IA e social al setaccio per incastrare gli evasori, l'Agenzia delle entrate smentisce: "Ricostruzioni fantasiose"
Nei giorni scorsi l'Agenzia delle entrate era stata accusata di usare la tecnica del "data scraping". Ora arriva la smentita: "Tutto falso"
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L'Agenzia delle entrate non utilizza la tecnica del data scraping per controllare a tappeto i contribuenti, incrociando dati "ufficiali" e informazioni prese dai social media. Con un comunicato stampa il Fisco ha smentito le notizie circolate negli scorsi giorni, che parlavano anche dell'uso del fantomatico sistema "Vera" per contrastare l'evasione fiscale attraverso l'intelligenza artificiale: "Si tratta di ricostruzioni del tutto fantasiose e che nulla hanno a che vedere con la realtà dei fatti".
Cos'è il data scraping
Il data scraping, inteso nella sua accezione più larga, è quella pratica informatica che permette di estrarre o collezionare dati dal web setacciando siti o piattaforme terze. Riguardo all'Agenzia delle entrate, la pratica avrebbe dovuto assumere una definizione più specifica. Il Fisco, secondo l'ipotesi poi smentita, avrebbe dovuto raccogliere e analizzare le informazioni e le tracce che i contribuenti lasciano volontariamente su internet, dai social ai siti di e-commerce, costruendo un profilo più rotondo per quanto riguarda le disponibilità economiche della persona. Una pratica che, come ha specificato l'Agenzia nella sua nota "nell'ordinamento italiano non è prevista". E che dunque l'Agenzia delle entrate non ha adottato.
L'IA nei controlli fiscali? "Non corrisponde al vero"
Un capitolo a parte, ma neanche del tutto separato, è quello di "Vera". O meglio Ve.R.A., acronimo di Verifica rapporti addestrata. Si tratterebbe di un sofisticato sistema di intelligenza artificiale che riuscirebbe a elaborare in pochissimi secondi una miriade di dati, a cui attinge avendo accesso all'Archivio dei rapporti finanziari (bonifici, spese, acquisti con carta e bancomat di beni di lusso), alle dichiarazioni dei redditi, al registro del Catasto e alla fatturazione elettronica. Una capacità di elaborazione impensabile fino a pochissimi anni fa. Confrontando poi i risultati ottenuti da Vera con quelli del data scraping, gli agenti del fisco potrebbero rilevare il divario tra il reddito dichiarato ufficialmente e l'effettivo tenore di vita dei contribuenti. Condizionali in questo caso d'obbligo dato che l'Agenzia delle entrate ha smentito categoricamente anche l'utilizzo dell'IA: "Non corrisponde al vero che esista un algoritmo denominato Verifica rapporti addestrati. L'Agenzia delle entrate agisce nel pieno rispetto delle norme in materia di trattamento dei dati personali e della legge n. 132/2025, che proibisce l'utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale per la creazione di provvedimenti amministrativi".
