Caos Schengen, Piantedosi: "Toglieremo lo stop solo con la fine totale dei rischi"
Il ministro dell'Interno in commissione: "Quello che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo, lo fanno anche altri Stati"
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Nessuna "speculazione politica" contro la Spagna. Solo "sicurezza nazionale". Lo afferma Matteo Piantedosi, intervenuto in commissione Schengen in merito al tema del ripristino dei controlli alle frontiere tra Italia e Spagna. Quanto successo a Ceuta, con migliaia e migliaia di migranti arrivati in blocco nell'exclave spagnola, e in seguito ha scatenato forti polemiche fra i due Paesi. Che il ministro dell'Interno ha provato a spegnere: "Quello che ha scelto di fare il governo è pienamente nel diritto europeo".
Il piano resta
"Il caso di Ceuta non è una speculazione politica contro la Spagna. Non è questa la logica che muove questo governo, il cui unico obiettivo è la tutela della sicurezza nazionale": Piantedosi ha iniziato con queste dichiarazioni l'audizione in commissione Schengen. Ribadendo poi che il piano dell'Italia andrà avanti come previsto, senza alcun cambiamento: "È per questo che stiamo attentamente monitorando l'evolversi della situazione e, come già preannunciato dal governo, la decisione di sospendere l'applicazione dell'Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l'Italia".
"Pienamente nel diritto"
Nella giornata dell'11 agosto la Spagna è tornata ad attaccare l'Italia. Il ministro degli Esteri spagnolo Albares ha accusato il governo Meloni di avere sospeso Schengen per "esigenze elettorali" e "interessi di parte". E poi ha puntato il dito contro la gestione italiana dei flussi. Piantedosi ha respinto le accuse dichiarando che "quel che ha scelto di fare il governo è pienamente dentro il diritto europeo". Il ministro dell'interno ha poi continuato: "Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell'Italia. Non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento. Mentre l'iniziativa dell'Italia si fonda su solide basi oggettive e l'attività di controllo, la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva".
I casi
Sul fatto che anche altri Stati europei applicano le sospensioni a Schengen, Piantedosi ha fatto leva sulla Germania: "Anche loro, dopo una serie di chiusure parziali solo per determinate frontiere, a partire dal 2025 hanno esteso i controlli sistematicamente a tutti Paesi confinanti". Il titolare del Viminale non si è dimenticato della Spagna stessa, dichiarando che "vi ha fatto ricorso 19 volte a partire dal 2009, così come alcuni altri Paesi hanno fatto nei confronti dell'Italia o di altri partner". Tra questi la Francia, che "dal lontano 2015, cioè da 11 anni, mantiene chiuse le frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna", ha aggiunto Piantedosi.
Le misure
Infine, il ministro dell'Interno ha snocciolato alcuni dati: "Dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato tre arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui sei marocchini". Queste invece le sue parole sugli sbarchi: "Dall'inizio dell'anno, gli sbarchi in Italia sono calati del 55% rispetto al 2025 e, se raffrontiamo gli sbarchi dei primi sette mesi del 2023, l'inizio della legislatura, con lo stesso periodo di quest'anno, i numeri crollano dell'82%. Nel 2026, in sostanza, sono sbarcate circa 17mila persone, cioè a dire b di quelle giunte a Ceuta in due giorni".
