operazione da 111 miliardi di dollari

Usa, via libera a Paramount sull'acquisizione di Warner Bros: c'è l'ok dell'Antitrust

Il dipartimento di Giustizia: "La fusione favorirà la concorrenza nell'intero ecosistema dei media e dell'intrattenimento"

13 Giu 2026 - 08:17
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Il Dipartimento della Giustizia Usa ha dato il via libera per l'acquisto di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount, eliminando così un ostacolo per la mega-operazione tra le due società di intrattenimento del controvalore di 111 miliardi di dollari.

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Nel dettaglio, la divisione antitrust ha precisato che la fusione probabilmente favorirà la concorrenza "nell'intero ecosistema dei media e dell'intrattenimento, con vantaggi per i consumatori e i lavoratori americani". L'unione tra Paramount e Warner è destinata a ridisegnare il settore americano dell'intrattenimento, riunendo sotto lo stesso tetto due storici studi televisivi e cinematografici, oltre a numerose testate giornalistiche, piattaforme di streaming e reti via cavo.

L'accordo di Paramount, annunciato a febbraio a chiusura di una lunga battaglia per il controllo del gruppo titolare di marchi come Harry Potter, Cnn e Hbo, ha generato numerosi dubbi sull'ipotesi di concentrazione e riduzione di realtà cinematografiche a cui proporre progetti o di una riduzione delle piattaforme per la fruizione di contenuti. Nella sua nota, il Dipartimento ha affermato che l'operazione, unendo Hbo Max e Paramount+, probabilmente stimolerà il mercato dello streaming video in modo da "offrire ai consumatori un'alternativa competitiva più solida" rispetto ad altre grandi piattaforme, respingendo i timori di ripercussioni negative sulla forza lavoro di Hollywood, sulla valutazione che società nata dalla fusione avrà tutto l'interesse a mantenere o incrementare i livelli di produzione.

Paramount ha riferito di essere concentrata sul completamento dell'operazione "nel più breve tempo possibile", già entro la fine di luglio, malgrado manchino le relative approvazioni dalle autorità di regolamentazione europee. Diversi Stati americani, guidati dal procuratore generale della California Robert Bonta, stanno valutando di intentare una causa per bloccare l'accordo a causa proprio dei timori antitrust, ha riferito il Wall Street Journal.

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