MODA E IMPATTO AMBIENTALE

Allunghiamo la vita di abiti e calzature

Ogni anno compriamo 19 Kg di tessuti e ne buttiamo 12

di Redazione E-Planet
06 Mar 2026 - 16:00
 © Unsplash

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Sfilate, locali, creazioni geniali, un ritorno d’immagine mondiale: i riflettori sulla Milano Fashion Week si sono spenti da poco ma c’è un aspetto spesso poco considerato che investe questo mondo: il suo impatto ambientale. Da una parte la produzione di abiti cresce rapidamente, dall’altra i capi nell’armadio restano sempre meno a lungo e vengono buttati.

Secondo la Ellen MacArthur Foundation, tra il 2000 e il 2015 la produzione mondiale di abbigliamento è raddoppiata, mentre il numero medio di volte in cui un capo viene indossato è diminuito del 36%. E dopo la pandemia il trend è peggiorato: uno studio dell’Agenzia Europea per l’ambiente (EEA) il consumo tessile pro capite nella UE è aumentato da 17 kg a 19 kg di tessuti all’anno tra il 2019 e il 2022, con circa 12 kg – abbastanza per riempire una valigia – buttati ogni anno.

Il settore tessile è tra quelli che esige un grande dispendio di materie prime, acqua ed energia. Accorciare il ciclo di vita dei prodotti moltiplica gli impatti ambientali legati alla produzione, al trasporto e allo smaltimento. Per questo motivo, ricorda Ecotessili, il consorzio italiano per la raccolta e il recupero dei rifiuti tessili in ambito EPR, la durata effettiva di un capo è uno dei fattori chiave per migliorarne l’impatto ambientale e che scelte di consumo sostenibile possono allungarne la vita utile. Ecco alcune strategie e suggerimenti da mettere in atto: 

1. scegliere qualità e durabilità: privilegiare prodotti realizzati con materiali resistenti e progettati per durare nel tempo;

2. attenzione alla composizione complessa: i capi che presentano un mix di fibre sintetiche, difficili da separare, rendono il riciclo costoso e complicato, quando non impossibile;

3. curare la manutenzione: seguire le indicazioni di lavaggio riportate in etichetta, limitare i trattamenti aggressivi e intervenire quanto prima su macchie e piccoli danni;

4. riparare prima di sostituire: sistemare bottoni, cerniere o suole può evitare la dismissione anticipata;

5. riutilizzare e condividere: donare, scambiare o acquistare usato consente di estendere la vita dei prodotti e ridurre la domanda di nuovi articoli;

6. conferire correttamente a fine vita: quando un capo non è più riutilizzabile, è fondamentale destinarlo alla raccolta differenziata tessile per favorirne il recupero dei materiali.

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«L’economia circolare nel tessile inizia dalla consapevolezza e dall’adozione di comportamenti virtuosi. – sottolinea Giancarlo Dezio, direttore generale di Ecotessili – Fare acquisti pensando alla durata dei capi, utilizzarli il più possibile e, solo in ultima istanza, destinarli alla raccolta differenziata è la sequenza di azioni che permette di contrastare la crescita dei rifiuti tessili».