Trump: "Nel 2020 la Cina ha rubato milioni di dati, i voti elettronici e postali non sicuri"
Il presidente: "Da Pechino la più grande violazione della storia, non volevano che vincessi. Il nostro sistema troppo vulnerabile, il Midterm va messo al sicuro"
La Cina "ha messo a segno quella che è ritenuta la più vasta violazione di dati elettorali della storia e ha acquisito illecitamente i dati di 220 milioni di elettori statunitensi". Durante il discorso rivolto alla nazione, Donald Trump ha sferrato un attacco frontale a Pechino accusando direttamente di essere stata la regista della sconfitta contro Joe Biden nelle penultime elezioni presidenziali. E anche l' FBI avrebbe coperto "voti illegali" per il rivale democratico. "Non volevano che vincessi", ha dichiarato il titolare della Casa Bianca, che ha puntato il dito anche contro i membri del cosiddetto "Deep State": "Un gruppo di persone, in molti casi nella nostra intelligence, ha lavorato per sopprimere e minimizzare le informazioni sulla portata della sinistra ingerenza elettorale della Cina".
Una interferenza, secondo Trump, determinata da una debolezza del "nostro sistema di voto, che è ben lontano dal soddisfare gli standard di sicurezza". Il Presidente ha annunciato che la Casa Bianca desecreterà documenti che dimostrano le vulnerabilità e le debolezze del sistema americano, di cui ha criticato anche e macchine per il conteggio dei voti e i database per la registrazione degli elettori. "Circa 278.000 non cittadini americani sono registrati per votare nelle elezioni federali", ha affermato. Trump ha portato ad esempio, per dimostrare i brogli, i casi del Venezuela e della Cina. "La Cia ha ottenuto informazioni su un complotto legato al regime di Nicolas Maduro per truccare le elezioni americane del 2020", ha riferito, senza però portare prove a sostegno del fatto che ci sia riuscito.
Il tutto è sfociato in un "avviso" in vista delle elezioni di Midterm, in programma a novembre. "Metteremo tutto a posto - ha garantito Trump - vogliamo elezioni sicure e trasparenti, questo dovrebbe essere un obiettivo di tutte le forze politiche. Basterebbe che il Congresso approvasse il Save America Act. Per votare ci vuole un documento di identità con fotografia, è semplice. Il voto elettronico è vulnerabile, no a quello postale". Per il tycoon non poteva mancare, in un discorso incentrato sulla fragilità del sistema elettorale Usa, il riferimento alle elezioni del 2020, perse contro il dem Biden e delle quali tuttora denuncia presunti brogli. Le sue teorie sul voto rubato sono alla base dell'assalto al Congresso del 6 gennaio e molti temono che il suo nuovo attacco al sistema elettorale a pochi mesi dal voto (a novembre ci saranno le elezioni di Midterm) sia un tentativo di mettere le mani sul sistema elettorale e federalizzarlo, oppure creare i presupposti per dichiarare un'emergenza poco prima della tornata elettorale, al quale il suo partito è atteso perdere.
Davanti alle telecamere, il presidente ha poi accennato brevemente all'Iran e all'economia. Wall Street "avanza di record in record" e "l'ultimo dato dell'inflazione è stato il migliore da sei anni", ha notato, prima di passare alla campagna americana in Medio Oriente, sulla quale si è limitato a dire: "Abbiamo vinto in Venezuela. Stiamo vincendo in Iran e presto vedrete i frutti di questo lavoro".
La risposta di Pechino
Perplessità sulle rivendicazioni del presidente sono arrivate dai dem, ma non solo: anche Fox, emittente storicamente vicina al tycoon, non ha fornito cieco supporto all'inquilino della Casa Bianca. I suoi reporter hanno spiegato di non essere in grado di "corroborare le dichiarazioni" del presidente sul voto. Fox è uno dei netowrk che ha trasmesso in diretta tv il discorso del presidente, mentre altri hanno deciso di non farlo in tv ma solo sulle altre piattafrome perché non convinti della rilevanza del discorso e preoccupate dalla possibilità di spargere bugie. Proprio contro i media che hanno deciso di boicottarlo Trump si è scagliato durante il suo discorso. "Abc e Nbc hanno deciso di non trasmetterlo" perché "sanno quanto è corrotto il sistema e sono parte del complotto. Vogliono proteggere la sinistra", ha attaccato prima di minacciarle davanti a milioni di americani con la revoca delle loro licenze.
Non si fa attendere la replica del Dragone, con l'ambasciata cinese a Washington che ha dichiarato di non aver mai interferito - e non interferirà mai - nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti: "La Cina non ha mai interferito e non interferirà mai nelle elezioni presidenziali degli Stati Uniti", ha affermato un portavoce in una dichiarazione. La sede diplomatica ha sottolineato che la Cina ha sempre rispettato il principio della non ingerenza negli affari interni di altri Stati. "Le elezioni negli Stati Uniti sono una questione interna degli Stati Uniti. Il loro esito è determinato dal voto del popolo americano", si legge nella dichiarazione.
