Quella di fondo al +1,9%

Istat, l'inflazione accelera: +1,5% nel 2025 | Cresce il carrello della spesa

Confermate le stime preliminari. A dicembre tasso +1,2% rispetto allo stesso mese del 2024

16 Gen 2026 - 12:14
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A dicembre 2025, l'indice nazionale dei prezzi al consumo mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell'1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente). Lo afferma l'Istat confermando le stime preliminari del tasso di inflazione. In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell'1,5% in accelerazione dall'1% nel 2024. L'inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l'"inflazione di fondo") e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell'1,9% (+2,0% nell'anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024).

Peso sulle famiglie

 Negli ultimi anni l’andamento dei prezzi ha evidenziato forti squilibri tra inflazione generale e beni essenziali. Secondo l’Istat, tra il 2021 e il 2025 l’indice complessivo dei prezzi al consumo è aumentato del 17,1%, mentre il carrello della spesa ha registrato un incremento del 24%, con un divario di circa sette punti percentuali che ha spinto l'Antitrust ad avviare un’indagine sui listini alimentari. I dati definitivi diffusi dall’istituto di statistica per il 2025 confermano inoltre un’accelerazione dell’inflazione con un impatto significativo sui bilanci familiari: secondo il Codacons, l’aumento dei prezzi si traduce in un aggravio fino a 496 euro annui per una famiglia tipo e a 685 euro per un nucleo con due figli. A pesare maggiormente sono stati soprattutto gli alimentari e i servizi di ristorazione e ricettivi, in aumento del 3,4%, con forti differenze territoriali che vedono la Puglia in testa per rincari e Molise e Valle d’Aosta tra le regioni meno colpite.

I rincari

 Sull’andamento dell’inflazione media annua incidono in particolare le dinamiche dei beni energetici e degli alimentari. Nel 2025 i prezzi degli energetici regolamentati, come elettricità e gas a tariffa amministrata, registrano un forte rialzo (+16,2%), dopo il lieve calo del 2024, mentre gli energetici non regolamentati, come carburanti e gas sul mercato libero, restano in diminuzione ma con un calo più contenuto (-3,8%). In aumento anche i beni alimentari non lavorati, tra cui frutta, verdura, carne e pesce fresco, che segnano un +3,4%. Accelerazioni dei prezzi si osservano inoltre nella divisione abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+1,1%), nei prodotti alimentari e bevande analcoliche (+2,9%) e nell’istruzione (+2,6%), che comprende ad esempio tasse scolastiche e servizi educativi. In rallentamento risultano invece i trasporti, con prezzi in lieve flessione (-0,2%), i servizi di ristorazione e ricettivi (+3,4%), gli arredi e i servizi per la casa (+0,3%) e il comparto ricreazione, spettacoli e cultura (+0,9%), come cinema, eventi e attività sportive.

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