Petrolio, tutti gli shock del prezzo dall'inizio della guerra in Iran
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Festeggiano le Borse europee, si allontana l'inflazione e un intervento delle Banche centrali sui tassi d'interesse. A picco il greggio a New York
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Le Borse europee "brindano" alla tregua di due settimane tra Stati Uniti e Iran, inizialmente condizionata alla riapertura dello Stretto di Hormuz, prima di un nuovo stop per i raid israeliani in Libano. Uno scenario che ha provocato il crollo del prezzo del petrolio e del gas, con gli investitori che vedono allontanarsi un aumento dell'inflazione e l'intervento delle Banche centrali sui tassi d'interesse. Sul fronte valutario, l'euro è in risalita sul dollaro (1,1682 sul biglietto verde). In forte calo i rendimenti dei titoli di Stato.
Fin dall'apertura in netto rialzo Francoforte e Parigi, così come Milano e Madrid. Francoforte regina della giornata: il Dax di Francoforte balza del 5,13%, il Cac 40 di Parigi del 4,49% e l'Ibex 35 di Madrid del 3,9%. In deciso rialzo anche l'Aex di Amsterdam che avanza del 3,22% seguito dal Ftse 100 di Londra in rialzo del 2,52%. Per Milano il rialzo è stato del 3,7%. Gli acquisti hanno premiato un po' tutti i comparti, eccetto ovviamente i petroliferi come l'italiana Eni (-5,5%) e i gruppi dell'energia. Volano in particolare le compagnie aeree e le società di viaggi e al turismo. In Europa Ryanair ed Air France sono salite di oltre l'11%, Lufthansa più del 10% così come United Airlines e American Airlines a New York.
I future sul petrolio greggio statunitense Wti sono crollati del 15% a circa 95 dollari al barile. Cala anche il Brent, che cede il 13% sotto i 95 dollari. Entrambi i prezzi rimangono ben al di sopra dei livelli di inizio guerra. I future sull'Indice S&P 500 sono saliti invece del 2,4%. Ad Amsterdam le quotazioni del gas scendono del 15%, a circa 45 euro al megawattora. A New York il petrolio ha chiuso in picchiata a 94,41 dollari al barile, perdendo complessivamente il 16,41%.
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Lo spread tra Btp e Bund si attesta a 76 punti, con il tasso del decennale italiano che scende di 27 punti base al 3,68% e quello tedesco al 2,91% (-16 punti).
In rialzo il prezzo dell'oro che si attesta a circa 4.790 dollari l'oncia, con un incremento del 3%.