Cuore o cervello?

Essere innamorati ci fa fare cose ridicole e imbarazzanti

La tempesta chimica che ci assale altera il nostro equilibrio, riduce le inibizioni e ci fa valicare i limiti dei nostri comportamenti abituali

08 Mag 2026 - 07:00
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 © Istockphoto

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“Sono comportamenti da innamorati!” è il commento che a volte ci riservano i nostri amici quando ci vedono fare cose strane o per noi inconsuete, dopo aver ammesso di aver incontrato una persona che ci piace. E in fondo, è proprio così: una persona innamorata si trova a fare cose apparentemente sciocche, folli o addirittura imbarazzanti: “l’amore è come una droga”, replica di solito l’interessato, e in effetti è proprio così: l’innamoramento agisce sul cervello come una "tempesta" neurochimica che altera temporaneamente i comportamenti abituali, riducendo le inibizioni e la capacità critica e spingendoci a fare cose che di norma eviteremmo. 

UNA TEMPESTA NEUROCHIMICA – Quando siamo innamorati sperimentiamo sensazioni di euforia, la persona amata è protagonista di tutti i nostri pensieri, accettiamo persino con piacere di fare cose che abbiamo detestato fino a quel momento, pur di farle insieme.  Tutto questo accade, come la scienza ha ampiamente dimostrato, per effetto di una vera tempesta ormonale dalla quale siamo travolti. Durante la fase di innamoramento, e poi durante quella di attaccamento, il cervello rilascia ossitocina, "l'ormone del legame", che crea fiducia e spinge alla vicinanza fisica, spesso manifestata con comportamenti affettuosi che, in pubblico, possono risultare imbarazzanti. Il cervello innamorato rilascia inoltre grandi quantità di dopamina, l’ormone del piacere, della gratificazione e dell’euforia: questo picco crea il desiderio prepotente di stare con l'altra persona, portando anche a gesti eclatanti che in altri momenti noi stessi definiremmo ridicoli, come inviare mazzi giganteschi di rose rosse, disegnare cuori di luci sotto la sua finestra o manifestare i propri sentimenti in modo plateale. Parallelamente al picco di dopamina si verifica un calo della serotonina, un po’ come accade nei disturbi ossessivo-compulsivi: per questo il partner diventa il centro di tutti i nostri pensieri, tanto che non riusciamo a concentrarci su nient’altro. Nello stesso momento si disattivano, o rallentano le attività, alcune aree della corteccia prefrontale, responsabili della logica, del giudizio critico e della paura: di conseguenza, si abbassano le inibizioni, la vergogna scompare e ci si sente più audaci.

I SOPRANNOMI RIDICOLI E L’IDEALIZZAZIONE DEL PARTNER - Nella fase iniziale dell’innamoramento faremmo di tutto pur di compiacere il partner: ci troviamo ancora in una fase in cui il nostro sistema emotivo è particolarmente sollecitato: il desiderio di avvicinarsi all’altra persona è molto alto, ma allo stesso tempo c’è incertezza su quello l’altro desidera o si aspetta da noi. Per questo cerchiamo di comportarci il più possibile secondo i suoi desideri, anche a costo di piegarci a cose che fino a quel momento non avremmo mai sopportato. Anzi, ci troviamo a scoprire, che in fondo, una cena a base di sushi, se consumata con lui, non è così male, anche se fino a quel momento odiavamo il pesce.  Allo stesso modo, non esitiamo a sorridere e a salire in deltaplano strette alle sue spalle, anche se eravamo convinte di soffrire di vertigini. Il desiderio di far felice il partner ci porta così anche a gesti considerati "sciocchi" o imbarazzanti, come accettare un nomignolo ridicolo, pur di creare un linguaggio privato e rafforzare un legame emotivo esclusivo. Tutti questi comportamenti, anche i più assurdi, ci sembrano necessari per esprimere il sentimento che proviamo: non a caso, questi gesti in apparenza “folli” si verificano solitamente all'inizio della relazione, quando l'innamoramento è intenso e la tempesta chimica è al suo massimo. Inoltre, in questa fase tendiamo a essere ciechi: la disattivazione delle aree del cervello responsabili del giudizio critico ci impediscono di cedere e riconoscere i difetti e i limiti dell’altro, e di cogliere le sue mancanze. Con il tempo il rapporto evolve e si trasforma in attaccamento più stabile e la razionalità torna ad affermarsi.  

I PERICOLI DEI COMPORTAMENTI STUPIDI DA INNAMORATI – All’amor non si comanda, recita il vecchio adagio, ma è necessario essere consapevoli che, accecati dall’amore, possiamo compiere gesti dalle conseguenze anche gravi. Il primo pericolo è quello della dipendenza affettiva, cioè della tendenza ad annullare se stessi, i propri bisogni e i propri spazi per compiacere l'altro, perdendo la propria identità: si finisce ad esempio per trascurare gli studi o per rifiutare un trasferimento di sede utile per la carriera, pur di non allontanarsi. Non avere consapevolezza dei difetti e delle mancanze del partner comporta poi il pericolo di non riuscire a riconoscere le eventuali red flag che segnalano un comportamento tossico, giustificando le mancanze di rispetto e le manipolazioni. Inoltre, in una situazione di questo genere, si diventa sordi alle raccomandazioni e ai richiami degli osservatori esterni: quando tutto ciò che conta è il partner, si finisce per allontanarsi da amici e familiari, che spesso sono i primi a notare che qualcosa non va. Agire “da innamorati”, senza ascoltare la propria ragione, può anche portare a scelte avventate in campo economico e finanziario, accettando ad esempio, di cointestare conti, fare prestiti ingenti o firmare documenti importanti senza una reale consapevolezza, spinti solo dall'entusiasmo del momento e dalla volontà di compiacere il partner.
In conclusione: quando ci innamoriamo, il nostro cervello sceglie di ascoltare le emozioni a discapito della logica, ci fa abbassare la guardia e, talvolta, ci spinge a fare anche cose assurde. L’importante è non farsi travolgere dai sentimenti fino a perdere il contatto con se stessi e la realtà, trascurando i propri interessi.