AUMENTANO I PREZZI

Carburanti, termina l'ultimo sconto del governo: le accise sul gasolio rincarano di 6,1 centesimi

Niente accise mobili: manca il decreto in Gazzetta. Per la prima volta da marzo nessun beneficio fiscale

06 Ott 2026 - 07:00
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È scaduto alla mezzanotte del 5-6 ottobre l'ultimo sconto fiscale sui carburanti varato dal governo il 16 settembre e finanziato con tagli ai ministeri. Le accise sul gasolio rincarano quindi di 6,1 centesimi senza che il meccanismo delle accise mobili compensi la fine dello sconto fiscale applicato finora. In Gazzetta Ufficiale, infatti, non compare il decreto interministeriale di Mase e Mef che sarebbe stato necessario per utilizzare l'extragettito Iva per ridurre le accise. È la prima volta da marzo 2026 che i tagli fiscali sui carburanti scompaiono del tutto, ossia da quando è stato approvato il primo decreto legge in seguito alla guerra tra Usa, Israele e Iran.

Il decreto sulle accise mobili

 L'atteso decreto interministeriale dei ministeri dell'Economia e della Sicurezza energetica sulle accise mobili avrebbe dovuto indicare i carburanti interessati dallo sconto fiscale, l'ammontare dello sconto e il periodo di applicazione. Come spiegato dalla premier Giorgia Meloni, "il meccanismo delle accise mobili significa che lo Stato non prende una lira dall'aumento, perché quello che prende in più dall'aumento del costo del carburante lo rimette per tagliare il prezzo alla pompa".

In altre parole, il taglio delle accise sui carburanti viene finanziato con l'extragettito dell'Iva sul greggio del mese precedente, dovuto all'aumento delle quotazioni internazionali. Rispetto agli sconti finanziati con fondi pubblici, non va ad aumentare il deficit, ma permette una riduzione dei prezzi inferiore.

Il price cap

 Il governo, settimane fa, aveva annunciato di voler abbandonare i tagli generalizzati sui carburanti (che favoriscono i più ricchi che consumano di più) e passare a misure mirate per le categorie più esposte (i meno abbienti e gli autotrasportatori). Nel frattempo, Eni il 25 settembre ha annunciato un price cap sui suoi prodotti di 2,19 euro sul gasolio e 1,99 euro sulla benzina, attivo dal 28 settembre per i successivi 30 giorni. Uno sconto sui carburanti per 30 giorni, a partire dal 27 settembre, è stato annunciato anche dal gruppo azero Socar, che controlla Ip. Il 29 settembre è stato seguito a ruota dalla kuwaitiana Q8. Infine è arrivata la libica Tamoil. Il price cap ha fatto scendere i prezzi medi alla pompa.

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La riunione di giovedì

 Per giovedì 8 ottobre è previsto un incontro tra il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e le aziende della raffinazione attive sul territorio italiano. L'obiettivo è fare il punto sulla situazione e valutare la possibilità di incrementare la produzione, così da contribuire alla riduzione dei prezzi.

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