Russia, ora la Cia suona l'allarme nel Mediterraneo: "Mosca prepara attacchi con droni contro Italia, Spagna e Francia"
Un rapporto degli 007 Usa svela il piano del Cremlino: velivoli Gerbera lanciati da container navali e destabilizzare i tre Paesi, al voto nel 2027
© Dal Web
Dalle interferenze elettorali ai cyberattacchi fino al lancio di veri e propri droni in Italia il passo sembra sempre più breve, almeno per la Russia. Secondo un recente rapporto della Cia, Mosca starebbe preparando una nuova serie di incursioni in Europa. Non più nei Paesi Nato con cui condivide un confine, come Polonia e Finlandia. Bensì nell'area mediterranea, in particolare contro Spagna, Francia e il nostro Paese. Secondo gli 007 statunitensi, sarebbe questo uno dei principali piani di escalation a disposizione del Cremlino. Un modo per mettere sotto pressione l'Occidente e, come più volte promesso da Mosca, "punire l’Europa per il sostegno offerto a Kiev".
Le continue provocazioni di Mosca
Secondo quanto anticipa El Mundo, l'intelligence americana avrebbe stilato un vero e proprio documento sulle possibilità di escalation russe all'indomani della visita a sorpresa a Mosca del direttore della Cia John Ratcliffe, lo scorso 25 agosto. In questa occasione, il numero uno dei servizi segreti Usa avrebbe intimato alla Russia di evitare qualunque attacco o provocazione plateale contro la Nato. Parole che sembrano essersi perse nel vento dato che nelle ultime settimane - dai sabotaggi ai falliti attentati di Lipsia fino ai continui sconfinamenti di jet e velivoli senza pilota - gli incidenti sembrano susseguirsi a un ritmo mai registrato prima.
L'escalation anche nel Mediterraneo
Il mirino del Cremlino presto potrebbe spostarsi dalla regione baltica a quella mediterranea. Secondo El Mundo la Cia avrebbe già informato i governi di Francia, Spagna e Italia della concreta minaccia che li aspetta. Stando a quanto raccolto dagli 007 americani, Mosca starebbe preparando attacchi e azioni di disturbo con droni Gerbera. Velivoli senza pilota che - per le piccole dimensioni e un'autonomia di volo fino a 600 chilometri - l'esercito russo potrebbe facilmente nascondere in container e lanciare dal ponte di una nave nel Mediterraneo. "Non è affatto difficile", ha spiegato al quotidiano spagnolo una fonte vicina al ministero della Difesa lituano.
© Dal Web
Drone Gerbera russo inesploso trovato in un campo in Polonia
Se dunque i Gerbera fossero lanciati da 200 o 300 chilometri dalla costa europea, ci impiegherebbero al massimo due ore a raggiungere il suolo. L'impatto non sarebbe devastante data la ridotta quantità di esplosivo che questi droni possono trasportare. Ma esplosioni del genere, oltre che ingenti danni a strutture e persone eventualmente colpite, avrebbero più che altro un impatto politico ed economico. Deflagrazioni simboliche, si potrebbe dire, che mirano ad allarmare la popolazione delle nazioni colpite e ad aumentare la fragilità politica.
I droni contro gli "anelli deboli"
Ma perché proprio Italia, Spagna e Francia? Sono, guarda caso, i tre Paesi principali in Europa che nel 2027 torneranno alle urne. I lanci di droni sarebbero dunque un semplice prosieguo della strategia tensiva già in atto sul fronte orientale della Nato, sempre più sotto pressione a causa dei continui sconfinamenti aerei. Non solo. Come ha spiegato Keir Giles, analista britannico specializzato nella strategia militare russa: "Non saranno necessariamente i Paesi in prima linea a essere presi di mira. L’obiettivo sarà dove si trova il punto più debole dell’Europa". Deboli non tanto dal punto di vista politico, ma soprattutto militare: "Non hanno investito in sistemi integrati di difesa aerea e antimissile adeguati alla minaccia russa". Minimo sforzo, massima resa.
"Medicina contro l'arroganza"
Stando a quanto si legge su El Mundo, l'allarme lanciato dalla Cia sarebbe stato già colto e preso molto seriamente dal presidente francese Emmanuel Macron. Il 16 settembre, l'inquilino dell'Eliseo ha riunito il Consiglio di difesa. Due giorni dopo ha convocato i leader di tutti i partiti e i candidati alle presidenziali del 2027. Quasi casualmente, all'indomani della riunione politica convocata da Macron, sui canali Telegram più vicini al Cremlino sarebbero spuntate diverse mappe del Mediterraneo in cui erano segnalati possibili obiettivi degli attacchi russi: "Medicina contro l’arroganza francese".
