A Isla Cristina

Spagna, quattro vittime in una sparatoria in Andalusia: tra loro una donna incinta e il bambino che portava in grembo

Tra i deceduti, un sedicenne estraneo alla faida. La viceprefetto: "Possibile regolamento di conti fra clan"

17 Ago 2026 - 17:34
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Sparatoria domenica sera, 16 agosto, a Isla Cristina (Huelva), nella regione meridionale dell'Andalusia, in Spagna. Quattro i morti: una donna incinta di 39 anni, insieme al bambino di 8 mesi che portava in grembo e alla madre di 62 anni; un ragazzo di 16 anni (apparentemente estraneo alla faida, secondo quanto emerso dalle indagini). Sono rimasti feriti nella sparatoria anche un 18enne, ricoverato in condizioni molto gravi, e un uomo con ferite lievi.

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La vicenda

 Stando a una prima ricostruzione della Guardia Civil, la sparatoria è avvenuta alle 22 nel quartiere popolare di El Rocio, dove due persone incappucciate a bordo di una moto hanno aperto il fuoco contro un gruppo di persone. Dopo l'attacco, gli aggressori hanno dato fuoco alla moto, abbandonata in una pineta nei pressi del camping Giralda, prima di fuggire. Gli investigatori hanno acquisito le immagini delle telecamere del camping e rafforzato il dispositivo dei controlli nel municipio, incluso nei cimiteri dove si vegliano le vittime.

Le possibili cause

 La viceprefetto ha parlato di "un possibile regolamento di conti fra i clan", senza escludere altre piste. L'indagine, coordinata dalla magistratura e coperta da segreto istruttorio, mantiene aperte tutte le ipotesi. Secondo la Guardia Civil, le due donne uccise sarebbero la suocera e la sorella di un pregiudicato noto come El Baba, presunto autore di una sparatoria registrata nel settembre 2024, in un vicino quartiere di Huelva, e che aveva provocato un morto e due feriti. Un agguato che sarebbe all'origine del regolamento di conti fra clan. Il 18enne ferito domenica sera in gravi condizioni sarebbe il nipote di "El Baba", segnalano gli investigatori dell'Arma, che hanno realizzato dal 2024 numerose perquisizioni e arresti in Isla Cristina nei confronti di membri dei clan coinvolti nella faida.

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