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I ristoranti che valgono il viaggio

In vacanza dedichiamoci a scoprire ristoranti, sapori e mete nuove: sarà tutto più speciale 

Golose deviazioni 

I viaggi e i ristoranti delle vacanze non sono come quelli di lavoro: anche guidare diventa parte dell’esperienza, e mentre si procede rilassati, con il finestrino abbassato e tutto il tempo davanti, è bello pensare di potersi concedere anche qualche golosa deviazione, magari per provare quel posto di cui abbiamo letto oppure che ci hanno tanto consigliato. Che abbiate pianificato le ferie al mare o in montagna, in campagna o in qualche città d’arte, poco importa; abbiamo selezionato per voi alcuni ristoranti dal nord al sud Italia che senza dubbio valgono la deviazione, o addirittura l’intero viaggio.


 


TILIA RESTAURANT    Dobbiaco (BZ)


All’interno del suggestivo parco dell’ex Grand Hotel di Dobbiaco, Bolzano, all’ingresso della Val di Landro e con sullo sfondo le tre Cime di Lavaredo, si trova una struttura in vetro che riflette la luce del sole. Un microcosmo di bellezza vera che racconta le Dolomiti attraverso la cucina. Un prato di erbe e fiori selvatici circonda Tilia, il ristorante stellato dal 2007 dello chef Chris Oberhammer. Una cucina locale di montagna come lui stesso ama definirla, che è unione di modernità e semplicità. Una proposta gastronomica che decanta il prodotto, ponendo veramente attenzione al tema della stagionalità. Ci troviamo infatti nel cuore del Patrimonio UNESCO delle Dolomiti, una terra ricca di una cultura che non deve andare persa ma deve essere valorizzata così come i prodotti locali. In sala, sommelier di vino ed acqua, la sua compagna Anita Mancini che con la sua eleganza e conoscenza del territorio, accompagna in un vero viaggio emozionale dentro la montagna.


 


SEDICESIMO SECOLO  Pudiano (BS)


Sedicesimo Secolo, come l’epoca a cui risale l’antico feudo dei Conti Caprioli cui appartiene il piccolo borgo di Pudiano, frazione di Orzinuovi, dove il Ristorante è incastonato. In questa parte della Bassa Bresciana la cui ricchezza di produzioni l’8 Aprile 2016 aprì il ristorante che dopo appena 32 mesi dall’apertura, il 16 Novembre 2018 ricevette la prima Stella Michelin. Lo chef Simone Breda, classe 1985, tra le storiche mura del palazzo racconta il territorio attraverso una cucina che valorizza la tradizione e i prodotti locali di alta qualità, attentamente selezionati anche tra i piccoli produttori del bresciano e del bergamasco, in equilibrio perfetto ed elegante con il gusto contemporaneo e l’estro personale. Gli insegnamenti dei grandi maestri che ha affiancato (Marchesi e Cedroni) sono la base salda su cui lo chef crea piatti che fondono sapori quotidiani e ingredienti inediti, che declinano il rispetto per le ricette classiche attraverso l’azzardo giovane di sapore decisi, che conquistano il gusto con grinta, eleganza e leggerezza.


 


LA MUSA RESTAURANT & ROOFTOP TERRACE   Cima di Porlezza (CO)


Inserito nel nuovo progetto di ospitalità e benessere di lusso ARIA Retreat & SPA, membro “The Leading Hotels Of The World" a Cima di Porlezza, Como, il ristorante fine dining LA MUSA Restaurant & Rooftop Terrace è affacciato sul Lago di Lugano. In quest’ambiente d’arte ed opere di design, tra tessuti pregiati dai colori intensi e arredi dallo stile minimal, lo chef Pili, sardo di origini, conduce gli ospiti in un percorso sensoriale tra le tradizioni della sua isola e le eccellenze dell’Italia, contaminando sapori e prodotti di grande eccellenza con equilibrio ed armonia. La sua cucina punta sulle consistenze e sui sapori naturali di ingredienti di altissima qualità selezionati con cura. Una proposta gastronomica rispettosa delle stagioni e dell’elemento vegetale, valorizzato in piatti ricchi di gusto. Accompagna il menu una ricca carta dei vini con una selezione di grandi maison ma anche vini di piccoli vignaioli che lavorano con rispetto la terra. Con la bella stagione si apre la splendida terrazza con vista sul lago dove trascorrere piacevoli momenti coccolati dalla bellezza di un luogo ricco di suggestioni.


 


“ORA D’ARIA”  Castiglioncello (LI)


Marco Stabile, già titolare di “Oria d’Aria” a Firenze ha inaugurato un nuovo ristorante sulla costa livornese. Cucina di pesce, mixology e relax after dinner: il pluripremiato chef di Pontedera ha infatti portato una tripla scelta sulla storica terrazza della gelateria “Dai Dai” a Castiglioncello. Stabile racconta il territorio costiero con piatti ricercati ed eleganti ma allo stesso tempo estivi e divertenti, all’insegna di pesce, erbe aromatiche del territorio e verdure stagionali. Una ventata d’aria fresca che non dimentica il suo illustre passato, omaggiando per esempio la location del celebre film “Il Sorpasso”, girato proprio da queste parti da Dino Risi nel 1962, e pure quella in cui lo stesso cuoco toscano svolse la sua prima stagione estiva.


