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Piccola guida al litigio costruttivo

A casa, in famiglia e sul lavoro le occasioni di scontro sono infinite: impariamo a farci valere, ma senza mancare di rispetto allʼaltro

Piccola guida al litigio costruttivo

Essere sempre d’accordo con chi ci circonda è impossibile e addirittura innaturale: ognuno ha la propria testa e le proprie idee e sarebbe strano se non fosse così. Essere chiamati a sostenere le proprie posizioni è un fatto quotidiano: l’importante è litigare in modo corretto, oltre che efficace. Esiste un modo di confrontarsi che, senza rinunciare a far valere le proprie convinzioni, garantisce la correttezza della discussione, il rispetto reciproco e, a volte, persino la migliore soluzione per il problema oggetto dello scontro.

NON TUTTI I LITIGI VEGONO PER NUOCERE- Il fatto di non scontrarsi mai non è sempre il segnale di un rapporto limpido e cordiale. Avere sempre le stesse opinioni di un altro e concordare sempre al 100 per 100 è in realtà quasi innaturale. Significa che uno dei due subisce le decisioni dell’altro e le accetta per amor di pace, per malinteso senso del dovere o per non doversi mettere in gioco in prima persona. Via libera dunque allo scambio d’opinione franco e sincero, anche a costo di un pizzico di animosità, ma senza alzare la voce: se dovesse capitare scusiamoci immediatamente e giustifichiamo il nostro atteggiamento con la passione che ci coinvolge nella questione sul tappeto.

NO AGLI ATTACCHI PERSONALI – Ricordiamo sempre che si discute su un problema, non sulle persone. Al bando dunque gli attacchi personali: atteggiamenti di questo genere sono, oltre che poco educati, anche controproducenti. Quando ci si sente messi in discussione in modo personale si smette di ascoltare e di dibattere, ci si mette sulla difensiva e si perde di vista l’argomento del dibattito. In cu clima di questo genere chi assiste allo scontro eviterà di esprimere la propria opinione, per non sentirsi attaccato a propria volta.

EMOZIONI SOTTO CONTROLLO – Per quanto il soggetto del dibattito possa toccarci da vicino, sforziamoci di mantenere le nostre emozioni sotto controllo. Mai alzare troppo la voce, tanto meno lasciarsi andare a espressioni e gesti volgari. Evitiamo di abbandonare il luogo della discussione, magari in modo plateale, lasciando il discorso a metà. Se ci pare di essere sul punto di perdere il controllo, chiediamo di fare una breve pausa, ad esempio per andare a bere un po’ d’acqua. Utilizziamo questa breve pausa per riprendere la padronanza di noi stessi e, al limite, chiediamo un time-out, stabilendo di riprendere il discorso più tardi a una data ora.

SCORDIAMOCI IL PASSATO Cerchiamo di non estendere il litigio ad argomenti diversi da quelli che sono sul tappeto, senza tirare in ballo i massimi sistemi, il brutto carattere del nostro interlocutore o i suoi difetti (di nuovo siamo sugli aspetti personali di cui abbiamo detto sopra), e altri fatti irrilevanti ai fini della discussione. Evitiamo soprattutto di rivangare vecchi episodi del passato, nei quali ci è parso di essere stati trattati ingiustamente. E’ più costruttivo limitarsi al qui e all’ora.

E SE IL NOSTRO AVVERSARIO E’ IL PARTNER… - Tutto questo vale all’ennesima potenza. Purtroppo sono anche molto più frequenti le occasioni di dissidio. In questo caso il rispetto e l’autocontrollo possono essere più difficili, così come può essere più complicato mantenere sotto controllo l’argomento della lite senza dilagare su fatti e situazioni diverse. In questo caso, prima di cominciare una lite, vale la pena porsi questa domanda: tra due giorni sarò ancora arrabbiato con lei o con lui per questa cosa? Se sì, vale la pena affrontare la questione, anche con fermezza. Altrimenti, forse, è meglio rinunciare in partenza e passarci sopra. Magari lasciando cadere una frase o un gesto per segnalare il nostro disagio e per chiedere di evitare… la prossima volta. Con un un'unica accortezza: mai litigare, o anche solo discutere animatamente, davanti ai bambini.

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