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Olivia Ghezzi Perego, la stilista del bon ton anni ’50

Dal talento della giovane designer milanese nasce Maison Olivia: splendidi abiti dalla linea rétro.

Olivia Ghezzi Perego mi riceve nel suo showroom in Porta Romana, nel pieno centro di Milano. Uno spazio elegante dove la mia attenzione viene rapita dagli splendidi abiti dalla linea rétro che vestono i corpi flessuosi dei manichini. Ovunque tessuti preziosi, colori brillanti, figurini appena accennati a matita, che però già raccontano una nuova storia. Questa è Maison Olivia, brand di moda nato nel 2008 dalla tenacia, dall’estro creativo e dalle competenze, maturate direttamente sul campo, della giovane stilista milanese.
Olivia è radiosa, sfoggia uno dei suoi capi con disinvoltura e si racconta con altrettanta naturalezza. Le sue parole, i suoi gesti, il suo sorriso rivelano tutta l’emozione di chi ha percorso la propria strada con entusiasmo e determinazione. Ed ha raggiunto la meta.

Quando hai scoperto il tuo talento creativo? Qualche particolare esperienza ti ha indirizzata verso il pianeta della moda?
Sin da ragazzina ho sempre rivolto un occhio attento e curioso a tutto ciò che si presentava davanti a me come forma d’arte. Ero attratta dalla creatività in ogni sua espressione. All’inizio mi sono lasciata sedurre dal teatro e ho frequentato alcuni corsi di recitazione. L’amore per la moda è nato per caso, come tutte le più grandi passioni. Mia mamma aveva un atélier in Brera, confezionava su misura abiti per i diciottesimi e per i balli delle debuttanti. All’epoca avevo tredici anni e, quando lei andava a Parigi per la scelta dei tessuti e degli accessori, mi portava con sé. In questi viaggi alla ricerca di nuove idee, io esprimevo sempre il mio parere e, quasi per gioco, orientavo le sue scelte. E’ stato allora che mi sono accorta di avere un fiuto innato per le nuove tendenze e soprattutto di essere capace di interpretare quello che le donne amano indossare.

Com’è nata Olivia stilista?
Dopo il liceo mi sono iscritta allo IED di Milano, dove mi sono confrontata con idee creative originali di grande fascino, anche se non sempre di facile applicazione nella vita quotidiana. Ma, dal mio punto di vista, il bello deve conciliarsi con la portabilità. Questo mio pragmatismo, insieme alla vocazione all’indipendenza, mi ha indirizzata anche nelle decisioni professionali. Ho dunque optato per una scelta di autonomia economica, abbandonando, sia pure a tempo determinato, il percorso creativo in favore di un’esperienza nel settore commerciale. Mi sono ritrovata ad occuparmi della organizzazione delle campagne vendite per Alberta Ferretti, con l’obiettivo di arrivare ad autofinanziare una mia piccola collezione di moda. Per cinque anni mi sono destreggiata tra i due lavori, sostenendo ritmi frenetici e sacrificando il mio tempo libero, sempre mossa dal desiderio di veder realizzato il mio sogno. E finalmente la mia prima capsule ha preso forma: abiti con cappottino in abbinata che si ispiravano al cocktail dress anni’50. Una linea monoprodotto, composta da pochi pezzi, con estrema cura per i dettagli e per i materiali. Piano piano sono arrivate anche le soddisfazioni: un corner in Rinascente e tante fiere di settore a Milano, Londra, Parigi…

