoglie dati in tempo reale. Il suo lavoro è stato elogiato anche dal consigliere John Adams, secondo cui le informazioni raccolte hanno aiutato il consiglio parrocchiale a individuare le fasce orarie più critiche e a indirizzare i controlli della polizia. I casi più gravi finiscono poi sul sito A113 Speederbot e sul suo "Wall of Shame", il muro della vergogna dedicato agli automobilisti più indisciplinati.
Il motivo per cui lo fa
Secondo quanto spiegato dallo stesso creatore di A113 Speederbot, l'obiettivo non è umiliare i singoli automobilisti e metterli alla gogna, ma attirare l'attenzione su un problema che considera molto serio: l'eccesso di velocità nel suo villaggio. A suo dire, molti conducenti attraversano il centro abitato ben oltre il limite di 30 mph (circa 48 km/h), con alcuni casi che arrivano fino a 60 mph. Le foto, infatti, vengono controllate dal creatore prima di essere pubblicate per assicurarsi che nessuno possa essere identificato. "Se qualcuno vede immagini lì sopra che non gli piace, può contattarci e considereremo sempre di rimuovere le immagini. Non siamo qui per turbare nessuno o perseguitare individui", tende a precisare il creatore lo Speederbot inglese, che si dice pronto a collaborare con la di Essex. Quest'ultima, per il momento, non ha approvato né condannato le sue azioni.
Come funziona
Una telecamera installata lungo la A113 che attraversa Stanford Rivers monitora costantemente il traffico e, grazie a un sistema basato sull'intelligenza artificiale, è in grado di calcolare la velocità dei veicoli analizzandone lo spostamento tra due fotogrammi consecutivi. A differenza degli autovelox tradizionali, non utilizza radar o laser, ma elabora le immagini raccolte dalla videocamera. I dati vengono quindi trasferiti automaticamente a un database e pubblicati sul sito A113 Speederbot, dove è possibile consultare statistiche e rilevazioni in tempo reale. Quando un automobilista supera una determinata soglia di velocità, il sistema salva un'immagine del passaggio. Prima della pubblicazione, però, il creatore controlla manualmente ogni foto per verificare che targhe, volti e altri elementi identificativi siano oscurati. I casi più gravi finiscono infine sul "Wall of Shame" e sui canali social del progetto.
