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Il gallo Garibaldi canta troppo, scatta una petizione nel Ferrarese

Da un anno il volatile, che è scappato dal mercato del venerdì, dà la sveglia alle 4 del mattino. E il vicinato si ribella

Facebook / "Sei di Copparo se..."

Al gallo Garibaldi piace cantare, tanto e la mattina presto, fin dalle ore 4.

E da un anno ha innescato le proteste dei vicini del pollaio dove vive, a Copparo (Ferrara). Qui è scoppiato il caso, con tanto di petizione contro e un summit fissato per venerdì per cercare una soluzione al problema. Come racconta La Nuova Ferrara, con l'arrivo del caldo e le finestre aperte, il "chicchirichì" è tornato a sentirsi, troppo per qualcuno. Ma il problema è che Garibaldi non ha proprietari: è un gallo fuggito dal mercato del venerdì ed è finito in un cortile di viale Carducci, dove ha anche trovato la compagnia di una gallina, Biancaneve.


La voglia di libertà del gallo gli ha fatto guadagnare il nome di Garibaldi e il simbolico acquisto a un euro da parte di Alberto Vezzali, proprietario della casa dove si è trasferito.


 


Ma c'è chi si lamenta per il canto, tanto che ci fu una vera e propria crociata a sua difesa, grazie anche all'impegno di Giovanni Mazzorana, animalista e politico copparese che ha portato la storia in televisione, con un servizio girato a Copparo. Poi il caso è rimbalzato sul gruppo Facebook "Sei di Copparo se...", che ha fatto un concorso fotografico e l'immagine più votata del gallo è tuttora simbolo della pagina social.


 



Dopo un anno, però, è di nuovo polemica. Il gallo canta prima dell'alba e dai condomini vicini è ripartita la protesta, con raccolta firme presentata a inizio settimana al comando della polizia locale dell'Unione. Tanto da innescare anche liti, verbali, offese allo stesso Vezzali, "l'ultima lunedì mattina - racconta al quotidiano - quando una signora dal condominio vicino mi ha urlato 'Si vergogni, non ne possiamo più', frase seguita da un'offesa al mio indirizzo. Io sono stato zitto, ma non è una situazione accettabile anche perché, lo ripeto, ancora una volta, Garibaldi non è mio così come non è mia Biancaneve".


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