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Milano, la Pinacoteca di Brera ospita la mostra "Caravaggio, nono dialogo" | Bradburne: "Vicini al pubblico contemporaneo"

Dal 21 giugno al 25 settembre. In cambio del prestito di un dipinto di Guido Reni, la Galleria Borghese di Roma ha concesso l'esibizione del “David con la testa di Golia” 

Milano, la Pinacoteca di Brera ospita la mostra "Caravaggio, nono dialogo"

James Bradburne, direttore della Pinacoteca di Brera, ha presentato con orgoglio la mostra “Caravaggio, nono dialogo”, in programma dal 21 giugno al 25 settembre, che mette uno accanto all’altro per la prima volta due capolavori dello straordinario artista lombardo: “La cena in Emmaus” della Pinacoteca e il “David con la testa di Golia”, concesso dalla Galleria Borghese di Roma in cambio del prestito di un dipinto di Guido Reni per una mostra nella Capitale.


“Questo dialogo è un segno della continuità di Brera - commenta il direttore della Pinacoteca Brera - Parliamo di un

museo vivente

, che non si è fermato e che vuole stare vicino al pubblico contemporaneo. Il nostro lavoro è dare il succo della vita del museo, un lavoro di indagine”. Un ‘incontro ravvicinato’

mai avvenuto prima d’ora

con lo scopo di mettere a confronto due dipinti appartenenti alla

tarda produzione

del Caravaggio, studiarne i dettagli – come la lama della spada di Golia che David utilizzò per la decapitazione con incise le lettere del motto agostiniano

H-AS-OS

(‘Humilitas Occidit Superbiam’) o le pieghe della camicia bianca di David – e coglierne l’essenza.  

Non solo, anzi. Un dialogo che chiede al pubblico di

prendere parte al dibattito

sulla data esatta di realizzazione del ‘David’, specchio del dramma umano di Caravaggio - riprodusse il proprio autoritratto nel volto del capo mozzato di Golia - accostandolo alla ‘

Cena in Emmaus

’ del 1606. Perché, come dichiara Bradburne, “I dibattiti sui dipinti non vertono solo sull’attribuzione - cioè sull’identità dell’artista – e anche quando questa non pare in discussione, come nel caso del Caravaggio della Galleria Borghese, un altro elemento fondamentale della storia di un quadro è il momento in cui è stato realizzato”. Essenziale per capirne il contesto e inserirlo nel punto giusto della

carriera

di un artista. 

La

maggioranza dei critici

lo colloca verso la conclusione del suo secondo soggiorno a Napoli e quindi verso la fine del

1609

ma studi recenti sostengono che la tela sia stata eseguita tra la fine del periodo romano e la fuga a Napoli dopo l’

accusa di omicidio

di

Ranuccio Tomassoni

e la condanna a morte pronunciata proprio nel 1606: una tesi che spiegherebbe anche meglio la somiglianza con il quadro di

Brera

.  

Con il

Nono Dialogo

‘Caravaggio’, a cura di Letizia Lodi, la Pinacoteca di Brera riprende la tradizione di confronto tra le grandi opere della sua collezione e quadri ospiti avviata dal direttore James Bradburne nel

2016


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