Mega-incendi killer: l’allarme dell’Organizzazione meteorologica mondiale
Prodotti della crisi climatica, causano più di 100.000 morti all’anno
di Redazione E-Planet© Getty
Il recente rapporto dell’Organizzazione meteorologica mondiale (WMO), pubblicato a settembre 2026, lancia un drammatico allarme sull’impatto sanitario globale dei mega-incendi, fenomeni sempre più devastanti e frequenti a causa della crisi climatica.
Secondo lo studio, gli eventi estremi legati ai roghi sono triplicati dagli anni '90 a oggi, provocando una media stimata di circa 100.000 decessi prematuri all'anno a livello globale. Gli scienziati avvertono che questo dato rappresenta addirittura una sottostima del problema, poiché i modelli di calcolo tradizionali non riescono a quantificare appieno l'effettiva tossicità dei fumi da biomassa, che si rivelano molto più nocivi rispetto alle normali polveri industriali o da traffico stradale.
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L'esposizione prolungata al particolato fine PM2.5 generato dagli incendi causa gravi infiammazioni sistemiche, esacerbando patologie respiratorie e cardiovascolari acute. Il dossier evidenzia come le ingenti colonne di fumo tossico riescano a viaggiare per migliaia di chilometri superando i confini nazionali, vanificando gli sforzi di contenimento dell’inquinamento urbano intrapresi da molti paesi.
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A risentire maggiormente di questo circolo vizioso sono le popolazioni vulnerabili, come anziani, bambini e soggetti con patologie pregresse, con picchi di mortalità allarmanti registrati soprattutto nell'Africa subsahariana e nell'Europa dell'Est. Il report evidenzia infine che, a causa del costante aumento delle temperature e della siccità, diventerà sempre più complesso rispettare le linee guida sulla qualità dell'aria stabilite dall'Organizzazione Mondiale della Sanità. Il WMO esorta pertanto i governi a integrare con urgenza le politiche climatiche con quelle sanitarie.
