RITORNO AGLI ANNI '90

Oasis mania: l'ultimo trend è vestirsi come i fratelli Gallagher

Capi di abbigliamento "ordinari" trasformati in un codice estetico ispirato allo stile di Liam e Noel. Nostalgico e riconoscibile, piace anche alla Gen Z

10 Set 2026 - 22:14
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Oasis mania: Noel e Liam Gallagher in due scatti degli anni Novanta e Duemila e a Venezia 83 per presentare "Don't Look Back In Anger", il documentario sulla loro reunion © Afp/Afp/IPA

Oasis mania: Noel e Liam Gallagher in due scatti degli anni Novanta e Duemila e a Venezia 83 per presentare "Don't Look Back In Anger", il documentario sulla loro reunion © Afp/Afp/IPA

Nostalgia brit. Gli Oasis non sono mai stati "vestiti bene" eppure sono entrati nell'immaginario collettivo anche con il loro modo di presentarsi sul palco e al pubblico. Freschi della loro presenza a Venezia 83 per il film documentario sulla loro reunion, "Oasis: Don't Look Back In Anger", presentato fuori concorso e approdato nei cinema, il loro guardaroba assume mai come ora una forte valenza simbolica. E sta vivendo un vero e proprio rilancio. 

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"Oasis mania": l'ultimo trend è vestirsi come i Gallagher

 Parka, cappelli a secchiello "bucket hat", occhiali da sole, polo e pantaloni larghi, magliette da calcio, giubbotti tecnici, sneakers. Un guardaroba riemerso insieme alle canzoni di Noel e Liam, il duo di Manchester. Il mito della band simbolo del Britpop diventa così un'uniforme: qualcuno ha rispolverato i vecchi pezzi sepolti nell'armadio dagli anni Novanta, per altri è scattata la caccia al vintage o alle capsule speciali create da diversi brand di moda.  

© Afp

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Oasis mania: Liam e Noel Gallegher a Londra per la premiere di "Don't Look Back In Anger", il documentario sulla loro reunion

Lo stile Oasis e i rimandi alla "lad culture"

 Un codice estetico immediatamente riconoscibile, che ha trasformato in feticcio capi di abbigliamento "ordinari", ovvero quelli che si vedono indossati nelle strade, negli stadi, nei pub. Lo stile degli ex "fratelli coltelli", per i fan, è da imitare e piace anche alla Gen Z. Casual, adatto alla working class e ricco di rimandi alla cosiddetta "lad", la sottocultura giovanile britannica nata negli anni Novanta e che oggi passa per la riscoperta delle maglie da calcio, delle polo, dei capi tecnici legati allo sportswear