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"Ripartire vuol dire anche rinnovare la propria immagine"

Determinata a trovare nuove strategie e modalità di business Mena Marano, Amministratore Delegato di Silvian Heach, si racconta a Tgcom24

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Ciao Mena, noi ci conosciamo già. Inizierei questa nostra chiacchierata cercando di capire come state vivendo questa situazione di grande difficoltà.
Per quanto ci riguarda, stiamo affrontando questo periodo con grande determinazione. Si tratta di fronteggiare una realtà complessa e difficile e per questo, dopo un primo momento in cui abbiamo cercato di capire cosa stava succedendo, ci siamo fermati a ragionare per individuare possibili scenari e strategie future. Abbiamo anche fatto fronte alle necessità e ai problemi dei nostri clienti cercando di limitare i danni il più possibile.

 

Spiegami meglio: quali sono stati i problemi più grossi da affrontare?
Tanto per cominciare, abbiamo dovuto stoppare tutta la consegna della collazione Primavera/Estate. Naturalmente questo ha determinato problemi finanziari e una crisi di liquidità, che le istituzioni non sono state in grado di limitare. Ecco perché abbiamo dovuto concentrarci sul domani e ideare nuove strategie capaci di garantirci continuità e stabilità a fronte di un calo del fatturato di almeno il 30%.

 

Cosa avete deciso di fare?
Dopo i primi quindici giorni passati a ridurre gli ordini invernali e a intervenire con attività a breve termine per contenere il drammatico impatto economico, abbiamo deciso di chiudere delle attività non centrali, dei negozi, poi abbiamo ridotto le collezioni, riorganizzato la divisione digitale, naturalmente senza trascurare le attività ordinarie.

 

Pensi sia un evento destinato a lasciare strascichi?
A mio modo di vedere, si tratta di un disastro economico che avrà un impatto su almeno i prossimi 12 mesi. Le vittime e i danni arrecati non sono chiari a tutt’oggi, ma sicuramente capiremo meglio nei prossimi mesi. In un primo momento si è data importanza alla salute, com’era giusto che fosse, ma anche l’impatto economico non si può non tenere sotto controllo, anche perché si è andato a sovrapporre a un tessuto già debole qual è quello del nostro Paese.

 

A proposito di strategie quindi su cosa avete puntato?
Ci siamo concentrati su nuove modalità di vendita, abbandonando il classico campionario e i canonici sei mesi di anticipo per acquistare i capi da mettere in negozio, dando ai clienti la possibilità di assistere a dei “virtual show”, che semplificano l’attività di vendita, rendendola più facile e veloce. Inoltre, sulla nostra piattaforma è possibile scaricare immagini così da poter consentire ai negozianti di fare la loro vendita anche come e-shop. 

 

Un modo smart di vedere il mondo del fashion.
Assolutamente sì. Basta a tempi lunghi e processi costosi: occorre riorganizzare accorciando i tempi ed evitando ai negozianti una sovraesposizione finanziaria, ma dando loro la possibilità di acquistare quello che pensano di poter riuscire a vendere. D’altra parte, il settore moda, come quasi tutta la nostra vita, non sarà più assolutamente uguale al quello che è stato finora, perciò occorre cambiare il nostro modo di pensare e la nostra cultura.

 

Già da tempo avevi espresso la volontà di riportare la produzione in Italia.
Sono almeno tre i motivi per cui occorre ripensare alla produzione entro i confini nazionali o al massimo europei: accorciare la filiera e i tempi troppo lunghi che hanno caratterizzato questo settore, dare valore al Made in Italy da sempre sinonimo di qualità ed eccellenza, far ripartire l’economia dando nuovo slancio al Paese.

 

Oltre che imprenditrice, sei anche mamma: il confronto con i giovani è stato utile?
Fondamentale, direi. Noi siamo il passato, i ragazzi invece hanno una visione più attuale, moderna: sono il nostro futuro. Proprio qualche giorno fa, mio figlio ci faceva riflettere su come la nostra famiglia rappresenti una squadra ove non manca la storia, la tradizione, ma anche l’innovazione e il progresso. Potersi confrontare quotidianamente costituisce un vantaggio competitivo enorme, una vera fortuna.

 

Come napoletana, come ti senti nei confronti di come è stata gestita l’emergenza in Campania?
Ammetto di essere molto orgogliosa di come siamo stati attenti e rigorosi e nell’aver fatto il nostro dovere con serietà e correttezza. I risultati sono stati eccellenti, ma credo che adesso sia ora di ricominciare senza più attendere, così come è stato fatto in altre Regioni d’Italia.

 

Oltre due mesi chiusi in casa ci hanno fatto perdere un po’ la voglia di rinnovare il guardaroba. Un tuo consiglio?
Ripartire vuol dire anche rinnovare la propria immagine, come ci vediamo e come vorremmo essere. Oltre a parrucchiere ed estetista, la ripartenza passa anche dall’armadio. Un nuovo outfit, allegro, colorato, attuale è capace di darci nuova energia e voglia di vivere. Abbiamo temuto molto per la nostra salute e ci siamo concentrati sul benessere, adesso è il momento di cedere a qualche frivolezza e regalarci un po’ di coccole anche con l’acquisto di un abito nuovo. Un pizzico di sana follia, l’essere leggermente spericolati ci fa sentire vivi: in fondo, abbiamo capito che i progetti a lungo termine possono essere spazzati via in un batter di ciglia. Concediamoci allora un piccolo lusso acquistando qualche capo nuovo, ci farà sentire meglio e pronti per affrontare con entusiasmo l’estate che sta per iniziare. 

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