 


L’ASINELLO   Villa Sesta (SI)


L’Asinello è il ristorante di Senio Venturi e Elisa Bianchini aperto nel 2011 a Villa a Sesta, un piccolo borgo nel cuore del Chianti. Una vecchia stalla caratterizzata da un arredamento caldo e ricercato, dove il filo conduttore di tutto è una Toscana dinamica, sincera e schietta. I Piatti di Senio presentano elementi della memoria senese, con spunti contemporanei che portano il palato fuori dai classici schemi di un ristorante della tradizione, proiettandolo verso una studiata cucina d’autore. “L’ Asinello è la nostra casa. Siamo arrivati a Villa a Sesta per caso, dopo aver girato e lavorato in vari ristoranti importanti Italiani”. Racconta Senio. “Aprire qua è stata una scelta di cuore. Io e mia moglie Elisa ci siamo innamorati della struttura e abbiamo deciso - forse anche con un velo di incoscienza - che questo sarebbe diventato il nostro mondo”.L’Asinello ha l’anima tipica dei piccoli paesi di campagna. Dove il rapporto è diretto e amichevole perché tutti si conoscono da sempre. E questo spirito si ritrova e respira appena si aprono le porte del ristorante, in una sala e una cucina amata e apprezzata dalle persone del posto ma anche dai turisti che decidono di andare in vacanza in Toscana. Il menu dell’Asinello varia con le stagioni, le proposte si avvicendano in carta man mano che Senio trova la giusta quadra.


 


UNE   Capodacqua  (PG)


Dopo aver lavorato per quindici anni in grandi ristoranti d’Europa e d’oltreoceano, e dopo aver appreso le tecniche e le tradizioni della cucina contemporanea francese e spagnola, lo chef Giulio Gigli ha deciso di tornare nella sua terra d’origine per aprire il suo primo ristorante dove propone i prodotti dimenticati dell’Umbria e la creatività appresa all’estero. Un progetto che mescola l’innovazione e le tecniche internazionali con la cultura della terra. Nel piccolo borgo di Capodacqua, un paese di poco meno di 200 abitanti tra le montagne intorno a Foligno, la città nella quale Gigli è nato, cresciuto e da cui è partito e dove poi è tornato. UNE si trova all’interno di un frantoio del ‘400 riconvertito nei decenni scorsi, del quale all’interno si possono trovare ancora alcune componenti, come la macina che in passato veniva azionata grazie alle acque del torrente Roveggiano. Non a caso UNE significa “acqua”, il termine forgiato su alcune antiche tavole bronzee rinvenute nella vicina Gubbio.Una cucina dal taglio internazionale: dalla Spagna arrivano le sferificazioni di pinoli e pino, mentre il piccione locale viene valorizzato attraverso cotture in pieno stile francese, da San Francisco l’idea di aromatizzare il pane utilizzando i fiori di aglione preparato in collaborazione con il panificio locale. La carta dei vini di UNE si sviluppa su una carta incentrata per lo più su vini naturali e biodinamici, principalmente umbri, ma anche con qualche etichetta estera, come Francia e Germania.


 


LA VERANDA   Ischia (NA)


La Veranda situato all’interno del San Montano Resort & SPA ad Ischia, sulla collina del Monte Vico, uno dei due affascinanti promontori che incastona la Baia di San Montano, propone una cucina mediterranea fortemente legata alla cultura enogastronomica ischitana e italiana, rivisitando i piatti della tradizione dell’isola in chiave moderna. Nel menu à la carte firmato dallo Chef Nando Porcaro, non mancano i grandi classici accompagnati da una raffinata selezione di vini del territorio: dal coniglio all’ischitana al rotolino di parmigiana, dalla selezione di salumi e formaggi al pescato del giorno alla griglia e tanto altro ancora. La varietà di verdure e ortaggi, sapientemente preparati, rispolvera i ricordi di un passato ancora attuale di un’isola che non smette di essere genuina e semplice. Un ambiente raffinato ed elegante in cui cenare a lume di candela, sospesi quasi tra cielo e mare. Il ristorante realizza anche proposte ad hoc per rispondere a tutte le esigenze degli ospiti che seguono una dieta sana ed equilibrata.


 


DATTILO  Strongoli (KR)


Essere sostenibili ma con carattere, questo è l’obiettivo di Caterina Ceraudo, stella Green Michelin per due anni consecutivi, executive chef del Ristorante Dattilo a Strongoli (Crotone), attenta sostenitrice della buona cucina senza sprechi. “Il connubio tra sostenibilità e gusto, è quello che ricerchiamo quotidianamente per i nostri clienti. La mia è una creatività estemporanea, vivace ma concreta, senza voli pindarici. Dialogo quotidianamente con gli artigiani della mia terra per offrire dei piatti pieni di sapore e identità territoriale. Con la nostra azienda Ceraudo possiamo contare su un patrimonio raro per uno chef: un grande orto variegato e in costante crescita, olivete secolari e piante da frutto. Ogni ingrediente proveniente dalla nostra terra diventa un elemento essenziale delle mie ricette” afferma la chef, neo mamma della seconda figlia. Alcuni piatti che la sua filosofia di cucina sono: L’orto in tavola, lattuga e cedro, un piatto che non necessita spiegazioni perché l’esplosione di sapori autentici e primari che si avverte una volta assaggiato il primo boccone, oppure, il Raviolo ricotta latte e ginepro, piatto icona di Caterina.


Caterina ama usare gli elementi in purezza come la Sardella, una conserva ittica a base di pesce, ghiaccio impastato con sale, peperoncino e finocchietto, messo in barattoli e lasciato riposare per un anno, per poi diventare una crema, che fa da base a un boccone sapido con uova e cicoria. Dattilo si trova nell’azienda di famiglia Ceraudo che vanta la produzione di vino e olio biologico e un agriturismo con ospitalità.


 


 


Di

Indira Fassioni 


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