Maison Olivia, quali sono gli elementi che caratterizzano il tuo brand?
Le mie collezioni hanno uno stile che amo definire “New rétro”: vestiti bon ton dal sapore vintage, rivisitati in chiave moderna. L’obiettivo è quello di attualizzare l’abito da cocktail, affinché diventi un look per tutti i giorni e non soltanto per le grandi occasioni. Ultimamente ho deciso di concentrarmi sull’attività d’atélier, realizzando abiti su misura per le mie clienti che sempre più spesso mi richiedono vestiti lunghi personalizzati. Il romanticismo che caratterizza le mie creazioni nell’ultimo anno ha poi ispirato una nuova collezione dedicata agli abiti da sposa: Maison Olivia Wedding verrà presentata ufficialmente il 16 novembre nel corso di un evento in cui verranno riprodotte tutte le situazioni della giornata del fatidico sì. Alla serata interverrà un gruppo selezionato di influencer (Caterina Balivo, Irene Colzi, Catherine Poulain, Cristina Musacchio, Carlotta Rubaltelli e molte altre). Tutte le ospiti avranno il piacere di provare i meravigliosi abiti della collezione sposa, saranno truccate dalla mano esperta del make up artist Alioscia Mussi, potranno ammirare le composizioni floreali firmate Odd Garden, farsi immortalare dalla fotografa Ilaria Corticelli ed assaggiare un menù d’eccezione realizzato dalla chef Marika Elefante…mettendo in scena il matrimonio dei propri sogni, grazie anche alle wedding planners Kitchen Victim.

In quest’ultimo anno sei approdata anche sul piccolo schermo…com’è successo? Come stai vivendo questa nuova avventura?
L’estate scorsa ho ricevuto a sorpresa una telefonata dalla redazione del programma “Detto Fatto”: mi chiedevano se fossi disposta ad illustrare loro, secondo il mio gusto ed il mio stile, tre diverse ipotesi di look complete di accessori. Credevo mi avessero contattata per vestire Caterina Balivo, la conduttrice. Mi sono presentata al colloquio con assoluta tranquillità e senza alcuna aspettativa. Soltanto al termine dell’incontro ho capito di essere stata scelta per presentare una mia personale rubrica di consigli di moda all’interno del programma! E’ un’esperienza del tutto nuova che mi carica di entusiasmo, una bellissima occasione per farmi conoscere e per assecondare, perché no, la mia vanità femminile: trucco, parrucco, attenzioni…ammettiamolo, il sogno di ogni donna! Sono riuscita a vincere il confronto con il pubblico e con le telecamere grazie ad un prezioso consiglio ricevuto dietro le quinte: “Devi comportarti con spontaneità, come se fossi nel tuo showroom e dovessi vestire una cliente. In fondo devi soltanto fare il tuo lavoro!”

Come riesci a conciliare tutti questi impegni con la tua vita privata? 
Sono sempre stata una persona energica e dalle mille risorse. Per carattere tendo a non trascurare nessun impegno e a cercare di incastrare tutto alla perfezione nella mia agenda: il lavoro in atélier, l’appuntamento fisso con il programma tv, l’aperitivo a fine giornata, la festa con gli amici, il weekend fuori porta…e spesso il privato si confonde sino a coincidere con le pubbliche relazioni. Attualmente sono single e mi rendo conto che se avessi un compagno al mio fianco sarebbe difficile costringerlo ad accettare questi ritmi. In tal caso dovrei sacrificare alcuni dei miei spazi professionali… e sarò disposta a farlo, quando e se ne varrà la pena!

Ultimamente però qualcosa è già cambiato nella tua vita e nelle tue priorità…
Sì, quest’anno purtroppo mi sono dovuta confrontare con un problema di salute che mi ha colta del tutto impreparata. Ho sempre vissuto senza tregua, senza orari, senza freni. Il lavoro prima di tutto: scadenze da rispettare, tempistiche serrate, obiettivi da raggiungere. Dall’oggi al domani mi è cambiato il chip nella testa: mi sono detta che la Terra avrebbe continuato a girare lo stesso anche se avessi rallentato i ritmi per salvaguardare la qualità della mia vita. Ho riparametrato il rapporto lavoro-vita personale, ho iniziato a concedermi delle piccole vacanze, a ritagliarmi degli spazi per la palestra, per frequentare un corso di boxe e magari per ritornare finalmente a seguire quelle lezioni di recitazione lasciate in sospeso tanti anni fa!

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