I CONSIGLI DI GREENPEACE

Le nostre case diventano oasi di biodiversità

In occasione della Giornata Mondiale delle Api (20 maggio) e della Biodiversità (22 maggio), Greenpeace Italia lancia una guida pratica per trasformare balconi, terrazzi e giardini in piccole oasi per gli impollinatori, minacciati da pesticidi

di Redazione E-Planet
20 Mag 2026 - 11:46
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Gli insetti impollinatori stanno scomparendo dai nostri ecosistemi. Tra le cause, anche l'uso massiccio dei pesticidi, presenti in 1 alimento su 2.

Le api e gli altri impollinatori garantiscono la riproduzione del 75% delle colture alimentari mondiali (in Europa circa l’80% delle specie coltivate dipende dall’impollinazione degli insetti, dati ISPRA). Senza di loro, addio mele, fragole, zucchine, mandorle, ciliegie. Eppure, proteggere gli impollinatori può partire anche da piccoli gesti quotidiani: un balcone fiorito, una pianta aromatica sul davanzale, un terrazzo trasformato in rifugio naturale.

In occasione della Giornata Mondiale delle Api (20 maggio) e della Giornata Internazionale della Biodiversità (22 maggio), Greenpeace Italia lancia “Fiori amici delle api”, una guida pensata per aiutare le persone a scegliere piante e fiori che possano nutrire api, farfalle e altri insetti impollinatori anche negli spazi urbani. 

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Lavanda, rosmarino, calendula, borragine e girasole sono alcune delle specie consigliate nella guida: fiori comuni, facili da coltivare e preziosi per l’ambiente. Una risposta concreta e accessibile contro la progressiva scomparsa degli impollinatori, fondamentali per la produzione alimentare mondiale e per la tutela della biodiversità. 

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LAVANDA, ROSMARINO, GIRASOLE, CALENDULA E BORRAGINE: COME AIUTARE LE API

- Lavanda: oltre a profumare balconi e terrazzi, la lavanda è una delle piante più amate dagli impollinatori grazie al suo nettare abbondante. Resistente al caldo e facile da coltivare anche in vaso, attira api e farfalle per tutta l’estate.

- Rosmarino, il profumo in terrazza e in cucina: presente in moltissime case italiane, il rosmarino è un prezioso alleato, oltre che in cucina, anche per gli impollinatori. I suoi piccoli fiori rappresentano una fonte privilegiata di nutrimento per le api, soprattutto nei mesi più freddi quando le altre fioriture sono più rare.

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- Girasole, un tesoro di nettare e polline: colorato, iconico e facilissimo da riconoscere, il girasole produce grandi quantità di polline e nettare. Una sola pianta può attirare numerosi insetti impollinatori, contribuendo alla biodiversità urbana.

- Calendula, perfetta anche per chi non ha il pollice verde: la calendula cresce facilmente in vaso, richiede poche cure e regala fioriture luminose per mesi. È particolarmente apprezzata dalle api e rappresenta una soluzione ideale anche per piccoli balconi cittadini.

- Borragine, fiori ricchi di nettare e buoni da mangiare: meno conosciuta ma amata tantissimo dagli impollinatori, la borragine è una pianta spontanea che produce caratteristici fiori blu violacei ricchissimi di nettare ed è presente in numerose ricette regionali, come i celebri pansotti liguri.

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- Scegliere prodotti bio: prediligere, se possibile, prodotti da agricoltura biologica perché sono una garanzia di meno residui di pesticidi in tavola e di aree di produzione più sicure per api e impollinatori.

- Evitare pesticidi dannosi nel giardinaggio: per chi fa giardinaggio o orti domestici, evitare pesticidi ed erbicidi chimici, dannosi per la biodiversità e la salute umana, adottando pratiche di lotta integrata basate sulla prevenzione, su interventi meccanici e sull’adozione di tecniche agroecologiche ormai ampiamente sperimentate.

UN ALLARME CHE NON POSSIAMO PIÙ IGNORARE

Secondo i dati più recenti, circa la metà degli alimenti sugli scaffali italiani contiene residui di pesticidi, con picchi che possono arrivare a due terzi nella frutta. Un cocktail di sostanze chimiche che, oltre a minacciare la biodiversità, espone a potenziali rischi anche la nostra salute. In Europa, una specie su dieci di api e farfalle è già minacciata di estinzione e una su tre è in declino.

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Le conseguenze sono già visibili: farfalle, bombi, numerose specie di api selvatiche e di altri impollinatori rischiano l’estinzione: un collasso silenzioso, causato in larga parte dall'uso massiccio di pesticidi in agricoltura” - spiega Silvia Visca, responsabile del Programma Biodiversità di Greenpeace Italia. Neonicotinoidi sistemici come l’acetamiprid, vengono assorbiti dalle piante e trasferiti in nettare e polline, esponendo gli impollinatori a gravi rischi come perdita dell’orientamento, apprendimento e sistema immunitario. Anche il glifosato, l’erbicida più conosciuto, ha effetti sia cronici, perché influisce sul sistema immunitario e nervoso degli impollinatori, ma anche indiretti, come la distruzione delle loro risorse alimentari.