L'allarme degli esperti

Roma, allarme tartarughe killer: trovati altri due esemplari a Torre Flavia

Gli esperti invitano alla massima prudenza con gli esemplari di azzannatrice: "Specie pericolosa e in espansione" capace di attaccare con un morso estremamente potente

26 Apr 2026 - 11:37
 © Istockphoto

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Corpo massiccio, becco affilato e una forza capace di infliggere morsi gravissimi. Non è un animale esotico lontano migliaia di chilometri, ma una presenza sempre più frequente alle porte di Roma. Due esemplari di tartaruga azzannatrice, tra le più aggressive al mondo, sono state ritrovate nella riserva naturale di Torre Flavia, tra Ladispoli e Cerveteri.

Le due tartarughe sono state individuate a distanza di pochi giorni l'una dall’altra, lungo l'area costiera protetta. Come riporta "Il Messaggero", il primo avvistamento è avvenuto durante un'iniziativa ambientale, quando alcuni volontari hanno segnalato la presenza dell'animale. Mentre erano in corso le operazioni di recupero, un secondo esemplare è stato individuato poco distante, lungo un sentiero frequentato da pescatori. Questi rettili potrebbero non essere più casi isolati, ma una presenza stabile sul territorio.

Una specie aliena e pericolosa

 Originaria del Nord America, la Chelydra serpentina è considerata una specie aliena invasiva. In Italia è vietato detenerla o venderla, ma negli anni il commercio illegale e gli abbandoni hanno favorito la sua diffusione. Il problema non è solo ambientale. Si tratta di un animale capace di allungare il collo con scatti rapidissimi e colpire con un morso estremamente potente. Quando si sente minacciata può causare ferite molto serie. A lanciare l'allarme è l'etologo Andrea Lunerti, che negli anni ha partecipato a numerosi recuperi: "Abbiamo già intercettato oltre 25 esemplari tra campagna e città".  Parallelamente, si sta lavorando a sistemi di cattura specifici, come le cosiddette basking trap: piattforme galleggianti progettate per intercettare gli animali quando emergono dall’acqua per scaldarsi al sole.

Nella riserva di Torre Flavia, gli esperti ritengono plausibile che gli ultimi esemplari siano nati direttamente in loco, forse discendenti di una femmina individuata anni fa. Il rischio riguarda anche la biodiversità: prive di predatori naturali, queste tartarughe competono con le specie locali, sottraendo risorse e alterando gli equilibri dell'ecosistema. Per fare chiarezza, nelle prossime settimane verrà avviato un progetto di ricerca per analizzare morfologia e DNA degli esemplari. L'obiettivo è capire se siano tra loro imparentati e ricostruire la loro diffusione.

Cosa fare in caso di incontro

 Le autorità e le associazioni ambientaliste sono chiare: evitare qualsiasi contatto. In caso di avvistamento, la raccomandazione è mantenere le distanze e contattare immediatamente il numero unico di emergenza.

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