La frase del Segretario di Stato americano, comunicata in un briefing a porte chiuse con gli ufficiali di alto rango, è riferita dal Wall Street Journal
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Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha detto ai legislatori che le recenti minacce dell'amministrazione contro la Groenlandia non indicano un'invasione imminente e che l'obiettivo è acquistare l'isola dalla Danimarca: lo scrive il Wall Street Journal citando persone a conoscenza delle discussioni. Le dichiarazioni di Rubio sono arrivate durante un briefing a porte chiuse tra alti funzionari dell'amministrazione e leadership del Congresso, focalizzata sull'operazione per catturare il presidente venezuelano Nicolas Maduro e sui piani dell'amministrazione per il futuro del Paese. Secondo le fonti, Rubio avrebbe parlato per la maggior parte del tempo.
Sia Donald Trump che i suoi più stretti collaboratori avrebbero escluso con decisione la prospettiva di una annessione della Groenlandia a seguito di un intervento militare. Meno netta invece la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt: "L'acquisizione della Groenlandia è una priorità per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti ed è fondamentale per scoraggiare i nostri avversari nella regione artica", ha spiegato in una nota stampa. "Il presidente e il suo team stanno discutendo una serie di opzioni per perseguire questo importante obiettivo di politica estera e, naturalmente, l'impiego delle forze armate statunitensi è sempre un'opzione a disposizione del comandante in capo".
Per il momento la prospettiva di un'operazione militare rimane una sorta di extrema ratio. Stando a quanto riferisce il Wall Street Journal, funzionari statunitensi ed europei avrebbero affermato di non aver visto alcun segno che la Casa Bianca stia preparando un'invasione della Groenlandia. Si tratta dunque, almeno per adesso, di una trattativa su un duplice binario. Da una parte, il dialogo con Copenaghen per la cessione - dietro un lauto pagamento in dollari - dell'intera isola agli Stati Uniti. Dall'altra, come rivelato in esclusiva dall'Economist, un possibile accordo direttamente con Nuuk per rendere il territorio artico una sorta di avamposto ufficioso americano, sia dal punto di vista commerciale che militare. Lavorando nel frattempo, dietro le quinte, al sostegno del movimento indipendentista per fratturare dall'interno il legame tra Groenlandia e Danimarca.